Le poesie di Audre Lorde sono necessarie per comprendere a pieno come le poesie non siano solo strumento di narrazione dell'esperienza emozionale, ma anche metodo attraverso il quale si concretizza la lotta intersezionale per i propri diritti. Partendo dall'esperienza di discriminazione delle persone razzializzate, Lorde identifica come sue "sorelle outsider" non solo le donne, non solo le donne nere, non solo le donne nere lesbiche - ma tuttə coloro che abbiano vissuto sulla propria pelle un'esperienza di oppressione. La poesia diventa così una delle tante pratiche dell'attivismo, attraverso cui condensare e condividere l'eredità del dolore condiviso ma anche la gioia di essere comunità, di trasmettere la propria ascendenza a tutte le figlie e a tutte le madri, di ricordarci perché lottiamo: perché nessuna donna, nessuna persona, può essere proprietà o ostaggio di un uomo, di uno Stato, di una religione, di un'ideologia.