Abbandonato l’utero dello stampatore il libro si trova di fronte la spaventosa giungla del mercato. Editori rivali, eserciti di concorrenti, scrittori invidiosi, cecchini della critica, influencer malevoli. E su tutti domina il nemico l’indifferenza del mondo. Contro questi pericoli l’editore provvede a sostenere alcuni dei nuovi nati con squadre di promotori, uffici stampa, agenti pubblicitari.La claque del libro ricostruisce la storia delle promozioni editoriali nei secoli. A cominciare da Peter Shöffer, collaboratore di Gutenberg che nel 1469 per primo ebbe l’idea di stampare un foglio con diciannove titoli e di affiggerlo ai muri.Il libro di Ambrogio Borsani ripercorre le tappe fondamentali delle operazioni di sostegno al libro intrecciandole con la storia della pubblicità. Da Shöffer a Renaudot, primo teorico dello scambio. Da Parmentier a Diderot, infaticabile promotore dell’Encyclopédie. La grande stagione dei manifesti, da Chéret a Depero. Si ricostruiscono le case-histories di lanci clamorosi come quello di Fantomas, l’esempio più sorprendente di marketing tra i libri seriali del primo Novecento, e altri eventi straordinari come Via col vento e Il Piccolo Principe. Storie di grandi scrittori come Mark Twain, Hemingway e Steinbeck che si prestavano volentieri alla pubblicità. Un viaggio tra grandi successi e tonfi paurosi, fino a osservare il libro al tempo dei social. Follower, influencer, like, stroncature, cuoricini, emoticon ammiccanti o dispettosi, incensi e veleni della rete. Dai metodi inflazionati di promozione che promettono a tutti un grande successo al singolare caso di Rupi Kaur, astuta regina della poesia social. La storia del libro come racconto appassionante di splendori e miserie del mondo editoriale.
Caldeggiare libri non è arte recente, la prima recensione è nata già impura, Madame de Sablé pubblicò un articolo elogiativo il 9 marzo 1665, si trattava delle "Massime" di La Rochefoucauld, prima di pubblicarlo lo fa leggere all'autore suo amico, e concordano il modo migliore di fare del bene al libro. I libri hanno sempre avuto bisogno di qualcuno che ne parli, possibilmente in modo oggettivo, per difenderli dall'indifferenza. Un libro odierno ha vita breve, pochi mesi, come le libellule. Nel Novecento, scrive l'autore, "diventa sempre più difficile abbandonare un libro lungo le strade spaventose del mondo letterario, senza un piccolo sostegno, un aiuto, un'assistenza", ma precisa Roberto Calasso, un editore non può sostenere economicamente centinaia di volumi, non può concentrare tutta l'energia promozionale su un solo marchio come un'azienda che produce profumi. Quindi un libro oggigiorno si sostiene nei modi più disparati, l'autore stesso, i lettori sui social, sulle piattaforme come Goodreads, ma più di tutto conta il suggerimento di un personaggio che vanta milioni di follower, competente o meno, è un'altra faccenda, "uno scrittore piuttosto che corteggiare il critico di un grande giornale farebbe meglio a cercare l'amicizia di Cristiano Ronaldo, reale, non virtuale". Scherza Ambrogio Bersani, scrittore, bibliofilo, pubblicitario. Tuttavia un bel libro da qualche parte arriva, o quantomeno si sente spesso ripetere questa frase come un'antica massima del genere "la virtù porta onore". Scopro che anche la noia da letture pubbliche non è recente, Plinio il Giovane, si lamentava che ai suoi tempi (I secolo d.C.) durante le letture pubbliche di un poeta, gli spettatori abbandonassero la sala con largo anticipo, oppure uscissero durante la lettura per chiacchierare fra loro. Plinio il Giovane conclude la lettera affermando che ai tempi di Tiberio Cesare Claudio mica bisognava pregare questi fannulloni d'oggi, per farli entrare alle letture pubbliche.
Non è stato per nulla quello che mi aspettavo di leggere, ma ne esco comunque più informata e divertita.
A mio parere si tratta di un saggio sulla storia della pubblicità, con un occhio di riguardo alla pubblicità dei/nei libri, ma la lettura non è assolutamente protagonista come il titolo vorrebbe far pensare.
Belle le illustrazioni e ho sicuramente salvato alcuni passaggi da rivedere con più calma.
