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L'idioma di Casilda Moreira

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Un professore di etnolinguistica, Giuseppe Montefiori, da qualche tempo ha un’ossessione che non lo lascia dormire. Racconta ai suoi allievi che in una zona remota tra la Patagonia e la pampa argentina vivono gli ultimi due parlanti di un’antica lingua che si credeva scomparsa (l’idioma degli indios günün a künä). I due custodi di quella lingua però, Bartolo e Casilda, non si rivolgono la parola da tanti anni, per via di una lite amorosa che hanno avuto da giovani. Da allora quella lingua se la tengono stretta nella testa. Come fare per impedire che si perda per sempre? Annibale, allievo del professor Montefiori, decide allora di raggiungere Kahualkan, un piccolo villaggio in mezzo alla pampa, alla ricerca dei due indios. Proverà a metterli insieme, registrare una loro conversazione e recuperare così quel che si può di quell’idioma magico e ancestrale.

192 pages, Paperback

Published February 21, 2019

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About the author

Adrián N. Bravi

21 books24 followers
Adrian Bravi an Argentinian writer born in Buenos Aires in 1963 . he moved to Italy in the late 1980s and, after studying philosophy and working as a librarian, began to publish fiction in the late 1990s. He is the author of several novels, a children's book, and numerous articles and stories. His writing has been translated into French, English, and Spanish.


He graduated in philosophy at the University of Macerata and currently works as a librarian at the same university. In 1999 he published his first novel in Spanish and from around 2000 he began writing in Italian. He has published novels, articles and stories in various magazines and anthologies (the Reportage, Left , Repubblica's Robinson, L'accalappiacani, In pensiero, Crocevia, Quodlibet Almanac , etc.). In one of his essays, The jealousy of languagesand, with constant autobiographical connections, he deals with the theme of writing in a language other than that of birth [1] .

He won some prizes including: the "Popoli in cammino" award (2008); the first edition of the "BookCiak Award, Action!" (2012) [2] ; the " Bergamo Award " (2014) [3] and in the same year, the first edition of "Text in search of a director" (associated with the David di Donatello Awards ); he was also a finalist in the Giovanni Comisso Award in 2011 [4] .

His books have been translated into English, French, Spanish and Arabic.

He lives in Recanati.

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Community Reviews

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3 (3%)
Displaying 1 - 21 of 21 reviews
Profile Image for Patrizia.
536 reviews165 followers
September 17, 2019
Una lingua la cui sopravvivenza è legata alle ultime due persone che la parlano. Cose che vengono rinominate perché la parola usata per designarle muore insieme a chi l’ha pronunciata per la prima volta. Suoni che il vento ripete e si perdono nella vastità della pampa, luogo in cui la gente ha imparato a tacere. Siamo la lingua che parliamo, perché il nostro idioma non è solo uno strumento di comunicazione: è quello che proviamo, amore, odio, indifferenza. È il mondo che ci circonda, la nostra impronta.
La lingua che parliamo respira, si arricchisce e muore.
È questo che Casilda spiega ad Annibale, spintosi in capo al mondo per carpire i segreti di un idioma sconosciuto: “Casilda gli spiegò che quella era stata la lingua dell’innamoramento tra lei e il suo yalalaw e che una volta morto l’innamoramento doveva morire anche la lingua. Annibale provò a dirle che le lingue, compresa quella della nonna Yakak, possono esprimere qualsiasi sentimento, prima e dopo la morte del sentimento stesso, perché è l’unica cosa che abbiamo e che ci possiede. Casilda replicò che loro, lei e Bartolo, avevano guardato l’orizzonte mano nella mano in quella lingua, avevano nominato insieme le stelle e gli uccelli”.
Profile Image for Come Musica.
2,068 reviews631 followers
January 25, 2020
Una lingua sopravvive, quando c’è chi la parla.

Cosa accade se gli unici “superstiti” di una lingua sono due Indios ex innamorati che si rifiutano di parlarla perché in quella lingua si sono detti le parole di un amore che non c’è più?

