Jump to ratings and reviews
Rate this book

Sardinia Blues

Rate this book
Tre ragazzi, intellettuali e disoccupati, tutti piantati da una diversa indimenticabile ballerina, si aggirano nella campagna sarda, tra piccoli furti (compiuti più che altro per il gusto del crimine) e serate in discoteche di provincia, decisi a non cedere alla tentazione di una vita e di un lavoro normale: Lichen è un ex-tossico che ha bruciato parte della fortuna di famiglia in eroina; Corda ha un passato di parrucchiere improvvisato a Londra, ma è tornato a casa dopo aver rischiato di morire per mano di una rockstar lesbica cui aveva soffiato la fidanzata; Davide, la voce narrante, è un talassemico che ha vissuto a sua volta a Londra insieme alla fidanzata (naturalmente ballerina) prima di tornare dopo la fine del loro amore. I tre pirati di questa Sardegna popolare passano così la giovinezza, inseguendo amori impossibili e starlettes da discoteca, senza accorgersi che a un certo punto il gioco si fa pericoloso, forse troppo pericoloso.

272 pages, Paperback

First published January 1, 2008

3 people are currently reading
72 people want to read

About the author

Flavio Soriga

16 books22 followers
Flavio Soriga è nato a Uta e vive a Roma.
Scrive romanzi, collabora con diversi giornali e lavora per la televisione. Con alcuni amici organizza, tra Sassari e l'Argentiera, il festival letterario della leggerezza. Tra i suoi titoli pubblicati ricordiamo Sardinia Blues, Neropioggia, L'amore a Londra e in altri luoghi e Il cuore dei briganti.

Ratings & Reviews

What do you think?
Rate this book

Friends & Following

Create a free account to discover what your friends think of this book!

Community Reviews

5 stars
35 (15%)
4 stars
83 (37%)
3 stars
76 (34%)
2 stars
21 (9%)
1 star
4 (1%)
Displaying 1 - 18 of 18 reviews
Profile Image for Noce.
208 reviews364 followers
June 4, 2014
Non tutti i nuraghi escono col buco.

Per le prime cento pagine pensavo si trattasse più che di un blues, di un “De profundis”.
Innanzitutto, la trovata di farci sentire la musica di sottofondo (gran brutta musica diciamocelo), interrompendo la narrazione ogni dieci righe, ammetto, mi stava un po’ snervando.

In secondo luogo, c’è un grosso sbaglio in questo libro, che è quello in cui il povero Soriga, che immagino fosse armato delle migliori intenzioni, è incappato, dandosi letteralmente la zappa sui piedi. Tutti i protagonisti della vicenda puntano il dito contro la Sardegna degli stereotipi, quella del precariato, dell’apatia invernale da suicidio, della Barbagia solo faide e sequestri, della Costa Smeralda per ricchi eccetera.

(E fin qua, noi Sardi siamo tutti là che annuiamo con grande partecipazione, mentre invitiamo Soriga a entrare in casa e a conoscere tutti i nostri parenti fino al quarto grado ).

Ma a questo punto, mi sarei aspettata, anzi.. ci saremmo aspettati che qualcuno, o che la storia ci svelasse qual è dunque la versione autentica e autoctona dell’isola.

Ebbene nisba, niet, nudda!! Per non parlare dei personaggi femminili della storia. Le donne sarde, uniche figure esenti da sempre, da qualsiasi stereotipazione se non in senso positivo, e di solito legata ai connotati mediterranei della loro fisionomia, qua escono in gran parte come donnine insulse, per lo più vuote, e sempre in bilico tra crisi esistenziali e ubriachezze moleste.

(E qua inutile dirlo..i Sardi trasecolano col bicchiere di fil’e ferru ancora intatto in mano, dando ordini di interrompere immediatamente la preparazione del porcetto sullo spiedo).

Senonché Soriga decide di passare ad altro. E fa bene, perché spogliandosi della veste del sardo che conosce i sardi, entra in una materia più intima e più sua, questa volta veramente cucita su di lui (non vi dico qual è per non rovinarvi il gusto del libro). E’giocoforza che si lasci finalmente andare a una narrazione più fluida, con pochi “intervalli musicalmente cacofonici”, dialoghi alla Palahniuk, e finalmente una storia che spicca il volo dal punto di vista emozionale.

