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Il libro nero della Lega

La truffa milionaria ai danni degli italiani, le alleanze con personaggi impresentabili al Sud, le trame opache sullo scacchiere internazionale: tutta la verità sul partito di Matteo Salvini.

Che fine hanno fatto i 49 milioni di euro della truffa sui rimborsi elettorali architettata da Umberto Bossi e Francesco Belsito? Chi sono i nuovi finanziatori del partito oggi? E ancora, come mai il ministro dell'Interno per sfondare al Sud si è circondato di personaggi equivoci? Quali segreti si celano dietro le alleanze strette dal leader della Lega con Vladimir Putin e Donald Trump? Un libro inchiesta svela le trame finanziarie e politiche del partito del ministro dell'Interno. È Il libro nero della Lega, una coraggiosa ricostruzione basata anche su importanti documenti fin qui inediti. Giovanni Tizian e Stefano Vergine per le loro inchieste sulla Lega hanno ricevuto il Premio Franco Giustolisi "Giustizia e Verità" 2018.

318 pages, Paperback

First published February 28, 2019

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About the author

Giovanni Tizian

10 books4 followers
Giovanni Tizian, giornalista del gruppo l'Espresso, è della generazione nata nel 1982. Scrive per il quotidiano la Repubblica e il settimanale l'Espresso. Ma non ha abbandonato la Gazzetta di Modena, dove nel 2006 ha iniziato a scrivere di cronaca. Si occupa di giudiziaria, e soprattutto ama scavare la superficie della cronaca e realizzare inchieste. Le relazioni tra mondo economico e organizzazioni mafiose, sono spesso al centro delle sue inchieste.

