Le poesie di Renée Vivien sono più che altro dei piccoli racconti che dipingono immagini di luoghi e tempi insieme antichi e sospesi fuori dal tempo e dallo spazio (si trova il richiamo a Saffo e ai suoi luoghi, ma anche ai toni di Baudelaire).
"Dal verde al viola" è un titolo che si scopre nella lettura: sono infatti i due colori più presenti nella raccolta ed entrambi sembrano essere costantemente ambigui: ora rappresentano la natura nella sua pace e tranquillità, ora la natura nel suoi lati più oscuri e mortiferi.
Oltre all'ambivalenza di questi due colori il grande "doppio" che si trova nelle poesie è quello di Eros e Thanatos. Vivien scrive di desiderio e di morte spesso legati a filo doppio (la cui espressione più evidente si trova forse in "Les amants de la mort" in cui scrive "Je vis la multitude des amants de la Mort, de ceux qui avaient osé accomplir le plus magnifique geste humain: la Destruction de soi-meme" -passaggio particolarmente interessante se si pensa alla morte dell'autrice causata probabilmente da una pleurita aggravata dall'anoressia e dall'abuso d'alcool-). Questi due elementi rendono la sua poesia complessivamente passionale e malinconica.
Tutt'oggi ammirabile e invidiabile è poi il coraggio di parlare liberamente del suo amore e desiderio per le donne ancora caratterizzato da una doppia natura a volte delicata a volte violenta (in ogni caso quasi sempre realizzato in un atmosfera di morte). L'aspetto più affascinante del suo scrivere di donne sono, a mio avviso, le immagini, i colori, le luci, i suoni che usa per raccontarle ed evocarle; in questo senso per me bellissimo è l'incipit di "Viviane" che in tre righe racconta un luogo e soprattutto la donna che lo abita: "Dans la foret de Brocéliande, je rencontrai Viviane. Elle semblait faite d'ombre et ses regards étaient bleus come les frondaisons crépusculaires".
Altrettanto contemporanei sono poi alcuni passaggi di riflessione e critica sulla condizione della donna a partire dalla prima emblematica poesia "Lilith" dedicata alla donna disobbediente per eccellenza per poi riemergere, ad esempio, con forte malinconia e amarezza in "Poème de porcelaine" dove la donna che conosce la "souillure des épousailles" le provoca "la douleur qu'on éprouve en voyant brisée une rare statuette de porcelaine".
La piccola introduzione al testo di Elisa Grimaldi nella sua brevità è molto chiara e profonda (e fa venire voglia di approfondire la figura di Renée Vivien oltre la sua scrittura). Le traduzioni a fronte aiutano la lettura nel caso in cui, a volte, si possa avere delle difficoltà con la giusta comprensione del francese.
Un libro da leggere se si amano le poesie dai toni verdi e viola e se si vuole scoprire una donna fuori dagli schemi.