I tarocchi sono sempre stati usati per conoscere il futuro, ma se qualcuno sapesse usarli per cambiare il passato? Una ballerina di tango che non sente il dolore, un chirurgo estetico col debole per il gioco d'azzardo, una ragazzina misantropa, uno stunt-man masochista e un wedding planner dalla doppia personalità. Cinque sconosciuti, cinque persone troppo ferite e sole, disposte a tutto pur di ricucirsi addosso una speranza. Anche ad accettare misteriosi inviti, come quello di Ermete, un anziano in sedia a rotelle che vive in un castello tra le nebbie del Nord Italia. Il vecchio, che sostiene d'essere un mago, li ha scelti per farli diventare personificazioni di altrettanti Arcani Maggiori, allo scopo di creare un vero e proprio mazzo vivente, capace di modificare gli eventi. Ospiti e prigionieri della sua follia scopriranno fin dove sono disposti a spingersi pur di rimediare ai loro errori, anche a costo di non capire più quali siano i confini tra realtà e immaginazione. Appassionato di esoterismo, misticismo e magia, Maurizio Temporin è riuscito nell'impresa di raccontare con una chiave nuova il più amato e misterioso dei mazzi di carte, quei tarocchi tanto cari alla nostra migliore letteratura fantastica, da Italo Calvino a Dino Buzzati.
Maurizio Temporin (1988) è un regista, scrittore e artista italiano. Si occupa principalmente di realismo fantastico e fantascienza. Ha pubblicato con Rizzoli Il tango delle cattedrali e con Giunti la trilogia per ragazzi IRIS (Fiori di cenere, I sogni dei morti, I risvegli ametista) tradotta in diversi Paesi. È fondatore e direttore artistico dello studio SPAZIO TEMPO(rin), una factory nel centro di Milano in cui collaborano creativi e specialisti di diversi settori, tra cui cinema, editoria, arte, pubblicità e comunicazione. Nel mondo dell'arte contemporanea è autore di opere chiamate CINESTESIE, locandine immaginarie che reinventano la storia del cinema. Collabora stabilmente con Lucidosottile e Fondazione Maimeri.
Salve a tutti. Uno dei miei autori classici preferiti in assoluto è Italo Calvino. In particolare adoro "Il castello dei destini incrociati", che vi esorto a leggere se non lo avete ancora fatto. Questa premessa è per far capire quanto mi sia emozionata scoprendo il nuovo libro di Maurizio Temporin, ispirato dall'opera di Calvino, dal titolo "Arcana. Il castello dei destini sbagliati", edito da Mondadori, che ringrazio tantissimo per avermi dato l'opportunità di leggerlo. Scrivo questa recensione dopo qualche giorno dalla fine della lettura, perché ho dovuto metabolizzare questa storia. Mi ha trascinato e fatto ruzzolare ad alta velocità, come se scendessi di corsa lungo il pendio di una montagna, ma non su un terriero lastricato, bensì su un caos di alberi e sottobosco. È un libro bellissimo, ma che mi ha lasciato dentro un po' di confusione. Come l'afa di questi giorni, che si appiccica addosso e non ci dà tregua, così il senso di confusione mi ha accompagnato mentre leggevo. Tanita è una donna argentina, ballerina di tango che soffre di una neuropatia che le impedisce di percepire il dolore. Ha perso il marito e con lui il suo cuore e vive nell'attesa di raggiungerlo, sospesa in un limbo privo di sensazioni. Lucio è un chirurgo estetico egoista e arrogante, che meriterebbe di essere preso a sberle per il suo atteggiamento megalomane. Elia è un ragazzo di origini asiatiche, con la peculiarità di essere ermafrodita e sentire dentro di sé entrambe le identità di genere. Sofia è un'adolescente senza famiglia, che si rifugia nella cultura e nella conoscenza derivante dalla lettura. Giordano è uno stuntman che cerca il pericolo ed è eternamente indeciso. Cinque individui così diversi da loro, tutti invitati in un castello misterioso nelle campagne del nord Italia. L'invito viene da un vecchio disabile e cieco di nome Ermete e suo figlio, Mercurio, un eccentrico pazzo. Il loro scopo sembra oscuro all'inizio, finché non rivelano le loro intenzioni: si professano infatti Arcani Viventi e dicono di aver operato questa trasformazione anche nei nostri protagonisti. Ermete sarebbe Il Mago, Mercurio Il Matto, Tanita l'Arcano senza nome, ovvero La Morte, Lucio il Diavolo, Sofia l'Eremita, Elia Gli Amanti e Giordano l'Appeso. Il fine ultimo dei due maghi illusionisti è quello di cambiare il passato, o questo è quello che dicono. In una settimana dovrebbero essere in grado di fare le stesse magie che vedono compiere ad Ermete e insieme, come mazzo completo, potrebbero essere in grado di compiere la magia più grande, quello di modificare il tempo. "Il pensiero crea, ma per creare bisogna prima saper immaginare". Ma qualcosa non quadra nello schema delle cose. Gli altri Arcani sono spariti, sebbene Ermete giuri che siano solo andati per la loro strada nell'attesa che sia