Forse devo tenermi lontano dai libri di Boncinelli. Anche questo mi ha irritato parecchio, anche se non come l’altro suo che ho letto, Io e lei.
Si tratta di un excursus storico-scientifico, a modo suo anche molto interessante, sull’universo, sia quello grandissimo dello spazio che quello piccolissimo dell’atomo. Il problema sta nei capitoli in cui viene affrontata con molta arroganza l’idea della vita extraterrestre. Beninteso, non nei confronti degli ufologi, che per la loro idiozia se lo meriterebbero pure, e il suo punto di vista non è nemmeno quello del negatore assoluto, anzi; il sarcasmo è tutto per l’uomo incapace di pensare alla vita extraterrestre altro che come forma umana o almeno animale, bilanciata tra l’idea di odiosi invasori e quella di fiabeschi esseri buoni e gentili tipo ET. Farsi qualche ripasso sul concetto di simbolo, di mito, di inconscio collettivo pare brutto? E meno male che non si mette a dare dei deficienti agli antichi greci per essersi immaginati tutto un pantheon di dèi umanissimi e una raccolta di miti fondanti (beh, però, rileggendo certe parti del libro ci va molto vicino). Altro fastidio l’ho provato leggendo il rant contro gli antiscientifici e la difesa della scienza del nono capitolo. Giustissimo picchiare in testa agli ignoranti no-vax e sciachimicisti, ma nell’equilibro di questo libro, che dovrebbe parlare di tutt’altro, è del tutto superfluo; poi, il pensiero come espresso qui pare troppo obbedire alla logica di dare patente di legittimità esistenziale solo a ciò che può essere ridotto a cifre, teoremi, numeri e leggi naturali. Ed è una visione piuttosto limitata, oltre che pericolosa.