Carlo Cottarelli ha goduto per qualche tempo di grande attenzione mediatica. È stato nominato commissario straordinario alla spending review, dal suo lavoro dovevano arrivare milioni di euro per le esauste casse dello stato italiano, al termine del suo mandato è stato invitato in tutte le televisioni e intervistato da tutti i giornali. A distanza di mesi, Cottarelli affida a questo libro le sue riflessioni, i suoi ricordi, le sue diagnosi per cercare di spiegare al grande pubblico uno dei grandi misteri dell’ quell’enorme calderone che è la nostra spesa pubblica.Senza tecnicismi ma senza tralasciare nulla di importante, Cottarelli ci guida nei meandri del bilancio statale, facendoci scoprire man mano il grande meccanismo che regola la nostra vita di cittadini, un meccanismo di cui abbiamo solo una vaga percezione, al tempo stesso minacciosa e sfocata.Dove vanno a finire tutti i soldi che paghiamo con le tasse? Davvero spendiamo troppo per i servizi pubblici? Perché si finisce sempre a parlare di tagli alle pensioni? Sprecano di più i comuni, le regioni o lo stato centrale? Perché tutti i politici dicono che taglieranno gli sprechi e nessuno lo fa mai? Ma gli altri paesi come fanno?Un libro chiaro e autorevole, per fare le pulci alla macchina statale italiana, al di là dei luoghi comuni e delle polemiche perché analizzare un bilancio statale può sembrare arido e difficile, ma con la guida giusta può diventare la lettura più acuta, sorprendente e accurata di un paese intero.
Carlo Cottarelli is an Italian economist. From 1981 to 1987, he worked in the Research Department of the Bank of Italy and in Eni from 1987 to 1988. Starting in September 1988 he began working for the International Monetary Fund. On 1 November 2014, he was appointed Executive Director of the International Monetary Fund Board. From 30 October 2017 he is the Director of the Observatory on the Italian Public Accounts (CPI) of the Università Cattolica of Milan.
Ho seguito la parabola di Cottarelli come revisore della spesa dall'inizio alla fine. Da quando fu nominato dal Governo Letta (convinto da Saccomanni, come dice lui stesso nel libro) a quando si é dimesso recentemente sotto il Governo Renzi. Me ne sono interessato perché sono fermamente convinto che uno dei nodi storici della societá italiana sia il moloch rappresentato dalla spesa pubblica. O se volete, detto in soldoni, dagli "sprechi" pubblici. Anni fa Rizzo e Stella ci costruirono su un best-seller, il famigerato "La casta", che secondo me ebbe il merito di portare alla luce storie esecrabili ma che ebbe anche il demerito, cavalcato poi dal peggior populismo, di fungere da panacea di tutti i mali italioti. Mi spiego meglio: si é instillata negli ultimi anni l'inveterata idea che tutti i mali italiani si risolverebbero se si azzerassero i vizi ed i vizietti della classe politica ladrona. Il che é palesemente falso se si guardano i conti. Questo é successo perché non si ha una conoscenza dettagliata della spesa pubblica di uno Stato e non si riesce a capire, in ordine di grandezza, quanto contribuiscano i costi della politica e quanto, ad esempio, il sistema previdenziale.
Cottarelli con questo libro ci fa diversi favori. Il primo é mettere ordine e chiarire per bene in cosa consiste la spesa pubblica, come é suddivisa, quali sono le maggiori voci di spesa, come si decide e quale impatto puó avere. Giá questo basterebbe a dare dignitá al libro, visto che molti dei miti italici cadrebbero dal piedistallo (penso alle ciance sul costo della sanitá, al parassitismo statale ed altri allegri luoghi comuni). Il secondo favore che ci rende é quello di illustrare il lavoro svolto come Commissario, quali riforme sono state portate avanti, cosa é stato implementato e perché. Il che, sebbene l'autore rimarchi praticamente ogni tre per due che "si puó fare di piú", fornisce un minimo di contraltare alla visione di un paese "immobile". L'ultimo grande favore che fa Cottarelli é quello di indicare la strada da seguire, cosa altro si puó fare e come si dovrebbe gestire la spesa pubblica negli anni a seguire. Il tutto con l'ulteriore pregio di un tono che ha ben poco di politico e molto quello del servitore dello Stato, evitando economicismi (anche se io qualche tavola e tabella le avrei apprezzate molto) e spiegando ripetutamente i concetti base.
Se avete un minimo di amore per la res publica vi consiglio caldamente di leggere questo libro, fosse solo per il fatto che vi renderá molto piú semplice capire quando il politico di turno sta ciurlando nel manico.
