Se la risposta è no, vi do un consiglio. In caso capitaste a tarda notte in qualche sperduto bar della provincia padana, prestate ascolto ai sussurri degli anziani avventori, mentre raccontano la storia del "paese delle anime perdute" a quei pochi sprovveduti che ancora non la conoscono.
Quando ci si mette in viaggio sulle strade della pianura, immerse nella nebbia, è bene sapere ciò che può accadere se ci si dovesse perdere. Perché la leggenda vuole che a Valpelù si svolga un gioco molto particolare, dove la posta in palio è la sopravvivenza. Un gioco inventato dal diavolo in persona.
E una volta smarriti nel paese delle anime perdute, non è facile ritrovare la via di casa.
Paolo Prevedoni torna con una nuova storia, che mescola abilmente lo spaghetti western di Sergio Leone con il survival horror di George A. Romero e John Carpenter.
Un viaggio allucinato nel cuore di una notte senza luna, dove le tenebre celano gli incubi più terribili, i mostri più terrificanti, e dove il sorgere del sole sembra essere l'unica speranza.
«Puoi trovare l'uscita per Valpelù solo con il buio, ma devi andartene con la luce del sole. Questo ci ha detto lo sceriffo»
Una storia che sembra più vera all'imbrunire quando le ombre si allungano. Un survival horror dove i personaggi si ritroveranno in un paesino abbandonato, Valpelù. E mentre vagano confusi si imbattono in uno strano uomo, con un capello da cowboy e denti luccicanti. L'incubo è in procinto di iniziare, la giostra è piena. La narrazione è di impatto, tagliente, volta a sconvolgerti. E qui la paura è un sentimento così immenso e frastagliato, l'autore ci conduce ad esplorare i suoi abissi. I superstiti si rifugiano in una cascina abbandonata e sistemano le lanterne trovate alle finestre, la luce sembra essere l'unica cosa che tiene distanti i terribili uomini insetto. Ma cosa accadrà quando l'olio si esaurirà? Sono finiti dentro un gioco pericoloso e mortale, ma una delle regole fondamentali è che le anime perdute devono avere una reale via di fuga, trovare la porta segreta e attraversarla al sorgere del sole. La notte non è mai sembrata così lunga. La follia, lentamente, cerca di conquistarli. Il gruppo non è coeso e le dinamiche all'interno sono parecchio interessanti e sconvolgenti. L'autore riesce a farci vivere bene l'intensità cruda di ogni emozione. Il terrore si sbriciola nel grottesco che sa di angoscia. Al centro di tutto c'è la paura primordiale del buio, fitto e assoluto, che emerge con brutalità. La speranza ondeggia come la luce delle lanterne accese, un pozzo di sicurezza in un mare di oscurità...ma basta un soffio per estinguerla. E quando credi di aver capito la direzione che la storia ha preso, ecco che l'autore ti stupisce ancora invertendo la rotta e conducendoci in un luogo inaspettato. La fine è vicinissima e non riesci a smettere di leggere. Un libro bellissimo, ti tiene intrappolat* nella storia. Chiudiamo il romanzo con un brivido di possibilità che ti percorre. Perché a volte, semplicemente, le cose più assurde accadono e basta. (Recensione completa➡ respirindinchiostromapi 🔎)
Terzo libro di Prevedoni, terzo libro di Prevedoni che leggo. Bello, molto cinematografico, racconto "credibile", per quanto horror e fantastico. I personaggi non sono niente di nuovo, ma fanno bene il loro dovere. Il finale è un tantino prevedibile forse, ma comunque riserva qualche piccola sorpresa. Simpatici gli easter egg lasciati qua e là. Se amate il cinema di Sergio Leone o avete letto i precedenti libri di Prevedoni li riconoscerete sicuramente. Prossimamente mi butterò anche su "L'alba dei vampiri". Nonostante il suo primo libro non mi avesse convinto, con il secondo e il terzo Prevedoni si è ampiamente rifatto.
Tu leggi Paolo Prevedoni? Ecco questa è una buona citazione per definire questo ma anche gli altri due libri di Prevedoni. Lui è il Sutter Cane italiano e i suoi libri profumano dell'odore del Male.
Questa è letteratura horror ai massimi livelli, e non c'è una virgola fuori posto, mai un momento di noia, mai una volta che abbia detto "che palle sto capitolo", tensione altissima e atmosfere cupe dalla prima pagina all'ultima, personaggi caratterizzati benissimo, che appena entrano in scena ti sembra di averli davanti agli occhi come in un film. Una trama da lasciare a bocca aperta da tanto funziona bene. Un capolavoro.