Come conciliare la scelta del silenzio di questi due depositari, con la volontà di lasciare una traccia dell’esistenza di questa lingua?

Tra il metaforico e il poetico, si sviluppa la ricerca della non dimenticanza compiuta dal tesista del professor Montefiori, Annibale, che parte dall’Italia per raggiungere Kahualkan, nella pampa.

Il libro parte bene, prosegue ancora bene per poi concludersi in modo un po’ deludente.
Profile Image for Gabril.
1,050 reviews260 followers
July 31, 2025
Un bel giorno il professore universitario Giuseppe Montefiori non esce più di casa, apparentemente senza un motivo.
Annibale Passamonti, il suo studente più motivato, va a trovarlo per capire cosa gli stia succedendo. E così lo trova intento a elucubrare su una delicata questione linguistica, di cui già aveva parlato ai suoi studenti in aula.
In un luogo sperduto dell’America latina un’antica lingua orale sta scomparendo. Le uniche due persone che ancora la conoscono, Casilda Moreira e Bartolo Medina, rispettivamente di 70 e 75 anni, hanno smesso da tempo di comunicare tra loro. Anzi: sembra proprio che non vogliano più parlarsi.
Annibale si appassiona alla storia al punto di intraprendere un avventuroso viaggio verso la Patagonia, alla ricerca di quel minuscolo villaggio. Motivato dalla passione per la conoscenza e spinto dall’amore per le lingue e il loro mistero, Annibale svelerà l’arcano e cercherà il modo per favorire la riconciliazione tra i due anziani che la vita ha prima unito e poi separato.
Una bella storia.
Profile Image for Ludovica Ciasullo.
196 reviews18 followers
February 14, 2020
Con piglio delicato l'autore racconta una storia incredibilmente originale, in cui interesse accademico e sentimenti privati si intrecciano.

Ha il tono di una fiaba, e a tratti ne ha anche la semplicità, come quando descrive il malvagio, ma piatto, Eusebio. Eppure questo tono lieve l'ho percepito come dolce, e non come superficiale. L'idea attorno a cui si sviluppa il romanzo, ovvero il fatto che ci sia un legame indissolubile fra la lingua in cui esprimiamo un sentimento e quest'ultimo, è secondo me affrontata con tale profondità, che la leggerezza con cui altri aspetti vengono descritti è quasi funzionale a fare risaltare questo concetto.

Una lettura bizzarra e travolgente, tanto particolare quanto commovente.

Edit: Per il tono fiabesco, e per la trama originale, mi ha ricordato Il guardiano della collina dei ciliegi.
Profile Image for Irene.
17 reviews
July 12, 2019
Un piccolo gioiello che ci parla di quanto possano essere potenti le parole, di quali universi possano nascondere dietro i loro suoni.
Profile Image for Dario Çorkan Landi.
69 reviews5 followers
November 24, 2020
Un libro semplice, dalla scrittura che definirei domestica, forse pure troppo, in alcuni punti. Si fa quasi un puntiglio di evitare sorprese e svolte di trama eclatanti. Un bel libro.
Profile Image for Sara Cantoni.
446 reviews180 followers
April 5, 2020
Ho apprezzato molto lo spunto narrativo di partenza: una lingua misteriosa che può contare per la sua sopravvivenza su due soli parlanti che, però, rifiutano di rivolgersi la parola.
Il compito di tentare di registrare e salvare questa lingua sud Americana spetta ad un giovane ricercatore italiano che si trova coinvolto in questa vicenda quasi per caso.
Un viaggio in Argentina sulle tracce di questa lingua, l’incontro con i due Indios e la scoperta di un modo di vivere e di intendere la vita completamente diverso da quello dell’Italia dei 2000.

MA c’è un grande Ma.
Ho trovato la costruzione dei personaggi e della vicenda poco curata. Le cose succedono così, senza motivazioni realistiche, gli ostacoli si superano come per miracolo, le persone si convincono a cambiare idea quasi senza una ragione.
Peccato...
Profile Image for Francesco.
10 reviews
June 15, 2019
Racconto insipido, apatico. Il finale, poi, l’ho trovato agghiacciante nel suo no-sense. Peccato, l’idea di fondo era bella.
Profile Image for Lilith Gianelle.
71 reviews13 followers
December 11, 2021
Se c’è una cosa che tollero malissimo sono i potenziali sprecati.
Il famoso “potrebbe ma non si applica”.

