Questo libro è sostanzialmente quello che dal titolo promette di essere: una raccolta di lettere scritte con il pretesto di una visita ad una scuola media inferiore, dove sul banco di una ragazza assente di nome Giulia si intravede incisa la scritta "dux". L’autore così, con uno scopo chiaramente didattico, raccoglie una serie di pensieri riflessioni e ricostruzioni storiche di ciò che il fascismo è stato e minaccia di essere ancora oggi. Ripercorre l’ascesa di Mussolini, l’istituzione del tribunale speciale, della polizia segreta, del confino e delle deportazioni, ricorda le leggi razziali e la repressione degli intellettuali ma anche la politica estera di violenza e colonialismo; dedica poi un capitolo alla resistenza e all’importanza che ha avuto per la storia italiana e per i giovani di allora.
Aristarco cita numerose volte Primo Levi, nomina Antonio Gramsci, Beppe Fenoglio e mi ha ricordato il desiderio di leggere "Il fascismo eterno" di Umberto Eco lo: fa in un modo effettivamente molto semplificato (per esempio avrei apprezzato una bibliografia), adatto ad un pubblico di studenti di scuola media inferiore, per cui questo breve testo potrà essere istruttivo e al tempo stesso molto chiaro. Per un lettore adulto non aggiunge granché a ciò che già noto, diventa una sorta di riassunto del ventennio e devo dire che non ho particolarmente apprezzato il tono un po’ paternalistico della narrazione. Questo è sicuramente dovuto al fatto che non faccio parte del target per il è quale pensato e per cui credo che possa essere invece una lettura stimolante -anche se fossi stata Giulia un po’ di fastidio questa accusa senza prove alcune me l’avrebbe dato!