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1 review
September 4, 2020
Una decina di anni fa avrei dato il massimo dei voti ad un libro come questo. Leggevo con scalpore i libri su Berlusconi, sui suoi loschi affari e connessioni mafiose. E lo odiavo. E sentivo che il mio era un odio giusto e che chiunque votasse per lui fosse un egoista o un disinformato. A distanza di anni mi rendo conto che questo è un atteggiamento miope.
Qual è lo scopo di questo libro? Valutare la Lega come partito? Allora ha fallito. Perché per quanto alcuni componenti e dirigenti della Lega possano aver commesso azioni illegali ed avere delle amicizie discutibili, un partito si valuta per le sue idee e le sue proposte. Qui vediamo i giornalisti scavare e scavare per cercare il marcio più marcio. Cercano e giustamente trovano molti fatti interessanti, ma lo scopo è chiaro, prendere le mele marcie ed i fatti più ambigui e montarli ad arte, per poter generalizzare che i leghisti sono ladri, mafiosi e fascisti, e che quindi anche le loro idee e proposte sono distorte ed ingannevoli. Così facendo il lettore si sente autorizzato ad odiare la Lega ed i leghisti e chi li vota e a disprezzare le loro idee e proposte. E si sente nel giusto.
È importante notare soprattutto come il programma elettorale della Lega in queste pagine sia stereotipato e distorto e anche sbeffeggiato, senza argomentazioni. Così la lotta all’immigrazione clandestina, contro la nuova tratta degli schiavi, e le proposte per una più regolamentata integrazione degli immigrati, diventano “l’odio per lo straniero e per gli ultimi”, e le proposte economiche della Lega in Italia ed in rapporto con l’Unione Europea vengono sbeffeggiate con argomentazioni vuote come “ma oggi c’è la Cina” o “l’Europa ci ha dato la pace”.
Per comprendere la realtà politica ed economica italiana ed europea, ed il ruolo che la Lega si è scelta in questo contesto, questo libro è totalmente inutile, ed alimenta il falso e semplicistico credo che la Lega e chi la sostiene siano i cattivi e che, per esempio, l’Unione Europea rappresenti i buoni. Per chi volesse uscire dal Matrix, e cercare di comprendere la realtà nella sua complessità, mettendo anche in discussione le proprie convinzioni, consiglio (da leggere in ordine):
1. Anshluss: l’annessione (Giacchè). Libro che racconta l’unificazione della Germania, utile per sfatare vari miti sulla Germania e per capire perché l’ex Germania Est vota AfD. Sconvolgente e un buon punto di partenza per capire che le elite tedesche, quando vogliono avvantaggiarsi di una situazione non hanno pietà, e lasciano solo macerie, allora come oggi. Spoiler: la moneta ha un ruolo importante.
2. L'arma segreta della Francia in Africa: Una storia del franco CFA (Pigeaud, Fanny). Per capire come si è comportata e come si comporta la Francia in campo internazionale. Questo libro insegna anche che differenza c’è da una colonia ed uno stato sviluppato (le industrie manifatturiere), e come la Francia in pratica renda lo sviluppo di 14 stati sub-sahariani molto difficile, perché ne ha bisogno così come sono. Anche qui il ruolo della moneta è importante. Se esporti solo materie prime è dura lasciare una unione monetaria, ma se sviluppi il manifatturiero, l’indipendenza monetaria diventa il passo non solo possibile ma anche necessario per la tua indipendenza e per una vera democrazia (governo del tuo popolo, non di un altro che ti controlla). In questo libro si accenna inoltre al ruolo del fondo monetario internazionale in Africa, e del debito come meccanismo di controllo e sottomissione.
3. Costituzione italiana contro trattati europei (Giacchè). Questo libricino è ottimo per capire che i trattati europei sono nella pratica in contrasto con la nostra costituzione ed il modello economico che i nostri lungimiranti padri costituenti avevano scelto per il nostro paese. Per la nostra costituzione, il lavoro ha un ruolo centrale, perché attraverso il lavoro l’individuo si realizza, percepisce uno stipendio giusto e può far fronte alle necessità della vita, istruirsi, curarsi e partecipare alle attività politiche. Per fare ciò, lo stato può intervenire (poco ma deve) nel mercato, anche attraverso la banca centrale con il doppio mandato (mantenere l’inflazione stabile, e la piena occupazione). Ora, siccome il lavoro per tutti fa aumentare i salari che fanno aumentare l’inflazione, la decisione di quanto lavoro e quanta inflazione ci deve essere è politica. I trattati europei, menzionano l’occupazione magari una o due volte, ma in pratica sono interessati solo a tenere l’inflazione bassa, e di conseguenza, la disoccupazione alta diventa sistemica. E questo perché i trattati europei non sono un compromesso tra capitale e lavoro, ma sono scritti dal capitale internazionale, che nel mondo globalizzato non ha bisogno di trovare compromessi con il lavoro, perché si sposta senza limiti, e sfugge quindi ad un controllo democratico.
4. Adulti nella stanza (Varoufakis). Ottimo libro per capire cosa è successo in Grecia. Un resoconto che ci da molti spunti. È la Grecia ancora una democrazia? È entrata nell’euro (non ha più controllo sulla banca centrale), è indebitata con mezza Europa (per salvare le banche tedesche e francesi con soldi europei) ed è infiltrata da uomini agli ordini di altre nazioni a tutti i livelli. Forse Varoufakis pecca un po’ nel voler credere a tutti i costi che un compromesso con le elite tedesche ed i loro interessi sia possibile, ed alla fine perde la sua battaglia. Ma il suo resoconto è scioccante e rivelatore, e le sue riflessioni sono molto interessanti. In particolare, qui si vede descritto nel dettaglio come debito e moneta possono essere usati per controllare e sottomettere una Nazione.
5. L'economia imperfetta. Catastrofe del capitalismo o rivincita del lavoro? (Galloni). Interessante ricostruzione storica centrata sull’Italia. In parte autobiografia di un uomo di stato, in parte spiegazione dell’evoluzione del conflitto capitale-lavoro fino ad arrivare ai giorni nostri. Chiarisce anche che altri stati non sono particolarmente interessati al nostro sviluppo economico, ma piuttosto sono molto interessati a controllarci, e che le nostre stesse elite hanno preferito (sono state costrette dalla storia?) mettere le nostre sorti economiche e sociali nelle mani di altri paesi. Ma in Italia abbiamo già le conoscenze e le capacità per poter riportare l’economia italiana sulla strada della crescita, del pieno impiego e del lavoro giustamente retribuito, e forse è proprio per non permetterci di dare quel buon esempio, che dall’estero ci vogliono ridimensionare e controllare.