(Qua i Sardi, dopo lo sconcerto iniziale, riprendono la preparazione del porcetto, e chiamano i Tenores a cantare in cortile per il nuovo ospite, perdonato dopo soli di cinque minuti di ramanzina da parte della nonna matriarca)

Mi rendo conto che la Sardegna, come tutte le regioni antiche, multisfaccettate e con forti tradizioni, non è facile da descrivere, ma Soriga potrebbe farcela. Questo è stato un tentativo. Apprezzabile, ma non riuscitissimo. Però, in fondo, si sa, non è detto che tutti i nuraghi riescano col buco al primo colpo. E allora aspettiamo fiduciosi il prossimo libro sulla Sardegna.

(Che tanto poi all’appello mancava qualche parente, e così ne approfittiamo per far conoscere il resto della famiglia alla prossima puntata, che poi se capita in Autunno, c’è la vendemmia, e allora il Cannonau non glielo leva nessuno all’ospite d’onore.)
Profile Image for Laura V. لاورا.
544 reviews80 followers
January 25, 2018
Lo stesso segreto...

Che tra i 377 comuni della Sardegna ce ne fosse uno chiamato Villanova Truschedu, in tutta franchezza, io non lo sapevo! È stata una vera scoperta. Non di quelle che ti cambiano la vita, beninteso, ma comunque una scoperta, capace di prosciugare almeno di mezza goccia quello sconfinato mare magnum che è la mia ignoranza.
Wikipedia ne conferma l’esistenza che ignoravo beatamente fino a oggi: “Villanova Truschedu è un comune italiano di 321 abitanti della provincia di Oristano…” Benedetta sia l’Enciclopedia libera e on line per la sua opera meritoria di diffusione della conoscenza, direbbe forse la voce narrante di questo romanzo dallo stile originale e la trama coinvolgente.
Quando leggo un libro di un autore sardo che racconta di altri sardi e della Sardegna, finisce sempre che imparo qualcosa di nuovo della mia isola, questa eterna e misteriosa sconosciuta ancora sotto tanti aspetti; oppure comincio a guardarla – e a riflettere su di essa – da angolazioni diverse dalle quali non avevo mai pensato di osservarla. Stavolta, oltre ad aver appreso dell’esistenza delle “quattro file di case cadenti” di Villanova Truschedu e della possibilità di accostare arditamente Cagliari e Sassari, le nostre piccole grandi città, a due metropoli d’oltreoceano, ho potuto vedere sotto una luce nuova la dimensione di una malattia che contraddistingue la storia genetica sarda: la talassemia. Non a caso, quest’ultima trova ampio spazio nelle pagine di “Sardinia Blues” ed è, come scrive l’autore nella sua nota conclusiva, “l’unica cosa vera di questo libro”. Sua, di Soriga, questa malattia, così come di chissà quanti sardi e “di migliaia di uomini e donne di tutto il mondo”.
Non posso fare a meno di chiedermi ancora ogni tanto, visto il tipo di geni che so per certo circola all’interno del mio clan familiare, che vita avrei avuto se fosse toccata pure a me. La cosiddetta anemia mediterranea per me avrà sempre l’immagine di un ragazzo del mio paese che ne morì a circa vent’anni quando io era bambina; non lo conoscevo, se non di vista e di nome che ricordo ancora, così come non ne ho dimenticato il volto. “Poverino, è talassemico…”, diceva la gente con quella stessa pietà, a cui per lo più non importava nulla, che ho ritrovato in questa lettura. All’epoca le aspettative di vita per chi ne era affetto risultavano inferiori rispetto a quelle attuali.
Flavio Soriga è stato bravissimo a raccontare la talassemia, attraverso luoghi, persone, percezioni, timori, sogni e speranze: dai reparti trasfusionali sardi e londinesi all’umanità variegata che passa là dentro, dalla condizione del “malato sano ma incurabile” a quella del sano razionale e paranoico, dalla normale quotidianità di chi vive la malattia alla impietosa compassione della gente che la intravede, distrattamente, solo dall’esterno.
Eppure, nonostante tutto, le difficoltà e i sacrifici a cui ci si deve sottoporre in quella condizione, la vita può e deve apparire bella, “sempre e comunque, fino all’ultimo momento […], finché ci siamo, finché ci è concesso è bellissima”. Malgrado il sangue che fugge mutando continuamente per non essere più lo stesso e anche se l’orizzonte dell’esistenza rischia di coincidere soltanto con quello di una mattinata o di un qualsiasi altro fugace momento della giornata. È questa visione della vita che mi ha molto colpita e che ho apprezzato particolarmente: un messaggio positivo, ribadito con forza fino alle concitate battute finali, che forse è troppo spesso la maggiore linea di demarcazione, la più profonda differenza tra gli incurabili malati sani e gli ottusi sani razionali.
In verità, non ci vorrebbe molto a cogliere e a condividere lo stesso segreto: “che tutto ci è dato per poco, che tutto ci è concesso in prestito, e per un tempo brevissimo, perché accumulare i patrimoni costa secoli di fatica e poi basta un figlio drogato a bruciare tutto, perché basta una trasfusione sbagliata e addio, e noi lo sappiamo, non è un grande segreto e dovrebbero saperlo tutti…”
12 reviews19 followers
July 19, 2016
Ammetto che mi sono avvicinato a questo libro per pura curiosità, attirato dal titolo che ha un'assonanza con un più celebre libro di Haruki Murakami. Chissà se poi è il titolo che voleva l'autore o, come a volte accade (spesso?), il titolo ce l'ha piazzato qualcun altro. Dicevo: mi sono avvicinato al libro con curiosità, ingenua curiosità. E poi ho una fissazione tutta mia con gli autori sardi, in questo periodo.