È il caso dell’Idioma di Casilda Moreira, di Adrián N. Bravi.
Partiamo dal potenziale enorme, ovvero la storia: un professore di etnolinguistica rivela ai suoi studenti l’esistenza di una lingua suadmericana, il günün a yajüch, destinata a scomparire perché le ultime due persone capaci di parlarla sono un uomo e una donna che non si rivolgono la parola per un litigio di gioventù. Uno dei suoi studenti decide di partire per l’Argentina per trovarli e convincerli a parlarsi, in modo da registrare e salvare dall’oblio questa lingua sconosciuta.

Già questa premessa alza le aspettative, ma la vera poesia arriva ora: il motivo per cui i due anziani non vogliono saperne di parlarsi è che in quella civiltà, se qualcosa muore, muore anche la parola che lo definisce. Quella era stata la loro lingua dell’amore, e una volta morto l’innamoramento doveva morire anche la lingua.
“Il sentimento e la lingua non sono due cose diverse, noi ci siamo voluti bene in quella lingua e adesso tutte le cose affettuose e le parole belle che ci siamo detti sono scomparse. Se ora dobbiamo rivolgerci la parola bisogna usare un’altra lingua. […] Ci eravamo promessi delle cose in günün a yajüch, capisci?”

Quante volte ci siamo sentiti sbagliati nel chiamare qualcuno o qualcosa con un nome che prima apparteneva ad altri.
Quante volte abbiamo dovuto reinventarci i significati.
Trovare nuovi nomi.

Capite il potenziale? Un viaggio nella pampa argentina e una lingua che “non possiede nulla al di fuori di se stessa, [che] non ha più parole per indicare ciò che non conosce”, in cui “i nomi crescono e si impossessano delle cose fino a divorarle”.
Non mi puoi rovinare una storia così scrivendola male, mettendoci altre inutili storie d’amore abbozzate ai margini senza motivo, scazzottate ancor meno credibili, e (udite udite) un uomo che va in coma perché ingoia una medusa mentre nuota.
Ma di cosa stiamo parlando? Suvvia.

Il mio giudizio finale è colmo di disappunto, ma, come in tutti i “potrebbe ma non si applica” incontrati nella mia vita, me ne farò una ragione e volterò pagina.
Profile Image for Rita Fortunato.
168 reviews9 followers
April 30, 2020
L'idioma di Casilda Moreira di Adrian N. Bravi racconta la storia di Annibale Passamonti, studente brillante e appassionato di etnolinguistica, che decide di partire per la Patagonia in cerca degli ultimi due parlanti di un'antica lingua. Una lingua che rischia l'estinzione perché i suoi depositari, pur vivendo nella stessa località, non comunicano fra loro rispettando, peraltro, la tradizione culturale di non menzionare mai ciò che muore e che, in vita, era intimamente connessa e collegata alla sfera degli affetti.

Delizioso il personaggio di Zunino che funge da raccordo narrativo in un romanzo breve che, forse, non è un esempio di alta letteratura ma che comunque affascina per la delicatezza con cui l'autore colloca le parole e i sentimenti che ha voluto registrare e rappresentare nel libro.

Recensione libro: https://paroleombra.com/2020/04/24/li...
Profile Image for Ilaria.
146 reviews11 followers
June 17, 2022
"Il sentimento e la lingua non sono due cose diverse, noi ci siamo voluti bene in quella lingua e adesso tutte le cose affettuose e le parole belle che ci siamo detti sono scomparse. Se ora dobbiamo rivolgerci la parola bisogna usare un'altra lingua."

"Una lingua primitiva che sfiora la pianura e respira i cespugli spinosi; poi si perde e ritorna senza parole. [...] I nomi crescono e si impossessano delle cose fino a divorarle."

