Poetry. Bilingual Editon. Translated from the Italian by Luigi Bonaffini. THE BEDROOM [ La camera da letto ] is Bertolucci's best-known work, so popular that the poet once read it to television viewers on a seven-hour program. It is a narrative poem that traces the history of the poet's family across seven generations with directness, precision and attention to everyday details, major events and fantastic surprises. Paolo Lagazzi writes in his "THE BEDROOM is a sort of a multi-novel, or a distillation of very diverse narrative forms and a Bildungsroman and fairytale, an epoch novel, a novel-chronicle, a dramatic novel and a picaresque novel. An experimental work in the most authentic sense of the word..."
"Nothing of time's essence escapes or is neglected by the author's ravenous sensibility, no less active in recording the multiple places in which existence rests (the city and the countryside, the sea and the plane, the Po river and the Maremma) in an exuberant display of forms, lights, perspectives, tonalities."—Luigi Ferrara
Attilio Bertolucci (18 November 1911 – 14 June 2000) was an Italian poet and writer. He is father to film directors Giuseppe and Bernardo Bertolucci.
Bertolucci was born at San Lazzaro (province of Parma), to a family of agricultural bourgeoisie of northern Italy. He began to write poems very early. In 1928 he collaborated to the Gazzetta di Parma, where his friend Cesare Zavattini was editor-in-chief. The following year Bertolucci published his first poetical collection, Sirio.
In 1931 he started his studies of law in the University of Parma, which however he left soon in favour of artistical and literary studies. In the following year his work Fuochi di Novembre gained him the praise of Italian poets like Eugenio Montale.
In 1951 he moved to Rome. His marriage with Ninetta Giovanardi had given him two sons, Bernardo (1940-2018) and Giuseppe (1947-2012), both future film directors. In 1951 he also published La capanna indiana and won the Viareggio Prize for literature. In this period he cemented a friendship with Pier Paolo Pasolini.
Viaggio d'inverno ("Winter Voyage") of 1971 is one of Bertolucci's finest works. This work saw a noteworthy change of style in Bertolucci's poetry: while the first works were, according to Franco Fortini, characterized by "the choice of a humble language for pastoral situations", his works were more complex and marked by unsureness feelings. From 1975, together with Enzo Siciliano and Alberto Moravia he directed the literary review Nuovi Argomenti. He won another Viareggio Prize for the narrative poem Camera da letto (1984–1988).
His last work was La lucertola di Casarola (1997), a collection of works from his youth and other unpublished poems.
Libro altalenante, alcuni passi bellissimi, altri (la maggior aprte) estremamente piatti, noiosi. Non aiuta il fatto che non esista un'edizione critica dell'opera, le note (d'autore) sono pochissime e questo costringe il lettore a leggere l'opera consultando ogni cinque minuti un'enciclopedia.
come direbbe l'Altissimo "ha un andamento a sinusoide"
È la storia di una famiglia, attraverso le generazioni e le numerose vite di donne, uomini, adulti, bambini, vecchi, padroni, servi. Lo sguardo è onnicomprensivo, si fissa su cose piccole e cose grandi, importanti e insignificanti, avvolge il lettore, lo introduce in uno spazio totale, confortevole, continuo.
«Le celle della memoria sono fresche come cantine e così odorose e scure, splendendo a tratti una ragnatela, seta oscillante, lume insperato dove la terra s’abbassa, il piede avverte il dislivello, il cuore batte più forte a chi si sia avventurato, timido, dove vino e passato fermentano più forte.» (Libro I)
Si notano fessure nel continuo: sottili, inoffensive; solcano ovviamente la carne.
«In casa non c’è che lui, convalescente, autorizzato a non rispondere, a fingere di non aver udito, a godere di un passo allontanantesi deluso, per riprendere il colloquio con la fiamma che dura attenuata azzurrandosi, vessillo eternamente mosso della malattia che si è scelto per sopravvivere, alla partenza di lei, all’esistenza di lei in una città lontana. Tali ricorsi a febbricole pomeridiane, smorenti con dolcezza spossata all’approssimarsi della notte, non sono rari in chi venne ferito per la prima volta in profondo nel passaggio dall’adolescenza alla giovinezza.» (Libro I)
«è una timidezza che passerà come una malattia della prima infanzia lasciando piccole cicatrici rosate.» (Libro II)
È il segno (la causa) di ogni progresso e decadenza, di ogni cambiamento.
«la famiglia è entrata nella vertigine amorosa della vita che i cittadini, signori e poveri, conducono per contrastare, nel peccato unanime, l’inevitabile accadimento della morte.» (Libro I)
Soprattutto è l’annuncio dell’evento principale, che lacera il continuo e nel contempo ne è parte.
«Il dolore per la morte della bambina Elsa durò, durò oltre i cancelli bruni dell’autunno, le imposte soleggiate d’un inverno sfacentesi su viole nate troppo presto, oltre gli occhi assopiti fra primavera e estate. Non era proprio dolore, ma voglia di parlarne, di ricordarne i capelli o le guance, o le gambe: non ti lasciava mai, s’intrometteva nei discorsi all’improvviso, e si perdeva, poi riprendeva, ed era proprio come faceva lei correndo il sesto anno, ultimo della sua vita, che sempre s’univa a chi era solo, o in compagnia, affrettandosi a compiere quei gesti rapidi, a filare quei giochi che dovevano poi ricordarsi nella famiglia della pianura e in quella montanara, da lei pacificate nascendo e, anche più, ora, morendo.» (Libro I)
«— ed è come un diario di famiglia cui vennero strappati fogli temibili, come il vuoto abbacinante seguito alla rimozione di un ingombro di macerie domestiche in uno spazio urbano —» (Libro I)
«Quando non si può più comunicare perché la cara, la diletta persona è già sull’altra riva e non ci sente — fra noi e lei corre un’acqua impetuosa che si porta via le parole — una strana calma ci prende, come se si assistesse a un rito necessario. Allora si parla fra di noi sottovoce, non perché possa venire disturbata lei avviata a un fine che è soltanto suo: ma perché è religioso questo accadimento e santifica stanze che erano soltanto umane, troppo umane.» (Libro II)
«è il momento che, la strada curvando, non la possono più vedere, né lei loro. La morte dà, così, fulminei anticipi di sé.» (Libro II)
E' un romanzo in versi liberi ed è sostanzialmente la versione italiana de La Recherche di Proust. Si comincia dalla storia della famiglia Bertolucci a partire dal XVII secolo arrivando via via al ricordo dettagliato della vita del poeta,sullo sfondo i grandi avvenimenti storici, dagli scioperi contadini del primo Novecento, alle due guerre mondiali. E' stata però una lettura molto difficile: il verso toglie immediatezza alla comprensione anche se ne evidenzia l'incisività. La consapevolezza di avere davanti un'opera importante non rende però meno noiosa la lettura, non trovando in questa la poesia, la musicalità e l'armonia dello stile di Proust
Romanzo in versi o poema, lo si definisca come si preferisce. Narrazione di vita quotidiana e paesaggi attraverso l’uso sapiente di un lessico ricercato ma non eccessivamente aulico. Sovrabbondano le descrizioni che si impongono sulle vicende umane, rallentando la lettura e impedendo che l’opera catturi fino in fondo il lettore. Forse si tratta di un problema di distanza temporale, essendo la vita cittadina odierna ormai lontana dai tempi in cui Bertolucci scrisse quest’opera.