6. Il tramonto dell’euro (Bagnai). Se avete letto i libri sopra, ora siete pronti per leggere questo libro, pubblicato nel 2012, che vi darà una più ampia visione della situazione italiana anche in rapporto agli altri stati dell’unione europea. Scritto quando Bagnai era ancora “di sinistra”, è un libro che è difficile da iniziare (l’ho prestato a più persone che me lo hanno restituito dopo mesi senza averlo aperto) per questioni secondo me psicologiche: è una visione della realtà talmente diversa da quella dei giornali e delle televisioni, che la mente si rifiuta di leggere. Ma è anche la visione più logica e più supportata dai dati, dalla letteratura scientifica e dall’esperienza storica. Cosa mi fa pensare che sia la visione più logica? Molte previsioni di questo libro si sono avverate, come il fatto che Monti non ci avrebbe salvato e che governi di sinistra avrebbero fatto riforme di destra (“il macellaio dal grembiule rosso, dove gli schizzi di sangue si vedono meno”), facendo salire in consensi partiti di destra come la Lega. La Lega forse non avrà tutte le soluzioni, e varie sue proposte sono molto discutibili, ma se non interpreti la realtà ed i rapporti di forza correttamente, allora le soluzioni non le azzeccherai mai ed i problemi tenderanno ad aggravarsi (infatti con Monti il debito pubblico si alzò anziché diminuire, ed era logico prevederlo). Aver fatto propria questa visione della realtà è stato un punto di svolta della Lega, che le ha permesso di comprendere non solo i problemi correnti, ma anche quelli futuri, e proporre soluzioni. E con il tempo i fatti costringono gli altri partiti ed i giornali a rincorrere, a cambiare opinione, ormai troppo tardi per essere credibili.
7. Il lavoro importato: Immigrazione, salari e Stato sociale (Barba). L’immigrazione sia dei clandestini in Italia che degli italiani all’estero, è parte integrante della situazione politica ed economica degli ultimi 20-30 anni. Volendo o dovendo continuamente ridurre i salari e le conquiste sociali, un modo efficace nei secoli è sempre stato avere più lavoratori importandone in massa e facendoli scannare tra loro. E se il costo del lavoro deve essere 3 o 4 euro l’ora, allora hai bisogno di schiavi. Non a caso, l’immigrazione illegale in Italia è chiaramente organizzata, e non particolarmente perseguita. Anche quella legale ha uno scopo simile ed in Germania per esempio ci sono molti lavoratori immigrati sottopagati. In particolare, questo libro chiarisce che una importazione massiccia di immigrati, regolari o non, che è disposta a lavorare di più per di meno, contribuisce direttamente a ridurre le paghe e le protezioni sociali nel paese di arrivo, facendo del controllo dell’immigrazione un tema di sinistra, non di destra. Però, la sinistra odierna in tutta Europa, e persino i sindacati, si sono allontanati dai lavoratori ed i loro diritti sociali, per occuparsi totalmente dei diritti civili. Da qui il cortocircuito, per il quale, questa sinistra, non riesce più occuparsi della fascia più povera e sfruttata dei lavoratori italiani, che era la sua ragione iniziale di esistere, ed anzi la schernisce come incolta e xenofoba. Interessante anche notare che giustificazioni del tipo “ma se non ci sono loro chi li raccoglie i pomodori”, o “l’emigrazione è un fatto naturale” o “gli immigrati fanno guadagnare noi e lo stato” e tante altre usate oggi (dimostrate tra l’altro false da questo libro) sono le stesse che si possono trovare nel libro scritto per giustificare la schiavitù nel 1860, “Cotton is King, and pro-slavery arguments”. Una soluzione sarebbe aiutare lo sviluppo dei paesi dai quali gli immigrati partono, permettendo loro di industrializzarsi, con conseguente aumento dell’occupazione e delle condizioni sociali. Ma come si potrebbe giustificare una industrializzazione dell’Africa, mentre allo stesso tempo si sta procedendo alla deindustrializzazione dell’Italia?
8. Alle origini della nuova 'ndrangheta. Il 1980 (Ciconte). Io penso che l’assenza dello stato, in parte anche conseguenza di quello che si può leggere nei libri sopra, porti in molte occasioni lo stato ad essere sostituito con le mafie. Per esempio, se hai una azienda con 20 dipendenti, e devi chiudere, perché l’economia si è aggravata, e Monti ha stretto la cinghia e per lui tu puoi anche chiudere perché lui vuole le aziende grandi non quelle piccole, la banca non ti fa credito, tu che fai? Chiudi, e magari ti suicidi perché ti senti in colpa per aver lasciato 20 famiglie senza lavoro, o fai il patto col diavolo, chiedi un prestito alla mafia? Così finisci per avere 20 persone che devono il loro lavoro alla mafia, e come fai a sradicarla? Penso che questa sia una delle situazioni in cui le mafie diventano presenti nella società più di quanto lo stato lo sia. Penso che la soluzione sia politica ma anche culturale, cioè comprendere a fondo la realtà delle mafie nella sua complessità, in modo da affrontarne le cause, e non accontentarsi di punire chi commette i reati. I legami tra alcuni soggetti nella Lega e la ‘ndrangheta, come per altri partiti (ricordiamo che i comuni sciolti per mafia sono sia di centro destra che di centro sinistra, ed anche liste civiche), sono assolutamente da denunciare e processare. Ma chiuso un partito ce ne sarà un altro che collabora finché le mafie avranno la forza della loro presenza sul territorio e nell’economia come vero e proprio potere. Per sradicare questo potere non basta processare ed arrestare le persone, ma serve un cambiamento nella vita e nella cultura della gente, che porti lo stato a essere presente non semplicemente come punitore ma come supporto ai cittadini in difficoltà, creando lavoro e migliorando le condizioni di vita. E questo non sarà possibile finché si perseguiranno politiche Europee che comportano un ridotto ruolo dello stato e una riduzione dei diritti dei lavoratori e della loro paga.
9. Il fascismo degli antifascisti (Pasolini). Un breve libricino, per riflettere. Esiste veramente ancora il fascismo, quel fascismo così come è stato? Cos’è il fascismo esattamente? Fomentare l’odio contro un movimento passato, e usare quell’odio contro personaggi odierni, cos’è? a cosa serve? Personalmente, da quello che ho capito, un atteggiamento fascista è un modo di operare autoritario e classista. Discorsi di Mussolini ci mostrano che il fascismo era propagandato come metodo di governo sostenendo che solo pochi sono istruiti, e sono degni di governare ed esprimere opinioni (cfr la crisi narrata, il pedante). Affermare che solo alcuni dovrebbero aver diritto di voto, solo gli istruiti, questo è un atteggiamento fascista. Insinuare che se i razzisti/mafiosi votano Lega allora tutti i leghisti sono razzisti/mafiosi, è un atteggiamento fascista. Affermare che i leghisti non dovrebbero parlare e impedirne o ostacolarne le manifestazioni o i convegni come è accaduto, questo è fascismo. Chiudere un partito politico per via giudiziaria, lasciando milioni di persone senza rappresentanza politica, è fascismo. Da quello che ho visto e letto, mi sembra ci sia molta più libertà di opinione e libera discussione ed autocritica nella Lega, nei suoi circoli sul territorio e scuole di formazione politica, che in tanti altri partiti.
10. Altri libri fondamentali: Euro: una tragedia in nove atti (Mody), La crisi narrata (Il Pedante), Sei lezioni di economia (Cesaratto), L’Italia può farcela (Bagnai), Io sono il potere (anonimo), Debito: i primi 5000 anni (Graeber), Shock Economy: l’ascesa del capitalismo dei disastri (Naomi Klein), ed il blog goofynomics di Bagnai, che è un po’ come leggere Nostradamus (ci trovi anni prima quello che succede o che altri dicono anni dopo).

