«Sono l'ufficiale di polizia Betancourt, del distretto di Paris.» «Scusi, ha detto polizia?» «Sì. Lei è da solo in casa? Può sedersi per favore?» «Sono in piedi e sono solo.» «Si sieda, per favore.» «Sono seduto.» «Bene. La chiamo perché abbiamo trovato questo numero sul cellulare di una ragazza qui a Paris; ha subito un incidente. La situazione è molto delicata. Abbiamo chiamato "casa". Quindi supponiamo lei sia della famiglia.» «Sono il suo ragazzo.» «Stiamo cercando di contattare anche i genitori, perché riteniamo opportuno che veniate il più presto possibile a Paris. Non troviamo il loro numero. Lei me lo potrebbe fornire?» «Non li conosco personalmente, mi dia un attimo.» «Bene, la ringrazio. Pensa di venire?» «Certo. Prendo un volo e arrivo.» «Bene, le lascio il numero del...» «È morta, vero?» Troppo silenzio. Lo senti subito quel troppo, è lucido come una lama. «La situazione è critica.» «È morta.» «Mi dispiace molto. La aspettiamo qui, quando potrà.» Clic. Con il cuore in apnea, Franci si imbarca sul primo aereo disponibile e arriva puntuale all'obitorio. Soltanto trenta passi lo dividono dalla cella refrigerata dove giace quel corpo da riconoscere. Varcato il portone, il tempo rallenta e a ogni passo rivede il film clamoroso e coinvolgente della sua meravigliosa storia d'amore. Lui e Marti. Vita, viaggi, discussioni, amore e bellezza, sorprese e giuramenti. Una storia fra due persone che si sono amate, donandosi il bene prezioso della libertà reciproca, qualcosa capace di superare anche la morte. Meet me alla boa è l'esordio narrativo di Paolo Stella, che impasta con strabiliante freschezza i due elementi classici del sentimento, Eros e Thanatos, aggiungendo una scrittura brillantissima. Un libro che trasmette perfettamente la sensazione totalizzante di quando l'amore si impossessa della tua vita e la cambia per sempre.
Paolo Stella (Forlì, 1975) è un creative director e influencer di grande e meritato successo. Con Mondadori ha pubblicato il bestseller Meet me alla boa (2017).
Se fossimo nel 2000, questo libro si chiamerebbe 3 metri sopra il cielo. Ma siamo nel 2018 e allora lo chiamiamo Meet me alla boa. Lo stile e il target direi che sono più o meno uguali, e con questo non voglio dire che sia un brutto libro, solo molto... banale. Stella per me non ha centrato in pieno l'obiettivo, mi aspettavo qualcosa di diverso. Certo, è una storia in cui è facile immedesimarsi, che parla di gente più o meno comune che vive situazioni più o meno comuni. Intrisa di sentimentalismo, amore e apprensione, forse un po' troppo elaborata la scrittura in alcuni punti. Si sente che l'autore arriva dal mondo dei social, con quelle frasi che ti getta lì, come un amo a cui abboccare, che puntualmente diventeranno didascalie sotto foto di paesaggi mozzafiato (perché ammettiamolo, siamo sempre tutti alla ricerca della frase perfetta). Un po' banale, ma scorre via senza troppi problemi. Classica lettura da ombrellone, di quelle che non hanno bisogno di troppa concentrazione.
Paolo Stella è un bravissimo writer, ma a quanto pare solo per post brevi. Seguo il suo blog da quando è nato e le aspettative per il suo libro erano abbastanza alte e largamente DELUSE. È un romanzo scontato, pieno di frasi che sicuro molti sottolineeranno, e a tratti anche molto Noioso. Molto più bello 3MSC di Moccia.
Potenzialmente avrebbe potuto essere una grande storia, ma è narrata in modo pessimo. Il tono è melenso e artificioso, abbondanti gli errori di lessico (una rosa non è "spanata" ma al massimo "spampanata") e grammaticali ("beneficienza" non si può proprio vedere). Più che un libro ho avuto l'impressione di leggere un lungo post su Facebook, con tante frasi ad effetto che sembrano essere state inserite apposta per venire pubblicate sui social. In sintesi: banale e superficiale. Anche un bambino saprebbe esprimersi meglio e con più originalità.
Un'altra storia che, dalla quarta di copertina, poteva essere ma non è stata. E stavolta non ho niente di positivo da segnalare e nessun elemento da salvare, mi dispiace. La trama presenta due temi importanti: l'amore (quello del "per sempre") e la morte (improvvisa). Non sono argomenti facilissimi da gestire, lo sappiamo, infatti la differenza la fa lo stile, il modo in cui l'autore riesce a coinvolgere il lettore... ecco, non è questo il caso. Qui ci troviamo davanti al racconto in prima persona del protagonista farcito di banalità e frivolezze sparate a casaccio, intervallate da frasi a effetto (?) già sentite e scritte pure male (la lingua italiana, questa sconosciuta!). Un monologo noioso e ripetitivo, che mi ha lasciato il nulla e il niente.