Quindi ho iniziato a leggerlo, Sardinia Blues, e dopo una manciata di pagine sono rimasto colpito dalla scrittura moderna e dai temi trattati. E allora mi sono andato a leggere la biografia dell'autore, quasi mio coetaneo. E ho ricominciato a leggerlo, Sardinia Blues, con più attenzione.

C'è l'urgenza di raccontare una terribile spaccatura interiore dentro Sardinia Blues: la voglia di vivere, l'introspezione, e la rabbia per ciò che la razionalità ti mostra chiaramente come una realtà distorta e paradossale nella quale il talento, le idee, la sensibilità di chi avrebbe davvero qualcosa da dire sono trascurati o completamente ignorati. L'autore sceglie un esempio lampante della distorsione di cui siamo vittime: l'immagine da depliant turistico di cui la Sardegna è vittima, trasformata da terra con storia millenaria e con un bagaglio di problemi moderni in un immenso villaggio turistico. Chi la visita non vede chi la abita, chi la abita vede calare i barbari anno dopo anno senza che alcuna ricchezza materiale o spirituale rimanga sull'isola.

Il risultato del lavoro di Soriga è un manifesto della età mezzo: quella in cui in Italia non ti dà retta nessuno, quei 30 anni in cui non sei più un ragazzo e nessuno ti concede il credito di un uomo. L'età che, per chi è incappato in questa generazione di mezzo che non ha fatto il sessantotto e si è cullata nell'edonismo prospero degli anni ottanta, significa tutto e niente. Ci hanno fatto credere che fossimo ricchi, che dalla vita avremmo avuto tutto: poi, diventati adulti, ci siamo accorti che era una bugia fatta e finita. Le illusioni in cui eravamo cresciuti le abbiamo dovute demolire noi stessi, con gli sguardi disincantati di chi ha studiato abbastanza, viaggiato abbastanza e imparato abbastanza da capire quanto tutta quella realtà in cui ci muovevamo fosse in realtà fatta di legno e cartapesta: una scenografia di Cinecittà.