ATTENZIONE: se come me leggete su un treno o altro mezzo pubblico affollato sappiate che circa a metà c'è una foto di D'Annunzio nudo, in spiaggia, in posa sexy. Io non ero pronta e spero che i vicini non abbiano pensato male.
La lettura è stata molto interessante, un discorso documentato e ricco di aneddotti che mi ha permesso di scoprire altre informazioni sulla pubblicità legata all’editoria, ambito che mi interessa parecchio. Devo assolutamente segnalarvi la pungente ironia di Ambrogio Borsani, che mi ha fatto sghignazzare in non poche occasioni. Umorismo sottile, letterario e molto gradito. Unica pecca: poco spazio è stato dato alla nuova pubblicità editoriale, gli sviluppi verso questa direzione sono elencati in maniera un po’ risicata. Peccato, mi sarebbe piaciuto leggere di più!
Spunti interessanti ma tante, tantissime divagazioni e nessun approfondimento, nemmeno sull'argomento che dovrebbe costituire il fulcro del libro. Peccato.
(Also, se leggo un'altra volta la frase "I giovani non leggono perché passano tutto il loro tempo sui social" mi scatta automatico un "ok boomer")
M'ha fatto allo stesso tempo scassare dalle risate e genuinamente riflettere sugli argomenti proposti, specialmente nei capitoli finali. Un libro che denota un grandissimo amore da parte dell'autore verso, ça va sans dire, l'oggetto stesso dell'indagine (le citazioni che aprono i vari capitolo sono poi sempre efficacissime e soprattutto argute).
Recensione presente nel blog www.ragazzainrosso.wordpress.com 3.5 stelline Come tutti gli ambiti del commercio, anche quello editoriale non è esente dalla pubblicità. Oggi si utilizzano mezzi perlopiù virtuali quali social, post su internet, ma in passato? In che modo i libri venivano fatti conoscere al pubblico? A rispondere a questo interrogativo è l’autore del saggio, il quale traccia un excursus partendo dall’invenzione della stampa sino ai giorni nostri.
Più che della sola pubblicità editoriale questo saggio affronta il tema della storia della pubblicità ad ampio spettro (includendo anche quella editoriale ma essa non è l’unico focus di discussione).
Ciascun capitolo è dedicato a un momento storico. Quelli anteriori al’900 presentano più che altro raccolte di aneddoti, mentre dal ‘900 in poi la narrazione si fa più interessante poiché si affrontano argomenti quali la promozione della lettura, le recensioni, gli autori che diventano testimonial di loro stessi, lo scandalo come metodo alternativo di pubblicità sino alle presentazioni in libreria.
L’edizione è curatissima: sono presenti tantissime illustrazioni, citazioni e un ricco apparato bibliografico utile per quanti vorrebbero approfondire argomenti specifici. Certo, è una trattazione piuttosto breve, ricca di divagazioni, quindi spesso si ha la sensazione che alcuni argomenti non siano stati approfonditi a sufficienza.
Lo stile della prosa è scorrevole, anzi a tratti anche ironico così da rendere fruibile e godibile da parte di un pubblico eterogeneo.
Un’opera che con grande semplicità vuole dimostrare che i rapporti tra lettura e pubblicità esistono praticamente da sempre.
Esplorazione originale di un tema stimolante, il rapporto tra lettura e mondo della pubblicità. Libro curioso, per curiosi che amano i libri e tutto ciò che vi sta attorno. Scritto da un pubblicitario, la tesi principale è che i rapporti tra industria editoriale e pubblicità sono sempre esistiti.
Se i primi capitoli, dedicati ai secoli anteriori al Novecento, sono più raccolta di episodi che trattazione organica, la parte novecentesca è certamente la più interessante. Saranno i futuristi a sdoganare definitivamente la pubblicità, che in precedenza era considerata potenzialmente corruttrice dell'impresa letteraria. Da qui in poi sono innumerevoli i percorsi che pubblicità e libro percorrono insieme: la promozione della lettura (attraverso messaggi brillanti o testimonial di grido), la promozione di singoli libri (La Storia, Via col vento), gli scrittori come testimonial di se stessi o di altri prodotti non editoriali (Hemingway e Steinbeck per la birra Ballantine Ale), le recensioni pilotate dagli uffici stampa, la pubblicità inserita nel corpo narrativo, lo scandalo come formidabile veicolo pubblicitario "gratuito", le presentazioni in libreria.
Saggio scritto in modo semplice, diretto, si legge con facilità.