«Come se la regola del "meno più meno fa più" fosse un'equazione applicabile alle dinamiche del dolore cosicché due dolori sommati potessero essere una felicità.»
Lo spiegano in qualunque scuola, credo, che la somma di numeri concordi dà un numero concorde. E no, non si può soprassedere ad errori del genere, non se ti professi scrittore, non se vuoi fare il filosofo, quello che sa, che ha imparato tutto, non se ti pubblica la Mondadori. E la punteggiatura, soprattutto.
Avrei comprato questo libro a occhi chiusi, fidandomi ciecamente, perché seguo Paolo Stella e mi piace quel che scrive; anche le recensioni che ho letto in giro sono parecchio positive, e provengono da persone adulte e che scrivono in un italiano corretto. Prima di fiondarmi in libreria, però, ho voluto cercarlo su MLOL, e per fortuna! Sarebbero stati i 15 euro peggio spesi della mia vita.
Io posso capire i libri degli youtuber, dei ragazzini diventati famosi per caso, inesperti, che vogliono trarre il massimo del profitto dalla loro celebrità. Capisco i libri dei calciatori, che garantiscono un introito alle case editrici, in fin dei conti. Ma questo è un romanzo con la pretesa di fare sul serio. Non ha un target di ragazzine alle prese con il primo amore, quella può essere la scusante per i libri di Moccia, ma per questo no. A me dispiace, si sente un certo sforzo nel provare a trasmettere delle emozioni, nel provare a spiegarle, pure, ma se non si sa scrivere, ahimè, non si dovrebbe avere la pretesa di farlo, e a 40 anni passati un pizzico di umiltà e consapevolezza non sarebbero male.
Tra punteggiatura allo sbaraglio, cambi repentini di genere, nomi ai limiti del ridicolo, il protagonista con lo stesso cognome dell'autore, incontri con celebrità negli ambienti più in di Parigi (Marc Jacobs che dice al protagonista di tirar su la cerniera della patta su tutti, ma anche Amanda Lear non scherza), frasi alla Francesco Sole per pagine e pagine, Paolo Stella vuole commuovere e far riflettere su uno dei topoi più seri dell'esistenza umana: Amore e Morte. Per la legge dei grandi numeri, ogni tanto qualche frase è anche carina, ma nel complesso la serietà imposta dal tema si scontra in maniera sgradevolissima con la frivolezza (o, a tratti, con la pesantezza di frasi che vogliono essere filosofiche ma che non provengono da un filosofo, e si vede) con cui la storia è raccontata. I soldi e la popolarità non regalano il talento (che poi Paolo ne ha da vendere, solo non in questo ambito). L'impegno può aiutare, ma errori madornali come quelli citati indicano che anche quello scarseggia: fretta di andare in stampa e scalare le classifiche? Mah.
Per fortuna è un libro breve, che lo si disprezzi o che lo si ami si lascia finire in pochissimo tempo. Peccato solo per gli alberi.
Storia adolescenziale , piena di frasi e discorsi che vorrebbero sembrare filosofici ma che in realtà sono ( a mio parere ) piuttosto banali . Trama molto scontata, ho faticato ad arrivare fino all’ultima pagina . Decisamente non il mio genere .
I found it an easy read, but too cheesy... I didn't hate the protagonist but it was the usual self discovery journey of a guy and "oh praise me, look at the amazing progress I am making thanks to this lady" and chapter after chapter on his travels, upbringing etc while we know barely anything about her without him. To my surprise the last two chapters were quite moving and I enjoyed those last two more than the other 28 chapters on the book. I heard he has another book coming out soon but... not for me.
« Arrivato. La mano sulla maniglia di ottone, freddo, spingo, entro. E faccio il primo passo. Il mio primo passo in un obitorio. Il mio primo passo ormai solo. Il mio primo passo di disperazione totale, di rabbia cieca. Torno in me, al mio sedicesimo passo in questo corridoio. Non ho un iPod, non ho una canzone scelta dal destino in modalità shuffle che mi dica come stai, se mi stai pensando. Non ho un pezzo di carta porosa su cui far scorrere la mia penna per vedere se riesco a capirci qualcosa. Non ho una sconosciuta stramba che mi canta. Non ho una limonaia per limonare con te. Non ho te. Penso di non avere nemmeno me. »
3,5 ⭐️ Una bellissima storia di una giovane coppia dove purtroppo lei perde precocemente la vita e lui in trenta passi verso l’obitorio racconta i trenta passi della loro relazione. Paolo Stella è stato molto bravo a raccontare anche se l’ho trovato a tratti un po’ troppo “mieloso” per questo non riesco a dare quattro stelle. Ma sicuramente da leggere!