Un altro bel romanzo horror di Paolo Prevedoni, ormai li aspetto e anche questo terzo non mi ha deluso, nonostante sia molto diverso dai primi due come ambientazione e tempi di narrazione. Comunque, cowboy zombie, citazioni più o meno esplicite a cinema e musica, la bella scrittura dell'autore e i personaggi ben caratterizzati sono un po' di buone ragioni per leggerlo.
📖𝕽𝖊𝖈𝖊𝖓𝖘𝖎𝖔𝖓𝖊: 🌬🦂𝕷𝖊 𝖓𝖔𝖙𝖙𝖎 𝖉𝖊𝖑𝖑𝖊 𝖆𝖓𝖎𝖒𝖊 𝖕𝖊𝖗𝖉𝖚𝖙𝖊🌬🤠 𝖉𝖎 𝕻𝖆𝖔𝖑𝖔 𝕻𝖗𝖊𝖛𝖊𝖉𝖔𝖓𝖎 Edito 🌬 𝔓𝔬𝔦 𝔢𝔯𝔞 𝔳𝔢𝔫𝔲𝔱𝔞 𝔩𝔞 𝔫𝔢𝔟𝔟𝔦𝔞. 𝔏𝔞 𝔫𝔢𝔟𝔟𝔦𝔞 𝔩𝔦 𝔞𝔳𝔢𝔳𝔞 𝔠𝔬𝔩𝔱𝔦 𝔞𝔩𝔩𝔞 𝔰𝔭𝔯𝔬𝔳𝔳𝔦𝔰𝔱𝔞, 𝔰𝔟𝔲𝔠𝔞𝔫𝔡𝔬 𝔣𝔲𝔬𝔯𝔦 𝔞𝔩𝔩’𝔦𝔪𝔭𝔯𝔬𝔳𝔳𝔦𝔰𝔬 𝔠𝔬𝔪𝔢 𝔰𝔢 𝔮𝔲𝔞𝔩𝔠𝔲𝔫𝔬 𝔞𝔳𝔢𝔰𝔰𝔢 𝔞𝔭𝔢𝔯𝔱𝔬 𝔲𝔫𝔞 𝔤𝔯𝔞𝔫𝔡𝔢 𝔰𝔠𝔞𝔱𝔬𝔩𝔞 𝔪𝔞𝔤𝔦𝔠𝔞 𝔠𝔥𝔢 𝔩𝔞 𝔠𝔬𝔫𝔱𝔢𝔫𝔢𝔳𝔞. 𝔏𝔞 𝔫𝔢𝔟𝔟𝔦𝔞 𝔢 𝔦𝔩 𝔟𝔲𝔦𝔬 𝔰𝔢𝔪𝔟𝔯𝔞𝔳𝔞𝔫𝔬 𝔠𝔢𝔩𝔞𝔯𝔢 𝔲𝔫𝔞 𝔪𝔦𝔫𝔞𝔠𝔠𝔦𝔞 𝔡𝔦𝔢𝔱𝔯𝔬 𝔬𝔤𝔫𝔦 𝔞𝔫𝔤𝔬𝔩𝔬. 🌬✨️ La strada era sempre dritta, era impossibile sbagliare. Tuttavia ora non poteva far altro che arrendersi all’evidenza. Si era perso. In quell’oceano di nebbia densa come zucchero filato, circondato dai campi incolti, dalle risaie addormentate e dal niente. Si era perso nel niente. E come lui, si persero altre persone, immersi in quella nebbia che non prometteva niente di buono. Erano arrivati a Valpelù, un luogo che in realtà non esiste, ma di cui si parlava nei paesi vicini, una leggenda, una città del diavolo. ✨️✨️✨️ Ho amato questo romanzo, avevo già letto un altro libro di questo autore, ed era riuscito a conquistarmi. L'adrenalina alle stelle, storia al cardiopalma, che ti tiene incollato alle pagine, impossibile staccare gli occhi, altissima è la suspense. Un romanzo che ho terminato a ottobre, ma ancora non avevo fatto la recensione. Amanti degli horror, non lasciatevelo scappare. Lasciatevi avvolgere da questa nebbia mostruosa, piena di sorprese raccapriccianti, di creature mostruose vestite da cowboy. Speriamo di non ritrovarci mai tra le strade nebbiose di Valpelù, dubito di riesca a uscire senza rimetterci la pelle.