Eppure il libro si chiude con speranza. La speranza di riuscire a raccontare tutto questo e di spezzare il circolo vizioso. Lo fa con la voce dell'io narrante lo stesso autore, che si proietta in tutti e tre i personaggi principali della storia. Ed è attraverso la narrazione che si sconfigge la frustrazione di chi ha 30 anni e vuole vivere, chi crede nella felicità nonostante tutto, chi crede persino nell'amore e in tutto quanto c'è di bello a questo mondo e che può capitarti se solo gli vai incontro.

Dentro Sardinia Blues c'è ancora tanto altro. Non posso raccontarlo, svelerebbe troppo di quanto c'è in queste pagine. Sono belle pagine: leggetele.
Profile Image for Francesca.
Author 6 books237 followers
Read
September 12, 2021
Questa lettura mi ha lasciata decisamente perplessa...
Mi prendo qualche giorno per rifletterci sopra! XD
Profile Image for Svjetlana Kosmerl Vlasic.
37 reviews
September 13, 2013
Tri mladića sa Sardinije, život na otoku iz njihovog aspekta, u želji za razbijanjem turističkih predrasuda. Jedan od njih, glavni lik, boluje od talasemije (kao i autor).
Knjiga u sebi ima nešto od štulićevske poetike, pročitala sam je u dahu. Možda zato što sam je čitala na jednom našem otoku poznatom po tvornici sardina.
32 reviews
September 16, 2022
L ho letto in pochi giorni!
In questo libro oserei dire che vi è racchiusa tutta la Sardegna,dal mare alle discoteche, dalle terrazze alle persone .
La cosa che mi ha colpito di più è la descrizione della talassemia,malattia che non conoscevo.
Lo consiglio vivamente,libro molto scorrevole
Profile Image for Eddy64.
593 reviews17 followers
May 26, 2025
Un romanzo che cerca di allontanare gli stereotipi sulla Sardegna – La Costa Smeralda del turismo di lusso e extra lusso, la Barbagia dei rapimenti e delle faide – ma finisce per calcarne altri, quelli di una storia giovanile esile e sgangherata ma, per fortuna, abbastanza divertente Protagonisti tre giovani – un ex tossico, uno scrittore fallito e un malato cronico, non più di tante belle speranze, tre laureati con un titolo che non vale nulla, andati e tornati più volta da Londra, tre ex fidanzati mollati, tre “pirati” che tentano un’improbabile carriera nella piccola criminalità. “Nessuno ci chiama per nome, nemmeno noi stessi. Pani, Licheri e Corda, per servirvi.”, la loro presentazione.Teatro d’azione una zona non meglio precisata dell’Oristanese, tra disco bar dove cercare di abbordare tipe irraggiungibili o quasi, paesi deserti di quattro case o poco più, il mare ancora sconosciuto al turismo di massa. Una serie di eventi tragicomici e semi assurdi dove Pani, la voce narrante, inserisce frequenti flash back per raccontare il passato dei tre protagonisti con tutte le loro vicissitudini familiari e non. Qui la storia prende una piega diversa perché Pani è talassemico fin dalla nascita e racconta, con tanta ironia e voglia di vivere, la sua convivenza e accettazione della malattia, il rapporto con gli altri spesso increduli che possa condurre una vita (quasi) normale. La struttura narrativa è poi particolare: all’interno dei capitoli tanti brevi paragrafi dove spesso la punteggiatura è incompleta; questo può far storcere il naso a più di un lettore, ma non crea confusione, anzi in molte parti ha una sorta di musicalità, enfatizzata da riprendere sovente la stessa frase, come una traccia (non si intitola Sardinia Blues?)In definitiva non un capolavoro, ma un romanzo passabile che cerca una propria originalità senza riuscirci troppo ma rimane una lettura abbastanza piacevole. Tre stelle e mezza, di cui almeno una per il racconto sulla malattia, che si stacca sul resto.
Profile Image for Matteo Fulgheri.
Author 2 books22 followers
March 7, 2021
Rilettura di un vero capolavoro che lessi anni fa appena uscito, prosa forte e densa come Carignano del Sulcis. C'è tutta la Sardegna, dalle discoteche ai casali dei pastori alle terrazze sulla costa occidentale. Dalla piattezza della vita campidanese alla perdita di volontà e stimoli a cui questo a volte conduce.
E c'è il Morbo di Cooley (forma grave di Talassemia), le trasfusioni, il ferro che ti cambia la forma del cranio ed il colore delle gengive. C'è il mio cuginetto morto a 24 anni per questo.
Qua su GoodReads ho messo 5 stelle, ma per un sardo ne vale 10.
Profile Image for Agnese Siciliano.
55 reviews5 followers
April 25, 2019
Popsugar reading Challenge 2019 - 37 Un libro con il titolo composto da due parole
Profile Image for lau.
17 reviews
September 10, 2024
carino, non superlativo, né brutto. diciamo un libro che sa il fatto suo, e che, da sarda, mi ha colpito decisamente vicino al cuore
Profile Image for Cirano.
198 reviews12 followers
December 21, 2025
Forse erano troppe le aspettative, ma non mi ha entusiasmato. Sarà un paragone improprio, ma mi ha ricordato il girovagare dei protagonisti di "Sulla strada" di Kerouac.
176 reviews
August 6, 2024
Valitazione 3,5

