The specially commissioned essays collected in this volume establish new parameters for both scholarly and classroom discussion of Hawthorne. This Companion provides fresh perspectives on Hawthorne's classic works, and on topics such as Hawthorne's relationship to history, women, politics, and early America. It brings together a team of leading international scholars to offer the most comprehensive introduction available to Hawthorne's work and life.
Well some essays were better (and more useful to me) than others, but what I like most about my current studies about Nathaniel Hawthorne and the Scarlet Letter is how much you can learn about the culture and historical context of the period of time it was published, I know that is the case for many novels, but this one especifically goes way deep and I am really enjoying it. Also all of my american culture classes from last semester suddenly make a lot more sense lol.
Una raccolta di saggi incentrati sulla figura di Nathaniel Hawthorne, sulla sua vita, le sue opere, i suoi sogni e ideali, i suoi rapporti con la società e con le maggiori idee della sua epoca. Tra tanti elementi, emerge quello dell’ambiguità, uno stato costantemente “nel mezzo” tra due condizioni e modi d’essere.
L’esempio più immediato è quello del divario tra le due principali correnti di pensiero che in quel periodo regnavano sugli USA: una più conservatrice e moderata, a cui Hawthorne era collegato tramite i suoi ottimi amici del college, e quella decisamente più trasgressiva e rivoluzionaria degl’intellettuali trascendentalisti. Hawthorne vi era entrato in contatto entrando nel mondo dell’arte e della scrittura. Partecipando alle varie riunioni dei pensatori ed esponenti del movimento incontrò persino la sua adorata moglie Sophia. Tuttavia, la tensione tra le due correnti erano così forti che Hawthorne non si sentì mai completamente libero e a proprio agio in nessuno dei due ambienti, considerando la corruzione delle sue amicizie politiche troppo limitativa e le idee delle sue conoscenze trascendentaliste troppo violente e rivoluzionarie. Questa indecisione si riflette anche nel pensiero politico di Hawthorne: non era favorevole allo schiavismo, ma allo stesso tempo si opponeva agli abolizionisti. Sognava un rapporto di amore perfetto e di collaborazione tra l’uomo e la donna, ma contemporaneamente credeva che ciascun genere avesse dei ruoli precisi all’interno della società che non bisognava per nessun motivo trasgredire o rinnegare.
Era affascinato dalla gioia dei bambini, dalla loro energia, dal loro amore per la vita, ma non poteva fare a meno di notarne il lato selvatico, ambiguo e quasi diabolico che lo spinse ad osservare i suoi stessi figli come se fossero dei semplici modelli per i personaggi più giovani dei suoi romanzi. Tra la piccola Pearl ne ‘La Lettera Scarlatta’ e Una, la figlia primogenita di Hawthorne, in effetti, i punti in comune sono troppi per non notare lo stretto rapporto che si era creato tra padre e figli attraverso la scrittura. Il metodo rivoluzionario con cui Hawthorne e Sophia avevano deciso di cresce i bambini, concedendogli una libertà assoluta, aveva però spinto i genitori a trattare i figli più come oggetto di studio che di affetto. Il diario che tutti i membri della famiglia tenevano insieme doveva essere una prova dell’idillio familiare che erano riusciti a costruire nel corso degli anni, ma allo stesso tempo fa emergere il lato più ambiguo del loro rapporto. Se i genitori annotavano con sgomento la luce selvaggia negli occhi dei loro figli, i bambini allo stesso tempo ponevano sulla carta stampata la tacita domanda: perché mamma e papà tracciano la nostra vita con il tratto della penna, ignorando la vera natura della nostra esistenza?
Un altro limite poco chiaro è quello che l’autore pone tra la realtà e la finzione, tra la Storia dell’uomo e quella dell’individuo, tra l’idea della nazione e quella casa. Tempo e spazio sembrano fondersi in una grande miscela di sentimenti e di percezioni, voci del passato che giocano con quelle della Terra, echi dal futuro che si nascondo dietro le nuvole della fantasia. Le immagini che Hawthorne descrive non hanno una natura precisa, non si possono classificare e non si potranno mai decifrare completamente. Il filo invisibile che le lega è talmente sottile ed impercettibile da impedire al respiro di scorrere liberamente: colto di sorpresa, il lettore resta con il fiato sospeso, in attesa di una risposta che non arriverà mai.
Even the final chapter acknowledges that Nathaniel Hawthorne's reputation is fading and may not be considered a classic in a few years. Considering the weak cultural heritage of the United States at that time, his works were far from satisfactory. His novels, aside from The Scarlet Letter, are decent at best, and can be confusing and incoherent at times. Therefore, the criticism of his works must be one level lower than the criticism of other masters.