Libro interessante, particolarmente tecnico, che mette bene in luce tutto ciò che potrebbe essere fatto per rendere più efficiente il settore pubblico italiano. Unica (grande, a mio avviso) pecca è la mancanza totale di grafici che riportino trend di determinati indici e paragoni con altre nazioni.
È un libro molto interessante. È scritto da un economista che ovviamente e doverosamente non entra nel merito della natura di molte spese. Non deve. In alcuni casi questo lo porta ad avere un atteggiamento ragionieristico. Ma è giusto partire dai numeri. Ne ho tratto due impressioni. La prima è che gran parte dei soldi sono bloccati in previdenza e spesa del personale. Cioè lo stato assistenziale e datore di lavoro. Difficile uscirne, a breve quanto meno. La seconda è che tutti parlano di sprechi, ma mi pare che il vero nostro male sia la scarsa crescita. Certamente possiamo tagliare e spendere meglio come illustra Cottarelli. Ma l’origine dei nostri guai è che non cresciamo. Dovremmo cominciare da qui, sia nel pensare i tagli che nel definire dove spendiamo le risorse disponibili. A partire dal Recovery Fund, ovviamente.
ottimo. scritto bene, scorrevole ma mai banale, ben documentato ed esaustivo. E'un vero peccato che il governo italiano non abbia saputo trattenere un revisore di questa qualita'. Spero che Cottarelli possa un giorno non lontano essere il nostro nuovo ministro di Economia e Finanze.
Non certo una lettura avvincente. L'ultimo capitolo che spiega le difficolta` incontrate e` molto interessante. La mancanza di tabelle ma sopratutto di grafici e` imperdonabile anche se l'autore spiega che e` stato l'editore a raccomandarsi di non inserire grafici...
Per me Cottarelli è una garanzia. So che ogni volta che leggo una sua opera, questa sarà chiara, coerente e neutrale il più possibile. Tagliare la spesa pubblica è un argomento delicato, soprattutto perché è solitamente argomento di basse controversie politiche. In questo libro invece l'analisi degli elementi che la compongono è puntuale ed analitica, e ci si può fare un'idea riguardo la complessità della nostra spesa.
Cottarelli è un bravissimo divulgatore, e anche questo libro lo dimostra. Chiaro ma rigoroso. Tuttavia, tra i suoi libri che ho letto, è il più noioso, ed è anche "invecchiato", visto che fa riferimento al suo lavoro di revisore della spesa pubblica nel 2014, nel frattempo alcune cose sono cambiate. Resta comunque interessante, in parte, per certi meccanismi descritti che credo restino attuali
Carlo Cottarelli scrive nel 2015 un libro divenuto col tempo un saggio sul costo della Pubblica Amministrazione. Forse servirebbe una nuova edizione che tenga conto dei numeri e delle novità legislative degli ultimi nove anni, ma rimane comunque un perfetto biglietto di ingresso per chi vuole iniziare a capire come funziona uno stato e quali sono i suoi costi.
Un libro interessante e ben fatto. Ho apprezzato lo sforzo nel sintetizzare temi così complessi legati alla spesa pubblica, anche se è evidente che servirebbero pagine e pagine per approfondire ogni aspetto. E resta la vera sfida nel tradurre questi consigli in pratica da parte dei governanti con il consenso degli elettori. Possibile?
Cottarelli è un volpone, ed evita di farsi trascinare in una recriminazione (giustificata) su come la sua missione sia stata castrata fin dall'inizio. Solo occasionalmente si lascia sfuggire frasi come "mi sono già fatto troppi amici a Roma..." La sua vendetta si compie mostrando le carte: cioè spiegando che effettivamente la spesa si può tagliare, non accusando "la casta" ma applicando una serie di operazioni intelligenti a cui devono contribuire più o meno TUTTI i cittadini. "Cari italiani, ora sapete, se volete farlo tocca a voi".
Good book, but most of the content was already known to anyone who read an economics paper or listened to some tv programme about politics and economics, so I found very little new information there. The frustrating thing is that Mr. Cottarelli was in charge with the spending review in Italy, but left after only one year because someone didn't let him finish his job; no surprises, after all, since we're in Italy after all.
Un libro interessante, ma la maggior parte dei contenuti era già stato reso noto tramite interviste su giornali economici o trasmissioni di economia e politica, cosicché ho trovato ben poco di nuovo. La cosa più frustrante è il fatto che Cottarelli era stato nominato commissario alla spending review, ma ha dovuto lasciare dopo solo un anno in quanto non gli hanno permesso di terminare il lavoro; nessuna sorpresa, siamo in Italia.