"Pensare che esista uno spazio più scarno ed essenziale di questo è sfidare l'immaginazione. Per raccontarlo bisogna appellarsi alla fantasia. Le persone qui hanno imparato a tacere di fronte al vuoto. Questa è la loro virtù. Noi riempiamo di parole il mondo e loro lo svuotano. [...] Si resta senza parole di fronte a questo grande palcoscenico saturo di venti. Lo spazio ti scuote, ti chiede di osservarlo in silenzio, senza definirlo, senza tentare di circoscriverlo."

"Sappi che l'amore è un'eccezione in questo mondo pieno d'odio e crudeltà, quindi goditelo finchè puoi, non c'è niente che dura per sempre."
Profile Image for Bambu.
9 reviews7 followers
May 31, 2020
Da diversi anni non prendevo appunti durante la lettura di un romanzo, ma questo piccolo gioiello mi ha ispirato come non mi capitava da tanto tempo.

In un minuscolo villaggio argentino, tra la pampa e la Patagonia, c'è una lingua che rischia di scomparire insieme agli ultimi due anziani che la parlano. Un giovane studente di etnolinguistica parte dall'Italia per cercare di trascrivere la lingua prima che si estingua definitivamente, ma i due, Casilda e Bartolo, non ne vogliono più sapere di parlare tra di loro.

Un'idea bellissima, sviluppata con tocco delicato e poetico dall'autore, così memorabile da far perdonare anche un finale leggermente annacquato.
Profile Image for Claudio.
19 reviews1 follower
April 11, 2019
"Chissà, una lingua muore o semplicemente si trasforma in un'altra? (...)
Dove finisce una lingua e ne comincia un'altra?
Dove sono ora quelle lingue, scomparse senza lasciare traccia?"


"(...) hanno tutto il diritto, capita spesso, ma si dà il caso che non siano due persone qualsiasi e che tutto possono fare tranne smettere di parlarsi. Immagini gli ultimi due animali di una specie protetta. Non possono fare come vogliono perché il loro problema diventa il problema di tutti (...)."
8 reviews
March 31, 2022
Una lingua che sopravvive soltanto nel passato di due parlanti, un uomo e una donna, che oggi non si rivolgono più la parola. E un giovane italiano che cerca di svelare il segreto di questo idioma sconosciuto e antico.

“L’idioma di Casilda Moreira” è una storia dolce, raccontata in modo delicato, a tratti favolistico (sia nella modalità di narrazione che nella caratterizzazione dei personaggi).
Sicuramente consigliato se si è appassionati di lingue e linguaggio.
Profile Image for Irene.
31 reviews
January 5, 2021
La storia racconta di un incredibile viaggio, in cui si intrecciano i racconti dei vari personaggi. Sembra davvero di aver preso la valigia ed essere andati un po' di giorni in Argentina. Il libro si fa divorare e contiene bellissime descrizioni e anche alcune scene comiche
Profile Image for Mara.
11 reviews
April 26, 2022
Un libro molto interessante sulla comunicazione, studiata a livello linguistico, etnografico e antropologico; sulla comunicazione e l'importanza di rispettare il silenzio non forzando una conversazione che non si vuole intraprendere.
Profile Image for Michela Chiarlo.
Author 1 book7 followers
March 19, 2020
Parte alla grande ma a un certo punto si perde e tutta la tensione positiva accumulata nelle prime pagine si sgretola in pochi paragrafi. L’atmosfera però è bella anche se il finale un po’ banale
Profile Image for blorbo.
30 reviews
July 6, 2020
Mi è piaciuto il contesto delle lingue, di una cittadina sperduta nel Sud America, ma non mi hanno convinto il romanzo in sè, la struttura della storia, i personaggi, la scrittura.
Profile Image for Sara.
204 reviews3 followers
March 20, 2021
Bellissimo racconto sul linguaggio e come influenza il modo in cui viviamo e possiamo esprimerci.
Profile Image for Elisa.
63 reviews3 followers
January 23, 2023
Assunto assai intrigante, ma sviluppo un po’ banale e sfilacciato.
Displaying 1 - 21 of 21 reviews

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