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Lamanna e Piccionello

Cinquanta in blu: Otto racconti gialli

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Per i 50 anni della casa editrice alcuni autori Sellerio hanno tratto dallo scaffale un libro del catalogo per raccontarlo in una nuova avvincente trama. Ne sono nate otto avventure straordinarie.

290 pages, Kindle Edition

First published July 4, 2019

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Gian Mauro Costa

22 books8 followers

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Displaying 1 - 16 of 16 reviews
Profile Image for Pierre Menard.
137 reviews253 followers
October 19, 2019
La casa editrice Sellerio, i cui libri dal caratteristico formato tascabile, con la copertina blu e il tono lievemente giallo della carta, sono facilmente riconoscibili in ogni libreria, compie 50 anni. Dato che una fetta considerevole dei libri pubblicati da Sellerio ha una trama gialla (e sono quelli di maggiore successo), gli eredi di Elvira ed Enzo Sellerio hanno deciso di chiedere a otto autori della loro scuderia di scrivere un racconto giallo ispirato a un libro più o meno celebre pubblicato dalla stessa Sellerio. Provo a recensirli brevemente uno per uno.

Partiamo dal primo della lista, "Qualcuno alla finestra" del prof. dott. tuttolog. Marco Malvaldi, che ormai sta pubblicando, oltre a racconti e romanzi, saggi su tutto lo scibile umano. Il suo racconto è ispirato a La fine è nota, uno dei due libri (stranamente Malvaldi riporta che ne ha scritto uno solo) dello scrittore e giornalista statunitense Geoffrey Holiday Hall, che nella finzione del racconto diventa un misterioso scrittore, mentre nella realtà era forse solo poco sconosciuto. Holiday Hall fu anche oggetto dell'interesse di Sciascia, negli anni Cinquanta, quando non esisteva il web ed era possibile mantenere un certo anonimato. La trama e l'enigma sono abbastanza esili: un noto professore di Stanford, esperto di linguistica computazionale e ospite a un congresso nell'ateneo pisano, viene trovato suicida/”suicidato”. Il professore svolgeva il ruolo di perito nei tribunali USA e potrebbe essere in questa attività il bandolo della matassa. Le indagini, piuttosto lineari, sono svolte dalla poliziotta Alice Martelli e dal barista Massimo, con l'aiuto (?) dei vecchietti del BarLume, fino alla telefonatissima risoluzione dell'enigma. Tutta la storia non è altro che un pretesto per mostrare le ampie conoscenze di linguistica computazionale del Malvaldi, per altro molto interessanti, ma troppo invadenti, a scapito del giallo. Voto: *1/2.

Santo Piazzese (il cui curriculum scientifico riecheggia quello di Malvaldi) ambienta le “Cronache di un contrabbandiere etico” in una Palermo illustrata nei dettagli delle sue vie (uno dei punti di forza del racconto). Lo spunto investigativo viene fornito da un plico contenente il poema di Ignazio Buttitta “La vera storia di Salvatore Giuliano”, e un brevissimo messaggio vergato da mano femminile: il destinatario è l'alter ego dell'autore, il biologo Lorenzo La Marca. Questi, con l'aiuto dell'amico commissario Spotorno, deve far riemergere dalla memoria la figura di uno strano personaggio, conosciuto in gioventù, contrabbandiere di sigarette dotato di coscienza e di interessi culturali. Nello svolgimento, nei personaggi, nelle storie raccontate dagli stessi si avverte benissimo l'impronta camilleresca, come anche nell'uso (molto parco) del dialetto. Purtroppo Piazzese non ha il tocco di Camilleri e l'indagine ben presto si fa noiosa, all'insegna del déjà vu e dell'aggiunta di tessere al puzzle in modo quasi lineare, fino alla scontata agnizione conclusiva. Voto: *1/2.

Amedeo Consonni, tappezziere milanese con l'hobby dei misteri, è il protagonista del racconto del fiorentino Francesco Recami, intitolato “La storia che Consonni non ha mai raccontato a nessuno” e ispirato al romanzo I gioielli di Madame de***. L'Amedeo, alle prese con il costosissimo matrimonio della figlia Caterina, riceve un'importante commessa da una ricca (arricchita) imprenditrice: rifoderare poltrone e divani del salotto buono dell'avita magione. Consonni si mette all'opera, insieme all'irresoluto apprendista Silvano, condannato alle delusioni amorose, ma scopre con stupore un collier di smeraldi nell'imbottitura di una sedia. L'Amedeo ha bisogno di soldi, e si chiede cosa fare del gioiello, ma prevale in lui la curiosità: scoprire come è finito lì diventa la sua ragione di vita. Cominciano così le sue indagini. L'ambientazione lombarda è abbastanza curata, le vicende del protagonista sono sufficientemente complesse e raccontate con tono leggero e divertito e l'enigma è intrigante quanto basta. Anche il collegamento con il modello ispiratore è gestito benino. Purtroppo tutto il castello di carte crolla miseramente nell'ultimo capitolo, quando la vicenda si scioglie nel modo più insulso e si scopre che la sottotrama dei litigiosi vicini di casa Consonni è stata soltanto giustapposta alla vicenda principale. Che delusione! Voto: **.