Spero che questo mio lungo commento abbia fatto riflettere alcuni di voi. Se avete avuto la pazienza di leggerlo, vi ringrazio.
14 reviews
May 13, 2026
Non l'avrei mai detto, ma il giornalismo d'inchiesta italiano oggi non è solamente Marco Travaglio. È anche Giovanni Tizian e Stefano Vergine, ovvero due giornalisti de L'Espresso che mettono nero su bianco su un terribilmente cinico libro-inchiesta, che rammenta ai lettori tutte le opacità e le controversie del partito italiano storicamente più opaco e più controverso, la Lega per Salvini Premier (già Lega Nord per l'indipendenza della Padania!). Da non perdere.
Profile Image for Maria Gabriella.
332 reviews1 follower
April 24, 2020
Eccezionale. Questo e' il tipo di giornalismo che mi entusiasma, perfettamente ricercato, e' tutto qui: la Lega e i suoi eredi, lo stesso miasma di sempre.
The theft of 49 million from the Italian state: the financing mechanisms of the Lega Nord and Salvini's ties with Russia. As he said, "I think Putin is great, I do so for free."
Highly recommended.
Profile Image for Paolo Antonio Livorati.
26 reviews4 followers
August 23, 2020
Quattro stelle perché è un'opera minuziosamente ricercata e documentata, ma anche assolutamente necessaria per capire il losco economico, personale e politico dietro al partito populista più strafottente, bugiardo e odioso dei nostri tempi. Se ne sarebbe meritata una in meno, tuttavia, per la scrittura a tratti davvero poco curata, forse a causa del dovere uscire in fretta (e quindi senza un lavoro editoriale profondo) per essere giornalisticamente rilevante.
Profile Image for Francesco Forte.
2 reviews
April 2, 2019
Un'inchiesta giornalistica molto ben approfondita e documentata, come se ne vedono poche in giro.
Profile Image for mohave.
88 reviews4 followers
January 20, 2022
"«Tu dovresti andare da Salvini e proporgli un accordo con noi, perché noi diciamo da quindici anni ’ste cose, non è giusto che loro si approprino di quello che diciamo noi...»1. A dirlo è un militante di Forza Nuova al suo capo Roberto Fiore, il leader neofascista ancora molto attivo sulla scena politica italiana. Intercettato dai carabinieri, il camerata suggerisce a Fiore di andare da Salvini e parlarci, perché in fondo dice le stesse identiche cose che loro propagandano da molto più tempo. In pratica, secondo i neofascisti, il Capitano leghista ha preso a piene mani dai loro programmi."
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