Una lettura piuttosto deludente questa, nonostante le premesse molto interessanti. L'autrice raccoglie 37 testimonianze di persone che si considerano "astinenti", vuoi perché hanno deciso di non avere rapporti sessuali, vuoi perché da tempo non incontrano persone con cui abbiano voglia di intrattenerne. Parallelamente al resoconto di queste interviste, descrive la sua propria esperienza di astinenza.
Innanzitutto mi preme sottolineare che questo non è un libro sulla asessualità: la parola compare meno di una decina di volte, e sempre in modi piuttosto problematici. Come già sottolineato in occasione dell'uscita dell'edizione italiana di questo testo, il libro appiattisce questo concetto a "disinteresse per il sesso con gli altri", e riporta l'esperienza di partner di persone asessuali come "un segreto" o una causa di grandi insicurezze, senza però riportare nessuna esperienza di persone asessuali e solo una testimonianza che non parli in termini catastrofici dell'avere un* partner asessuale (parole come "incapacità" o "impedimento" mi paiono poco adatte, per esempio).
Ma non è solo questa la ragione della mia insoddisfazione verso questo testo. C'è per esempio il caso dell'uomo che racconta che sua moglie riusciva ad avere rapporti con lui solo prendendo il Lexotan (già sottolineato nel dibattito intorno a questo libro come un passaggio assai grave). Altro esempio è il kink shaming del passaggio in cui uno degli intervistati racconta di aver provato ad avvicinarsi al BDSM mostrando un assai grave fraintendimento dello stesso ("le dominatrici si comportano come orribili macho e i sottomessi traggono piacere dall'umiliazione di essere trattati come donne... il colmo della misognia"). Ora, è evidente che nel testo l'autrice riporti delle testimonianze altrui e questi passaggi preoccupanti non sono da considerarsi espressione della sua voce. Però è anche vero che queste sono le testimonianze che ha scelto di includere nel testo (immagino a fronte di molte altre scartate), ed è anche verso che a cornice delle interviste riporta dei commenti personali, che tacciono su queste ed altre criticità. Il testo non si pone come indagine sociologica, ma come opera letteraria, sicché ci sarebbe stato lo spazio per contestualizzare queste testimonianze, evidenziarne eventuali problematicità, trarne dei fili conduttori.
L'autrice non fa nulla di tutto questo, né mi pare abbia operato delle scelte particolarmente interessanti. Per esempio, molte di queste storie sono estremamente simili fra loro. Ricorre tantissime volte il tema della astinenza come "prova di maturità", occasione di capirsi meglio, di prendere le distanza da una versione di sé precedente e "lasciva". Similmente, sono diversi i casi di persone che non fanno sesso perché non "non desiderano andare a letto con chicchessia" e trovano difficoltà a incontrare qualcuno che soddisfi i loro alti standard o il loro desiderio di una connessione che non sia solamente fisica. Ora, per quanto queste due prospettive siano parte dello spettro di situazioni in cui una persona non fa sesso, riportare così tanti casi che rientrano in questo ambito toglie spazio ad altri esempi, che sarebbero certamente stati altrettanto interessanti.
Ecco quindi la mia principale delusione nei confronti di questo testo: l'assenza di una curatela attenta delle esperienze riportate, sia nella scelta di quali esperienze riportare, sia nella scelta di come commentarle. Alla fine della letteratura non credo di aver capito molto di più di quanto non sapessi prima; termini come astinenza, asessualità, e assenza di libido non sono mi più chiari, né mi sembra espansa la mia comprensione dello spettro di situazioni di "coloro e coloro che nn fanno più l'amore". Una occasione sprecata.