“Tutti i libri” del siculo-milanese Gaetano Savatteri è certamente il peggiore della raccolta, gargantuescamente infarcito di citazioni letterarie, musicali, artistiche, al punto da disgustare anche il lettore più bibliofilo. L'alter ego dell'autore, Saverio Lamanna, ex portaborse parlamentare, giornalista e scrittore partecipa a un funerale a Erice, con l'amico e spalla Peppe Piccionello, alter ego del protagonista dei gialli scritti da Lamanna. Nasce il primo enigma: il morto è stato vittima di un errore giudiziario o no? I due non fanno a tempo a iniziare le indagini che devono trasferirsi subito a Torino al Salone del Libro, con la compagna del Lamanna, la sensuale Suleima. Il terzetto si trova sballottato qua e là nel caos borghese finto radical-chic della manifestazione, fra le interviste della Leosini e le guardie del corpo di Saviano. Al Salone Lamanna riceve un'accusa di plagio da parte di un piccolo editore semisconosciuto: il secondo enigma lo impegnerà per tutta la trasferta. Esageratamente citazionista (si passa da Hemingway a Eco, da Dan Brown a De Giovanni, da Buttafuoco a Mishima, da Calvino alla Carrà nell'arco di poche pagine), troppo ruffiano verso la Sellerio, il racconto di Savatteri andrebbe espunto dalla raccolta: l'enigma principale è infatti ispirato al racconto di Borges (pubblicato da Feltrinelli!) che mi vede come protagonista, mentre il racconto di France (Il procuratore della Giudea) si trova sullo sfondo (del resto, France avrà anche vinto il Nobel, ma è una formica di fronte all'argentino). Saccente, affetto da manie di persecuzione e da disturbo della personalità narcisistica, il protagonista – che dice di avere in Calvino la sua guida spiritual-letteraria (?!) – è insopportabile e refrattario all'identificazione con il lettore: l'ironia di cui fa largo uso è pesante e ripetitiva, il gioco dei rimandi annoia rapidamente e, anche qui, le due indagini si risolvono semplicemente andando ad ascoltare testimoni e mettendo insieme i pezzi desunti dai loro racconti. Voto: *.

“Il Comandante Oberdan” del viareggino Giampaolo Simi, (indirettamente) ispirato a un romanzo di Manuel Vázquez Montalbán, ha il pregio di essere ironico e divertente. La storia è un po' esangue, la trama gialla quasi inesistente, il riferimento letterario debole, ma Simi riesce ad attualizzare la vicenda, a fare un po' di satira politica e sociale (avvicinandosi per alcuni tratti ad Ammaniti) e a mettere in scena personaggi ambigui e interessanti, concludendo la storia con un credibile finale dal sapore amarognolo. Dario Corbo ritrova su un banco di libri usati una copia di Assassinio al Comitato Centrale, firmata dall'autore e regalata da Corbo a un suo amico dei tempi di liceo, Oberdan Danesi, che ha intrapreso la carriera marinaresca: lo stesso Danesi che, pochi giorni dopo, in piena campagna elettorale, ha sequestrato uno yacht con a bordo imprenditori e politici, e minaccia di farlo saltare in aria se le autorità non consentiranno lo sbarco dei migranti bloccati nel Canale di Sicilia sulla nave di una ong. Corbo dovrà rimettere insieme i pezzi del suo rapporto con l'amico e confrontarsi con lui un'ultima volta. Un plauso per la citazione dell'effetto Dunning-Kruger. Voto: **1/2.

La cosa migliore del racconto del palermitano Gian Mauro Costa è l'ambientazione nella sua città natale, ben descritta. L'impianto del racconto è molto vicino a quello di Piazzese e valgono più o meno le stesse considerazioni. La poliziotta Angela Mazzola incontra un'amica d'infanzia, scomparsa anni prima a seguito di un fatto di cronaca nera, e decide di ricostruire la sua storia, con l'aiuto delle cronache del giornalista Salvo Licata. Anche in questo caso, si avverte nettamente l'influenza camilleresca, soprattutto nel finale. Voto: *1/2.