Una lettura dolce e carina. Probabilmente avrei apprezzato di più lo stile di scrittura se lo avessi letto qualche anno fa, l’ho trovato invece a tratti troppo ripetitivo e smielato, mi è capitato di perdermi qualche volta tra le mille ripetizioni. Si sente il sentimento però, soprattutto nella parte finale e ci sono sicuramente degli spunti di riflessione interessanti.
Ho comprato questo libro anni fa, l’ho preso e lasciato almeno tre volte. Alla terza volta lèggevo tre pagine e poi lo lasciavo a metà. L’ho finito oggi, e ho fatto una fatica immane. Sarò sincera ho pure saltato dei paragrafi, perché tutto ciò che leggevo erano frasi già sentite. Sarà che ho appena finito di leggere Una Vita Come Tante e dopo quel libro sembra che tutto faccia schifo, però questo libro è scritto per ragazzine di 16 anni che queste cose magari non le hanno ancora lette. Forse a 16 anni l’avrei apprezzato, a 28 non riesco più.
Sono molto combattuta, da una parte è un libro pieno di sentimento e questo sentimento si sente che è davvero vissuto, dall’altra non mi piace molto lo stile che avrebbe meritato di essere un po’ più pulito, si lascia leggere volentieri comunque... Forse mi fa strano leggere un libro di un influencer... però la storia ti tocca... Tutto sommato per essere un esordio non è niente male... spero solo che non diventi un altro Fabio volo ma magari sono io che sono una lettrice snob...
Niente non ce l’ho fatta. Sarà che mi ero fatta un sacco di aspettative e che trovo che Paolo sia una persona fantastica. Ma non mi è piaciuto. Sembra un tentativo più alla mio caro diario piuttosto che quello penso voglia essere un viaggio interiore a seguito di un fatto che può cambiarti la vita. Mi aspettavo qualcosa di più. Davvero un peccato.
Letto per curiosità (in quanto definito un caso editoriale) e senza aspettative. Era iniziato bene, poi è diventato troppo simielato e ripetitivo, un compendio di frasi fatte. Mi sono obbligata a finirlo perché piuttosto corto. Ma anche no. Risparmiatevelo.
30 sono i capitoli di questo romanzo. 30 sono i passi che percorriamo a fianco del nostro protagonista Franci nel momento peggiore della sua vita. Centinaia sono le emozioni che proveremo leggendo "Meet me alla boa", una storia che riuscirà a stringervi il cuore, a farvi ridere, a farvi riflettere su quanto sia importante godere di ogni singolo momento della vita.
Questo romanzo mi è capitato sotto gli occhi per puro caso, in un pomeriggio qualsiasi e credo fermamente sia stato lui a scegliere me, come tutti i romanzi che riescono a farmi emozionare in un modo incredibile. Quella di Paolo Stella è una storia scritta col cuore in mano, gettando nero su bianco le sue emozioni, i suoi pensieri. È una di quelle letture umane nel vero senso della parola, che riesce a entrarti dentro e a farti sentire meno solo.
Franci conosce Marti a Parigi e ne rimane subito affascinato. Lei, con la sua semplice bellezza, con la sua capacità di tenergli testa, di avere sempre la risposta pronta da dargli, riesce a crearsi un varco nel suo cuore. La loro storia decolla in modo naturale e capiscono di essere fatti l'una per l'altro. Purtroppo però il destino decide di mettere in ginocchio il nostro protagonista, portandogli via per sempre la donna della sua vita. In "Meet me alla boa" ripercorriamo in senso contrario la loro storia, viviamo con Franci la sua rabbia, il suo dolore, ma anche i momenti felici passati insieme a Marti.
Leggendo questo romanzo capiamo quanto la vita sia veramente imprevedibile e che in molti casi siamo solo degli spettatori. Franci ci insegna a non fermarci troppo sulle cose inutili, a non provare invidia per gli altri, a dare tutto se stessi per la persona che amiamo. Ci dice di rischiare, di fare qualche pazzia e di viverci la persona che ci arricchisce, che ci fa battere il cuore...
"La storia della metà della mela mi è sempre stata sulle palle: 'sta cosa che da quando siamo nati dobbiamo essere spaccati e incompleti alla ricerca del pezzo mancante. No, io sono una mela intera. Però con te diventiamo due belle mele, che nel portafrutta della vita una da sola fa tristezza."
