La fortezza del castigo è un romanzo che fonde storia, esoterismo e fantasia. Bonaventura da Iseo è un frate molto particolare: un grande conoscitore delle arti alchemiche ed esperto di piante curative. Come pensate che fossero accolti questi talenti, nell'Italia del 1200?
Bonaventura ha fama di mago e stregone, di servo delle arti oscure, ed è costretto a muoversi cautamente in un clima di oscurantismo. Il nostro frate si troverà a dover proteggere Fleur, una giovane donna accusata di stregoneria per aver avuto delle visioni.
Francesco d'Assisi, mentore di Bonaventura, è scomparso ed è apparso a Fleur affidandole un messaggio:
Va' dai miei fratelli e di' loro che sono prigioniero
Ma chi è davvero Fleur? È una giovane innocente o davvero una strega capace di malefici? Qual è il mistero che ruota attorno al medaglione e all'Aquila con la croce fra gli artigli?
Bonaventura dovrà, assieme a Fleur e ad altri compagni di viaggio, mettersi in viaggio per capire cosa si nasconde dietro un'antica profezia: il destino del Mondo è in pericolo, l'Anticristo si sta avvicinando.
Devo dire che la storia è interessante, mi è piaciuta molto l'idea di mescolare ricerche e personaggi storici realmente esistiti ad elementi di fantasia immaginati dai due autori.
Il linguaggio ricercato ed utilizzato nel contenuto, permette di sentirsi a contatto con quell'ambiente così oscuro e misterioso, gli indizi celati qua e là e il bisogno di capire portano il lettore a cercare di leggere velocemente per arrivare alla fine della storia.
L'unica pecca trovata sono diversi tratti che rallentano l'adrenalina e scemano quell'emozione così alta provata poco prima.
In generale il romanzo vale la pena di esser letto per la cura di ogni dettaglio creato, non solo per i personaggi ricercati e finemente tratteggiati, ma per l'ambiente che evoca in maniera molto semplice tutto ciò che si legge. La fortezza del castigo è consigliato a chi odia l'ipocrisia e l'oscurantismo che hanno provocato nei secoli.
Il futuro non è già scritto, ma al contrario sempre in movimento. Il libero arbitrio che Dio ci ha donato è anche fonte delle nostre incertezze, dono e condanna