La scrittura poetica è qualcosa di ineludibile, chiama in continuazione e non ci si può sottrarre. Anche a dispetto di un destino che sembra altrimenti segnato.Nata in una famiglia povera, lettrice appassionata fin da bambina ma costretta a lasciare gli studi per lavorare come operaia e contribuire così al sostentamento della famiglia, Nella Nobili percorre con determinazione per tutta la vita la strada della scrittura, elaborando una poesia di pura immediatezza e che parla al cuore, intensa e vivida.La timida ragazza della fabbrica fa scelte vive i suoi amori omosessuali in un’epoca che li rifiuta; lascia Roma e l’Italia proprio quando gli ambienti intellettuali cominciano ad accorgersi di lei, per il rifiuto di quell’etichetta di «poetessa operaia» che le hanno sbrigativamente cucito addosso.Finalmente le sue poesie più belle tornano alla luce grazie alla scelta appassionata di una poetessa di oggi, Maria Grazia Calandrone. Che in quei versi sofferti ha visto la cifra distintiva della più incisiva parola poetica.
Una scoperta incredibile. Grazie al lavoro di Maria Grazia Calandrone, è nuovamente disponibile un corpus poetico di questa incredibile autrice, incomprensibilmente cancellata dalla memoria collettiva. Le sue poesie sono qualcosa di difficilmente catalogabile, ma da tempo non leggevo versi capaci di trasmettere una forza simile. Unico (grosso) neo di questa edizione: gli imbarazzanti errori ortografici e sintattici delle sezioni in francese, veramente evitabili.
[ Più in là. Bisogna andare più in là. Di noi di voi di questi orizzonti. Di queste case, di questi rumori di questi pianti di queste grida. Più in là di questa vita. Bisogna andare più in là.]
Che bella scoperta Nella Nobili 💔 Ho appena scoperto che verrà intitolata una via in suo nome qui a Bologna, evviva!