Piuttosto deludente il racconto del romano Stassi, di cui avevo letto con piacere La lettrice scomparsa. Vince Corso, biblioterapeuta, riceve la visita dell'avvocato Orlando che gli racconta il difficile rapporto con il figlio, sprofondato nell'autosegregazione sociale, e il proprio fallimento come padre. Grazie alle parole di Gesualdo Bufalino, Corso stabilisce un parallelo fra Sicilia e Giappone riguarda alla condizione dell'insularità/isolamento e risolve il dilemma del padre, solo per scoprire che la tragedia si è già consumata. Non c'è un vero enigma, il protagonista gigioneggia troppo e il racconto è intriso di banalità assortite (“la disperazione è un elastico”, p. 346; “a volte basta rovesciare un'espressione comune per vedere le cose sotto un'altra luce”, p. 347). Si salvano le intelligenti citazioni di Bufalino. Voto: *1/2.

“Piccola suite borghese” è, a mio parere, il più bel racconto dell'antologia. E' anche quello dove la vicenda narrata si salda meglio al romanzo a cui è ispirato, Ognuno muore solo di Hans Fallada, che racconta la vicenda di due coniugi che tentano una vana quanto necessaria opposizione a Hitler servendosi di cartoline, abbandonate ogni dove, su cui riportano i misfatti del nazionalsocialismo. Carlo Monterossi, aiutato dalla spalla Oscar Falcone e dalla fidanzata Bianca Ballesi, deve indagare su uno strambo mistero: una famiglia di imprenditori del settore mobili sta trattando in segreto la vendita dell'azienda ai cinesi, ma la comparsa di misteriose cartoline che denunciano l'accordo mette in difficoltà i dirigenti. La chiave per la soluzione dell'enigma è scritta nel libro di Fallada. Ben scritto, con un'ambientazione borghese credibile e con un'indagine degna di questo nome, il racconto del milanese Robecchi contiene una morale interessante, che ne fa il pezzo più maturo della raccolta. Voto: ***.

Una cosa comune a quasi tutti questi racconti è che il personaggio principale, che è anche l'investigatore, talvolta affiancato da un vero poliziotto, ha un'identificazione piena o parziale con l'autore, sulla scia del camilleresco Montalbano, a sua volta ispirato a Pepe Carvalho di Manuel Vázquez Montalbán. Ora, l'autobiografismo in sé non è un male, tuttavia la ripetizione di questo cliché letterario (combinata con l'uso della prima persona) si fa particolarmente pesante in questa raccolta, e pertanto consiglio di inframmezzare qualche giorno fra un racconto e l'altro, altrimenti rischiate l'indigestione di ego. Parimenti ripetitivi sono i continui omaggi, espliciti o camuffati, a Sciascia e Camilleri.

In definitiva, si salvano Robecchi e in parte Simi. Probabilmente Camilleri era già malato e Sellerio non se l'è sentita di chiedergli un racconto. Certo, con il "carrico da undici" dello scrittore di Porto Empedocle probabilmente il rating medio sarebbe stato più alto... la sua assenza si fa sentire parecchio. Il rating complessivo è calcolato con la media aritmetica.

Consigliato ai fan del giallo siciliano.

Sconsigliato agli inappetenti.
Profile Image for Alfonso D'agostino.
937 reviews73 followers
July 30, 2019
Già solo l’idea che sta dietro a questa raccolta (far confrontare otto giallisti con altrettanti libri editi da Sellerio) è pura genialità per diversi motivi.

First of all: è un omaggio a quella che è probabilmente la collana più editorialmente riconoscibile della nostra storia di lettori. Tutti abbiamo alcuni di questi Sellerio in casa, tutti in un momento della nostra vita lì abbiamo tenuto vicini-vicini sullo stesso scaffale (qualcuno certamente ancora oggi, io e MoglieRiccia abbiamo dovuto cedere all’ordine alfabetico causa praticità di ricerca). Omaggiare la collana con un libro nella collana crea un meraviglioso “metaspecchio editoriale” in cui mi sto ancora crogiolando.

E poi, Cinquanta in blu è una intelligentissima e intrigante operazione di marketing. Perché ognuno dei racconti che compongono la raccolta ruota intorno a un titolo già edito nella Collana (a questo punto la maiuscola è d’obbligo). Alcuni sono già sui nostri scaffali, altri - lo dico a questo punto sommessamente - DOVRANNO ESSERE MIEIIIIIIII (stessa intonazione de Il mio tesssssssoro).

Ah, si, poi ci sono i racconti, con alcune punte davvero imperdibili. Ma è un di più.
Profile Image for Seregnani.
745 reviews37 followers
April 13, 2025
«Ma che è, qualche romanzo?».
«Un romanzo giallo».
«Che viene a dire?».
Gli avevo spiegato cos'era un giallo. Poi gli avevo mostrato di nuovo la copertina.
«Non lo riconosce?».
«Assimiglia a Gino Cervi, quello che faceva il commissario alla televisione, com'è che si chiama... Megre...».
«Lui. Si scrive così ma si pronuncia Megrè perché è francese».
«E fecero il libro, dopo la televisione?».
«No, il contrario: la televisione è partita dal libro. Dai libri».
«Belli erano».
«Pure i libri sono belli. Se vuole, appena lo finisco glielo presto».