il momento giusto per riunire il mazzo. Ma l’Arcano della Torre si mostra inaccessibile e pericoloso e nella storia di Ermete e Mercurio qualcosa non quadra. I I nostri protagonisti, però, non vogliono far altro che credere che il loro passato possa essere cambiato e che basta volere con tutte le loro forze qualcosa per ottenere la vera magia, ecco perché si lasciano convincere della verità dei due illusionisti. Non posso aggiungere altro, rischierei di fare troppi spoiler. Posso però dire che è una storia intricata e affascinante, che trascina il lettore al ritmo di una melodia ipnotica e insistente. Vorrei poter dire che mi ha emozionato quanto speravo, che mi aspettavo di essere travolta dall'angoscia o dalle paure, invece dal punto di vista emotivo è rimasto un po' muto. Forse perché è un libro carico di considerazioni filosofiche, a tratti poetico nella descrizione. A volte è un po' folle, come un flusso di coscienza. Sembra di entrare in un sogno, o nell'antro del mago Parnassus. Ed è per questo che mi ha lasciato un senso di confusione che non se ne è andato neppure a fine lettura. Lo stesso vale per il finale: mi è piaciuto, ma non mi ha pienamente soddisfatto. Nell'ultima parte, soprattutto, c'è un continuo ribaltamento della situazione, neanche il tempo quasi di capire cosa succede. Magia un attimo prima, illusione quello dopo. Non avevo letto nulla di questo autore e sono rimasta colpita dalla sua magistrale abilità e dal suo stile. Alcuni passi sono puro genio narrativo e poetico. Allora perché la confusione mi è rimasta? Credo che sia un libro che va letto nel giusto periodo, perché regala tantissimo anche a chi, come me in questo torrido luglio, non è ricettivo al massimo per coglierne tutte le sfaccettature. Voto 3,5
Il titolo del libro mi è balzato subito all'occhio mentre lasciavo scorrere lo sguardo sugli scaffali della libreria; leggendo poi la sinossi ne sono stato deliziato: una storia incentrata sui tarocchi? Datemene anche due! Purtroppo, quasi sin da subito il libro ha deluso le aspettative: storia poco convincente, personaggi altamente stereotipati e piatti, dialoghi non esaltanti, diffusa mancanza di senso in quasi ogni pagina. Ho voluto proseguire la lettura per capire dove si volesse andare a parare, ma anche per gli ultimi capitoli non posso che ribadire un categorico NO.
Storia alquanto bizzarra. Premetto che non sono interessata ai tarocchi, ma volevo dare una possibilità a questo libro perché incuriosita dalla trama. In realtà per l'80% della storia non succede granché a parte qualche sproloquio filosofico qua e là che potrebbe a tratti risultare fastidioso anche perché, come se non bastasse, viene lasciato sempre a metà da avvenimenti a mio avviso poco importanti se non addirittura insignificanti che non aggiungono niente alla storia, non permettono al lettore di capirne il senso, perché in realtà non ce l'hanno (come ad esempio la scena dei ritratti e della biblioteca). Le ultime 30 pagine danno dinamicità alla storia, che finalmente decolla in continui colpi di scena anche se purtroppo anche qui ho trovato il difetta della "confusione". Tutto accade molto velocemente non permettendo di dare al lettore il tempo di metabolizzare il tutto, soprattutto perché si tratta di un autoconclusivo che non arriva nemmeno a 300 pagine, quindi vi lascio immaginare lo stato del lettore una volta finita la storia. L'amaro in bocca mi è rimasto sicuramente perché non mi ha convinto totalmente il finale. Ovviamente questo è il mio modestissimo parere, magari sono io a non aver colto i ragionamenti e la filosofia che si cela nell'opera, ma nonostante ciò non me la sento di sconsigliato. Lettura carina e non troppo impegnativa, quindi 3 stelle per me vanno benissimo
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Ho veramente amato questo libro e il suo lato misterioso, un po' pazzo, un po' gotico. La storia è sorprendente e imprevedibile ma ho soprattutto amato lo stile dell'autore. Questo libro è potente, scritto in modo così cinematografico che mi è sembrato di vivere le scene come guardando un film. A livello della storia, c'è un sentimento di attesa, di sospeso, di voglia di saperne di più, che ti spinge avanti. Ogni cosa apparentemente insensata trova invece il suo posto nell'universo sconnesso del castello. Ho solo avuto la sensazione di un finale un po' frettoloso, rispetto al resto del libro, dove il tempo era dato a ogni descrizione di scena, di atmosfera.
L'idea della trama incentrata sui tarocchi l'ho subito trovata eccitante e originale. Peccato che la storia in sé non abbia il minimo senso e anche i personaggi che rappresentano i tarocchi non sono ben definiti secondo me. Alla fine é talmente confuso che non ci capisce niente. Mi dispiace ma é un gigantesco no anche per me