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La guerra privata del tenente Guillet: La resistenza italiana in Eritrea durante la seconda guerra mondiale

Questo libro è una medaglia su cui sono ritratti due volti. Il primo è quello del suo protagonista: Amedeo Guillet, ufficiale di cavalleria, comandante di un Gruppo Bande a cavallo che fece contro gli inglesi, durante la seconda guerra mondiale, una sorta di guerra di corsa fra le colline e le pianure desertiche dell'Eritrea. Dopo la resa dell'esercito italiano in Africa Orientale, Guillet continuò a combattere. Vestito come un arabo, si mise alla testa di una banda composta da guerriglieri eritrei, etiopici e arabi. Dopo mesi di guerriglia dovette nascondersi a Massaua a lavorare come acquaiolo sino al giorno in cui riusci ad attraversare il Mar Rosso per raggiungere lo Yemen neutrale. L'altro volto inciso sulla medaglia è quello del suo nemico, Vittorio Dan Segre, politologo, giornalista, professore a Haifa e a Stanford, uno dei maggiori esperti di questioni mediorientali. Nel 1938, all'età di 16 anni, emigrò in Palestina. Guillet e Segre s'incontrarono a Napoli nel 1944, combattendo ora dalla stessa parte, ma si conoscono dal giorno in cui Segre studiava nell'esercito britannico sui rapporti dell'Intelligence Service le spericolate azioni di un ufficiale piemontese. Da questa lunga amicizia è nata una biografia in cui Segre, per disegnare il ritratto di Guillet, ha utilizzato soprattutto fonti "nemiche": i rapporti e i ricordi degli ufficiali inglesi che lo combatterono in Etiopia e in Eritrea.

236 pages, Paperback

First published January 1, 1993

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Displaying 1 - 5 of 5 reviews
Profile Image for Alfonso D'agostino.
1,000 reviews74 followers
May 28, 2023
(Continuo a essere debitore a Giorgio Ballario per aver fatto incrociare al protagonista dei suoi romanzi la figura storica del Tenente Amedeo Guillet. Da “Le rose di Axum” a “Amedeo. Vita, avventure e amori di Amedeo Guillet” il passo è stato breve, da quest’ultimo a “La guerra privata del tenente Guillet” direi altrettanto.)

Confesso di essermi dato una pacca sulla spalla da solo: di solito quando mi prende una curiosità viscerale per un argomento o – come in questo caso – per una figura storica realmente protagonista di un pezzo di storia del nostro paese, le letture di tomi su tomi diventano incontrollabili e continue, e devo ammettere che anche la mia capacità di fare conversazione si affievolisce nella mono-tematicità: MoglieRiccia ne è conscia e sopporta, ma in questo caso sono riuscito a fare passare quasi un anno intero fra i racconti derivanti dalla lettura di “Amedeo” e quelli che arriveranno adesso che ho terminato “La guerra privata del tenente Guillet”. Quindi, se mi stai leggendo, sappi che stanno arrivando.

“La guerra privata del tenente Guillet” si concentra, come intuibile fin dal titolo, sulla resistenza messa in atto dietro le linee nemiche da Amedeo Guillet e dalla banda di combattenti locali rimasti fedeli al Comandante Diavolo nel corso della seconda guerra mondiale. Una fedeltà all’uomo prima che all’ideale o a una nazione che molti dei guerriglieri avrebbero faticato ad indicare su una mappa: Guillet riusciva a miscelate quasi miracolosamente rispetto e carisma, autorità e condivisione, e questa sua capacità di leggere gli animi sarebbe poi stata decisiva nella carriera diplomatica dopo la guerra.

Ma il termine che più mi ha dominato durante la lettura è stato “cavalleria”, nel suo duplice significato. Da una parte, descrittivamente, Guillet comandó certamente le ultime cariche a cavallo nella guerra in Africa e probabilmente le ultime della Storia. Dall’altra, i riconoscimenti ricevuti dal nemico, durante e dopo la fine del conflitto, riportano alla memoria momenti di storia antica, sprazzi di umanità nei contesti della tragedia più antica, ripetuta e stupida del nostro percorso di esseri viventi.

Quella di Amedeo Guillet è una figura che non smette di stupire e affascinare.
27 reviews3 followers
March 13, 2021
Dobbiamo essere grati a Vittorio Dan Segre per aver scritto questo bellissimo ritratto di Amedeo Guillet. Pochi sanno che Guillet, ultranovantenne, trovò le energie per tornare in Eritrea, dove venne accolto con tutti gli onori da chi aveva serbato memoria delle sue gesta. Un grande Italiano che aveva saputo apprezzare e amare il popolo eritreo.
Profile Image for Roberto.
42 reviews2 followers
March 22, 2020
Libro molto scorrevole ma anche molto "romanticizzato" con belle parole, bei pensieri, belle immagini ed emozioni.
Profile Image for Francesco Izzo.
53 reviews1 follower
June 29, 2021
A chi sia convinto che la guerra d'Etiopia sia stata solo gas nervini, stragi di civili, esecuzioni e campi di concentramento consiglio questo libro.
Scoprirà stupefatto un mondo in cui il confronto militare si svolse su un piano altissimo; in cui, addirittura, alcuni italiani che presero parte a quella campagna decisero di rimanere a vivere lì anche dopo la sconfitta; in cui il tenente Guillet si giocò la sua resistenza ad oltranza agli inglesi cementando le sue bande ahmara coi soli valori di fedeltà, onore e lealtà guerrieri, uniche doti riconosciute da quelle popolazioni; in cui gli stessi inglesi, ex nemici, riconosceranno a lui e ad altri combattenti italiani tutto il valore dimostrato in quelle battaglie.
Di piacevole lettura, interessante ed avvincente, nonchè ben documentato, smentisce tutti i luoghi comuni di quegli antiitaliani che vorrebbero bollare come esclusivamente negativa e relegare in un libro nero l'esperienza coloniale italiana in Africa (orientale e settentrionale) in toto.
Profile Image for Marco.
37 reviews3 followers
September 2, 2011
Libro bellissimo che narra le gesti del Tenente Guillet, praticamente ignorato in Italia, ma ben noto ed ammirato in Inghilterra. Ben scritto ed inquadramento storico molto preciso, esauriente ed istruttivo.
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