3 ⭐️ Otto storie in giallo, alcune storie più belle di altre ma da questi grandi autori ci si aspetta sempre il meglio.
Profile Image for Matteo Fulgheri.
Author 2 books22 followers
January 2, 2020
In ordine d'apparizione:

Malvaldi: 1/5
Piazzese: 2/5
Recami: 3/5
Savatteri: 5/5
Simi: 4/5
Costa: 3/5
Stassi: 4/5
Robecchi: 4/5

Totale 3.25 ma glie ne metto 4 anche solo per il racconto di Gaetano Savatteri, brillante e divertentissimo.
Profile Image for Fiorella.
257 reviews3 followers
January 3, 2021
"Cinquanta in blu" di Costa - Malvaldi - Piazzese - Recami - Robecchi - Savatteri - Simi - Stassi
Per i cinquant'anni dalla fondazione della casa editrice Sellerio, otto giallisti hanno scritto un racconto con un "libro Sellerio" come elemento ispiratore. I racconti sono tutti molto piacevoli, soddisfacenti, ben orchestrati.
Libro come: movente, cambiamento di vita, schema narrativo, dubbio, ispirazione, medicamento, idea.
Profile Image for BeaPac.
333 reviews5 followers
January 11, 2024
8 gialli tutti che hanno come co-protagonista un libro! E già questo mi è piaciuto molto. Ma poi, leggere queste raccolte Sellerio, è una po’ come incontrare gli amici di sempre al bar!
Ma una parola in più devo dirla a proposito del racconto di Alessandro Robecchi ‘Piccola suite borghese’. Il libro protagonista è il libro di Hans Fallada ‘Ognuno muore solo’. Ho letto questo libro poco tempo fa e continua a girarmi per la testa, esattamente come a Bianca e Carlo, 2 dei personaggi del racconto. Leggetelo, anche dopo aver letto il racconto.
Profile Image for Emanuele Gemelli.
679 reviews17 followers
April 11, 2021
Una giusta media tra gli otto racconti; su tutti Savatteri (ma chiudere una storia meno peggio, no?) e Simi (sempre superlativo). Buona la storia di Malvaldi, Recami non riesco a farmelo piacere, interessante Stassi.
58 reviews
November 9, 2024
Non la migliore raccolta si giallisti Sellerio.
Questo soffre secondo me della forzatura del tema, cioè parlare di una pubblicazione Sellerio.

Queste raccolte sono sempre utili per scoprire nuovi autori. Grazie a una di queste ho scoperto Manzini e la Gimenez Bartlet.
Profile Image for Mick.
21 reviews
August 21, 2021
I migliori nelle storie brevi sono Recami e Robecchi
Profile Image for Theut.
1,886 reviews36 followers
September 5, 2024
Il livello dei racconti è un po' altalenante. Complessivamente una lettura piacevole.
Profile Image for Francesco.
530 reviews
June 7, 2025
Altro giro e altra antologia "tematica" della Sellerio, stavolta dedicata ai libri perché l'occasione è proprio il cinquantesimo della Casa Editrice (che io associo a Camilleri ma che curiosamente non l'ha coinvolto).
Otto racconti gialli, mediamente apprezzati (quelli di Costa e Stassi non li ho retti) e con un paio di elementi molto interessanti: il primo è che mi hanno fatto aggiungere alla To-Read un po' di titoli di romanzi che sulla carta sembrano molto validi, il secondo è che per la prima volta non mi ha irritato il racconto di Recami
141 reviews3 followers
September 3, 2019
Essendo la celebrazione del 50nario della casa editrice siciliana, si possono perdonare i, per me, troppi autori isolani i cui racconti non sono al livello di quelli dei continentali. E, comunque, connotano territorialmente il volume, togliendo l'ecletticita' che queste raccolte normalmente posseggono. Notevole, imho, il primo racconto, quello di Malvaldi.
Profile Image for Nadia.
507 reviews8 followers
October 19, 2019
Ho sempre apprezzato le antologie di racconti scritte dai giallisti Sellerio, ma questa volta temo che il vincolo di collegarsi a un romanzo pubblicato in passato dalla casa editrice abbia limitato in più di un caso l'estro della maggior parte degli scrittori. In questa raccolta mi sono piaciuti soltanto Recami e Robecchi, un po' poco in 423 pagine purtroppo.
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