È il 1898, un freddo mese di novembre. Sulle arcigne montagne tra l'altopiano di Asiago e la val Brenta, a Nevada, gli abitanti sono ormai quasi del tutto la maggior parte di loro, oppressa da una spaventosa povertà, ha abbandonato i luoghi d'origine per emigrare in America in cerca di fortuna. Jole ha compiuto vent'anni e cresce sempre più bella mentre la sua giovane sorella Antonia ha seguito la vocazione religiosa e ha deciso di farsi monaca; il fratellino Sergio è preda di strani tremori dovuti a una causa misteriosa e viene affidato alle cure della "Santa", la guaritrice di un paese vicino. La momentanea apparente quiete della zona viene sconvolta quando entrano in azione due banditi che hanno intercettato il tesoro di lingotti guadagnati dal capofamiglia Augusto nel vecchio contrabbando con l'Austria-Ungheria. Jole si troverà da sola a fronteggiare il mossa da una sete di vendetta e armata soltanto del fucile paterno, si lancerà con l'inseparabile destriero Sansone sulle tracce degli assassini per fare giustizia. Ad accompagnarla saranno ancora una volta il vento e le stelle, che la circondano in uno scenario mozzafiato. Durante l'inseguimento, Jole attraverserà all'ultimo respiro boschi e paesi innevati e supererà continue difficoltà, senza mai perdere la determinazione che la contraddistingue, in accordo con la magia della natura e la fedeltà ai propri valori, lungo un viaggio che la costringerà ad andare molto più lontano di quanto avesse mai immaginato. "L'ultima patria" è il secondo romanzo della "Trilogia della Patria".
Matteo Righetto è nato nel 1972 a Padova, dove insegna Lettere. Ha pubblicato Savana Padana (TEA, 2012), La pelle dell'orso (Guanda, 2013), da cui è stato tratto un film con Marco Paolini per la regia di Marco Segato, Apri gli occhi (TEA, 2016, vincitore del Premio della Montagna Cortina d'Ampezzo) e Dove porta la neve (TEA, 2017). Scrive articoli di cultura per Il Foglio. I suoi libri sono stati tradotti in diverse lingue e, in particolare, L'anima della frontiera è diventato un caso letterario con traduzioni già avviate in molti paesi, tra cui Gran Bretagna, Australia, Canada, Germania e Olanda, prima ancora della sua pubblicazione in Italia.
《 Pensò a come la bellezza delle foglie , di ogni singola foglia del bosco , consistesse nella loro unicità. Ognuna di esse era diversa dalle altre, non ve ne esistevano di uguali, come fiocchi di neve. 》 ~ 《Aveva fatto una scelta, e questa scelta l'aveva presa con convinzione, dopo ore e giorni di riflessione . Aveva sentito la necessità di voltare pagina. Anzi, di cambiare libro. Di chiudere gli occhi durante un giorno qualunque e riaprirli in un altro. 》
La famiglia De Boer è l'unica che è rimasta a Nevada tra l'altopiano di Asiago e la val Brenta, la migrazione verso l'America è il boom di questi anni, siamo nel 1898. La vita è sempre più dura, la sopravvivenza sembra essere il problema più grosso e ogni piccolo imprevisto si trasforma in una mancanza. Siamo nel mese di Novembre, la neve è un prato immenso che fa da panorama, l'Antonia sorella di mezzo segue la sua vocazione e andrà in convento per diventare monaca, mentre Sergio il fratello di dodici anni, è stato punto da qualcosa o ha una strana malattia, sembra aggravarsi a tal punto che la Jole, contro il volere del padre, lo porta in paese dalla santa, un'anziana che tutti chiamano in quel modo perchè altro non è che una guaritrice. Proprio mentre i due fratelli sono in viaggio verso il paese, due balordi che da tempo osservavano gli spostamenti del capofamiglia De Boer, depredano il tesoro di lingotti d'argento e di rame, guadagnati da Augusto quando faceva il contrabbandiere tra l'Austria e l'Ungheria. Ma la difesa dei propri averi si trasforma in tragedia che la Jole scoprirà al suo ritorno. Mamma e papà sono stati brutalmente uccisi e la sua sete di vendetta sarà immediata. Il viaggio a cavallo con l'inseparabile Sansone e il suo fucile, farà da sfondo ad un epico senso di riscatto. Alla Jole non piacciono le frontiere, le piacciono gli orizzonti. Siamo al secondo volume dei tre previsti con protagonista la Jole ventenne, giovane donna in cerca di se stessa, di giustizia e di un futuro. Non sto quindi a riassumera la puntata precedente dove prende forna questa eroina antica ma moderna e dove l'ho conosciuta. Il libro scorre velocemente tanto che non mi sono accorto di finirlo, naturalmente il finale fa da prologo all'ultimo capitolo che ancora deve venire. C'è molta natura, molta montagna e vita in esse. Righetto non si smuove dal suo stile che lo ha fatto apprezzare, credo sia la scelta giusta.
Una scrittura elementare, una trama quasi infantile, le ambientazioni banali e povere di descrizioni, i dialoghi davvero brutti. Chissà perché ho deciso di leggerlo.. un agosto poco fortunato finora.
È il terzo che leggo della Trilogia della frontiera, anche se cronologicamente è il secondo pubblicato. Devo dire che gli altri due mi erano piaciuti in sacco, tanto che ad una serata con l’autore mi ero proprio emozionato. Invece questo mi ha lasciato con l’amaro in bocca. Forse la Jole non ha più nulla di nuovo da dirmi: la sua vita dura che più dura non si può, i suoi monti e soprattutto l’accanirsi del destino contro di lei. Tutto ormai un po’ scontato e 220 pagine che potevano tranquillamente essere 150 per come sono impaginate. Insomma ci sta ma un gradino sotto.
Un po' deludente come seguito di L'anima della frontiera. Lo stile narrativo è perfetto per raccontare paesaggi, escursioni fra boschi e foreste, la natura incontaminata della montagna. In questo romanzo però il focus è su azioni, sentimenti e pensieri, e il racconto risulta forzato e lascia una sensazione di artefatto, tutto suona poco naturale. Le riflessioni su frontiere, patria, sul destino dei poveri e sul bene e male, spesso sono ripetitive, e (a prescindere che siano condivisibili) appaiono spesso fuori luogo: un corpo estraneo, invece di essere integrate nella trama.
Continuing the trilogy from South of the Border, the tale of Jule and life in the mountains continues two years on.. I was hooked- the pace is good and the character further developed. There tribulations she endures are concise and as reader you are willing Jule onwards.There is no denying the visualising of this story as a mini series in the future .It will be intriguing to see how the saga concludes. It’s a shame the publisher made the date typo error on the back cover...
Tra i tre della serie, forse è quello che mi ha coinvolto maggiormente. La forza della protagonista, il tuffo in un passato ben raccontato, le riflessioni sulla vita e sulla felicità tra un capitolo e l'altro. Questo mi è piaciuto.
Secondo volume della trilogia della frontiera. Se il primo, con dei se e dei ma, mi era tutto sommato piaciuto, questa volta son rimasta decisamente con l’amaro in bocca. Tutto sa un po’ di scontato, di già visto, di ripetitivo. A questo si aggiungono le criticità che avevo riscontrato anche nel primo volume: dialoghi improbabili e scontati, personaggi tratteggiati in modo grossolano e un numero, per me eccessivo, di coincidenze rocambolesche.