Un libretto sottile, una sorta di guida alla città.
L'autore è Aldo Nove, uno dei "cannibali", corrente di scrittori in auge a partire dagli anni Novanta.
Il libro mescola stili diversi, cultura alta e bassa, come forse è caratteristico dell'autore (non ho letto altro di lui, non saprei dire). Lo sforzo stilistico è sempre manifesto, sin troppo, quasi come in un esordiente.
L'autore è milanese di adozione, e fornisce un punto di vista curioso e quasi mai banale. Peccato che il libro finisca così presto. Interessanti ad esempio le divagazioni pop/trash sulle diverse personalità dei diversi McDonald's della città. Un po' convenzionali le mini-recensioni alla "TuttoMilano" dei locali notturni e delle boutique di moda. Forse il materiale è riciclato da altre pubblicazioni?
Il libro è del 2004, e a Milano nel frattempo sono successe tante cose. Da un lato questo rende alcune osservazioni datate, dall'altro conferma la tesi di fondo che Milano non è Milano, nel senso che "non ci si bagna due volte nello stesso fiume", eccetera. Insomma, la città, nel bene o nel male, è in continuo mutamento. Chiunque l'abbia vissuta per un periodo non brevissimo potrà confermare.