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Le vie quotidienne des courtisanes en Italie au temps de la Renaissance:

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221 pages, Paperback

First published January 1, 1975

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June 6, 2022
Ogni tanto mi immergo in letture così curiose ai miei stessi occhi che sorrido ogni volta alla fine di ognuna. Ogni tanto ho bisogno di 'vedere' enumerati su carta peccati e peccatori, senza pietà alcuna, protetta come mi sento dal rassicurante 'manto' della Storia.
Ho cominciato con 'Le papesse', ho continuato con 'I papi e il sesso', non prima di aver avvicinato un Innocenzo VIII e un Pico della Mirandola, sostenitore di una tesi quanto mai moderna e di moda, oltre che affascinante, sui reali motivi per cui a quei tempi furono intentati cosi tanti processi alla streghe in tutta Europa (999. L'ultimo custode). Fantasie storiche?
Fino a questo libro, dalla copertina accattivante, con all'interno riproduzioni di ritratti dell'Aretino e delle più famose cortigiane del Rinascimento. Con descrizioni minuziose del loro modo di vestire, di comportarsi, di tingersi i capelli con quel famoso 'biondo veneziano'...Cortigiane che avevano molto potere a Roma , che a leggere come si muovevano nella società non facevano pensare alla prostituzione. Questa la ritrovo più facilmente nei lupanari o nella 'stufe' o nei retrobottega e poi ancora nella tassazione a cui la professione era soggetta, grazie a papi che così rimpinguarono le casse della Curia romana.
Per me allora un libro tira l'altro? Ebbene sì, anche in modo curioso direi, quasi casuale. Per tuffarmi nella Storia passata, sollecitata da questa contemporanea che mi fa testimone incredula delle dimissioni di un papa e la Storia che mi piace di più è quella che viene raccontata dal quotidiano, dalle donne in particolare, siano esse sante o streghe o prostitute. In genere sono meno diffidente verso queste ultime, mentre delle sante poco capisco le mistiche visioni o quella loro 'trance', a cui mi sono avvicinata una vita fa e nemmeno molto seriamente. Le prostitute, dunque...
A Roma, in particolare, che ne divenne nel Rinascimento la capitale, ma anche a Venezia. Le cortigiane, esaltate e raccontate dall''officina dell'Aretino', protagoniste più di intrighi e truffe che di giochi erotici. Si rischia di dimenticare quale fosse all'epoca il rovescio della medaglia: umiliazioni, taglieggiamenti, sfruttamento, malattie come quel 'mal francese' che dal 1495 in poi, da Napoli, si diffuse velocemente specialmente tra gli ecclesiastici, guarda un po' che strano!!!
E tutte queste tribolazioni fisiche e morali dove le condusser, alla fine? In convento! Paradossale, vero? Nei conventi, che erano luoghi dove le monache venivano violentate e poi costrette a prostituirsi, nelle cui proprietà furono seppelliti i corpicini di bimbi abortiti o uccisi, con tutta l'estrema unzione dei padri-monaci.
All'epoca i preti più timorati di dio erano coloro che pensavano il matrimonio dei sacerdoti come argine al peccato sessuale....considerando lo scandalo dei pedofili che ha investito la chiesa ai giorni nostri questa coraggiosa soluzione potrebbe davvero essere tale!
Il Rinascimento, tempo in cui si è creato il mito della cortigiana. Il mito e lo sfruttamento organizzato. Anche qui, tener conto dell'oggi è automatico: dalle case chiuse, chiuse davvero un giorno, alla pedofilia. Salvate prima i bambini e le donne e le puttane! le ruffiane no, vi prego.
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