Per continuare a leggere la recensione vieni sul blog (meetyourbook.blogspot.com)
"Meet me alla boa. Ogni volta che ne avrai bisogno"
Per la seconda tappa di questa settimana, dedicata al tema della perdita, ho scelto #meetmeallaboa di #paolostella , un libro che mi ha conquistata per la promessa eterna contenuta nel titolo più che per la storia in sé... 🔗 Il modo in cui l'autore racconta la storia d'amore tra i protagonisti è originale: ad ogni passo, quindi capitolo, che Francesco compie nel corridoio dell'obitorio parigino che lo condurrà a riconoscere il corpo di Marti, corrisponde un passo indietro che risale al primo incontro tra i due fino alle ventiquattro ore precendenti. 👣 Il racconto, travestito da monologo, scorre fluentemente come se Franci fosse di fianco a spiegarti il significato della promessa: quando avrai bisogno di staccare da tutto e tutti, raggiungimi alla boa, il nostro posto felice, perché sarò lì ad aspettarti...
Due piccoli nei durante la lettura: mi aspettavo di uscirne a pezzi 💔 e con qualche lacrima 😢 ma così non è stato 🤷🏻♀️; quanto alla scrittura mi è sembrata così pura da farmi desiderare un errore grammaticale o sintattico che la rendesse vera, genuina, quotidiana.
Pazzesco Unico Perfetto Qualcosa di completamente diverso di quello che leggo normalmente. Emozione profonde, che si fanno sentire tra i 30 capitoli. Ho conoscituo Paolo Stella tramite Instagram ed il suo libro di sicuro non mi ha delusa. Frasi che ti rimangano nella testa per giorni. Amore puro.
«La soluzione sta nella pazienza, credo. La pazienza di aspettare che tutto quello che ci meritiamo ci venga riconosciuto. La pazienza di credere fermamente che se le cose non arrivano subito non significa che a nostra insaputa non stiano accadendo e che lo scopriremo solo quando sarà giusto. La pazienza di fidarci di un disegno più grande di noi.» - Passo ventitré
Un libro che attraversa il dolore, passo dopo passo. Che si avvicina gradualmente alla perdita cercando di trarne gli insegnamenti che in un primo momento non riusciamo a vedere. È un'elaborazione del dolore attraverso i ricordi che ti accompagnano insieme al protagonista a rivivere gli ultimi anni della sua vita alla ricerca dei momenti più belli, per bilanciare la catastrofe che si abbatte su di lui. A tratti ironico, a tratti invece straziante, molto dolce e profondamente romantico. Bellissima lettura, da avere in libreria ❤️
Mi è piaciuto, tanto. Delicato ma allo stesso tempo “forte”. Sarò di parte perché anche il suo stile nella scrittura rispecchia i miei gusti: ricco di frasi che ho sottolineato ma ancor più di frasi che mi descrivono. Sembrava parlasse di me, di noi. Chi l’ha reputato “smielato” non ha mai, a parer mio, provato quell’amore lì. Mi ha fatto anche riflettere, e piangere. E sono sempre contenta quando accade. Ho vissuto le emozioni con il protagonista a tal punto che è stato un climax di emozioni. Non vedo l’ora di leggere un altro suo libro.
Ok non è scritto magistralmente, ok non è un capolavoro ma è una bella storia, Paolo Stella è una persona eccezionale e questo libro non è solo un libro, è un saluto sommesso e una storia d’amore bellissima; quanto sia vero lo sa solo lui, io fingo lo sia tutto, ogni dettaglio e ogni volta che Paolo (mi sembra un po’ di conoscerlo anche se non ci siamo mai visti) racconta di Francesco brilla un po’ il mondo e piange pure un po’ il cuore di chi conosce tramite lui la storia. Bellino !!
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A deeply moving story of a man reflecting on the love of the woman in his life. It pulls at your heart at page one and carries through a relationship that builds on genuine modern romance. — Language: Italian. This book is a great read for those wanting to maintain their advanced Italian language skills.
Non mi è dispiaciuto, l'autore scrive molto bene, forse a volte la storia diventa più un flusso di coscienza, una serie di considerazioni che scattano partendo da un dettaglio o da un momento vissuto. Offre spunti interessanti, forse non è la storia di per sé il fulcro, ma è l'introspezione che suscita.
Il libro che non ti aspetteresti da un influencer. Amore e Morte si rincorrono senza banalità, è un bel libro, una storia spontanea e reale a cui è facile appassionarsi e credere. Aiuta a vedere la vita da una nuova prospettiva. È intimo ed ironico quanto basta per farsi amare.
Venti passi verso la fine di un amore . La fine piu tragica e improvvisa ,la piu dolorosa e inaccetabile. Il ricordo forte e prorompente di una storia semplice ma intensissima. Attimi di grande poesia e di immensa nostalgia , senza luoghi comuni
Ho letto questo libro poiché seguendo Paolo Stella ne ero incuriosita. Flop totale per me! Per come è posta e raccontata la trama può far concorrenza ad un libro di Moccia. Anche la modalità di scrittura non è particolarmente ricercata.