Questo è il primo scritto che leggo dell'autore e ammetto di aver fatto un po' fatica sia per lo stile (la mancanza di punteggiatura rende il ritmo davvero frenetico), sia per star dietro a tutti i pezzi della storia che viene svelata piano piano e in modo frammentario come volerci far costruire un puzzle senza avere però l'immagine di riferimento.
Pani, protagonista e voce narrante, ci catapulta in una Sardegna insolita, forse più genuina, poco battuta dal turismo, ma schiacciata ancora da pregiudizi e ottusità (siamo nel 2007), dove bastano tre amici pelandroni col cuore infranto e uno scapestrato piano criminale per sopravvivere all'ennesima interminabile estate...ma quando, tra vicende e ricordi, ci sembra di aver capito tutto e finalmente stiamo per sistemare al suo posto l'ultima tesserina del puzzle tutto viene stravolto con un finale inimmaginabile (anche se...Flavio, Flavio sei un genio🤐).
Consiglio a chi volesse leggere questo libro di non soffermarsi allo scoglio iniziale (dovesse trovarlo) perchè il finale vale assolutamente il viaggio. Per me consigliato!

PS: segnalo, nel caso fosse un argomento "sensibile" per qualcuno, che il libro tratta diffusamente, ma con grande tatto, di talassemia e di come il protagonista ha imparato a conviverci
Profile Image for Giulia.
65 reviews
September 3, 2012
Questo romanzo di Flavio Soriga è scritto in un modo che riesco solo a descrivere come un fiume in piena di parole, con frasi infinite e solitamente prive di punteggiatura che rendono molto il modo di pensare del protagonista e forse anche dei giovani in generale. E' una lettura leggera e scorrevole che però tratta argomenti importanti, soprattutto per gli isolani sardi.
Profile Image for Damiana.
384 reviews
May 4, 2016
"In questo libro ci sono nobildonne infedeli e ballerine lontane, canzoni rock e discoteche sul mare, trentenni laureati e pastori con la pistola, un testamento, un ospedale di Archway, un parrucchiere di Chelsea, un pollo salvavita, un ex-tossico, uno scrittore mancato, delle trasfusioni, un Rambo di provincia, una greca pisciaferro, la regina di Montiferru e alcune altre cose."
Profile Image for Alex.
10 reviews8 followers
July 22, 2016
Una dichiarazione di amore/odio da sardo alla Sardegna e da essere umano all'umanità.
Empatico, schietto, di una sincerità disarmante.
Senza la pretesa di esserlo, si è rivelato un grande libro.
Lacrimoni anche questa volta.
Profile Image for Rita.
45 reviews
January 16, 2013
Libro orribile. Praticamente illeggibile. Non sono riuscitra a finirlo.
Profile Image for Giuseppe D.
279 reviews65 followers
April 12, 2013
boh, non mi ha preso molto, qualche momento coinvolgente ma anche molte cose gi�� sentite..
Displaying 1 - 18 of 18 reviews

Can't find what you're looking for?

Get help and learn more about the design.