L’oscuro intreccio fra politica internazionale, politica italiana, servizi e terrorismo fascista per la prima volta chiarito da una lettura d’insieme. Un libro fondamentale per comprendere il nostro presente.
Questo volume conclude un trentennio di ricerche che Aldo Giannuli – il maggior esperto nella materia – ha svolto in decine di archivi, consultando centinaia di migliaia di documenti, anche per conto di diverse Procure della Repubblica. Oltre a far luce per la prima volta su una grande quantità di episodi determinanti del periodo della «strategia della tensione», che qui Giannuli fa cominciare nel 1960 e terminare, o trasformarsi, nel 1975 (dal ruolo del SID parallelo nel golpe Borghese, alle strane morti di personaggi come Nardi e lo stesso Borghese, ai rapporti dell’ambasciata cinese a Berna con la destra europea, per fare solo qualche esempio), vengono per la prima volta messi in relazione, con un taglio scientifico e adeguata profondità d’analisi, i vari piani su cui si svolse la battaglia politica: le relazioni internazionali, in particolare fra i blocchi e con la Cina; la progettazione della «guerra rivoluzionaria» all’interno dell’Alleanza Atlantica (fondamentali alcuni documenti NATO presentati qui per la prima volta); gli equilibri di potere fra i partiti italiani; le vicende dei servizi segreti ordinarie «paralleli»; il coinvolgimento del terrorismo fascista. L’architettura di questa ricerca e le grandi novità documentarie consentono una lettura politica innovativa e finalmente completa di quel quindicennio; una lettura che contribuisce a spiegare molti drammatici aspetti del nostro presente: il dilagare della criminalità organizzata, l’esplodere della corruzione, il radicale indebolimento delle istituzioni democratiche.
Aldo Giannuli (1952) è un politologo, storico e saggista italiano. E' direttore del centro studi indipendente "Osservatorio Globalizzazione". E' stato docente di Storia contemporanea presso l’Università degli Studi di Milano e consulente parlamentare nelle commissioni di inchiesta sulle stragi (dal 1994 al 2001) e sul caso Mitrokhin (dal 2003 al 2005). Fra il 1996 e il 2008, è stato consulente giudiziario in diversi processi. Ha collaborato con quotidiani e settimanali. Ha pubblicato i volumi “Come funzionano i servizi segreti” (2009), “2012 la grande crisi” (2010), “Come i servizi segreti usano i media” (2012), “Uscire dalla crisi è possibile” (2012), “Guerra all’Isis” (2016), “La strategia della tensione” (2018) e “Storia della “Strage di Stato”” (2019), "Mafia mondiale" (2019).
Un libro deludente, del pur preparatissimo Giannuli, al quale pur se non si vuole contestare la scarsa abilità di scrivere materiale in modo avvincente, si deve pur sempre far nota del fatto che il libro è grossolanamente fuori tema, perdendosi in argomenti quali la formazione dei governi nel dopoguerra, le coalizioni , scissioni partitiche , elementi di storia e altri fattori che non hanno nulla a che vedere con il tema che il libro si propone di trattare. L’obbiettivo di portare chiarezza su quegli anni è miserabilmente mancato in questa opera, che se presentata con titolo ed obiettivi diversi potrebbe comunque rivolgersi ad un pubblico interessato
Gli Anni di Piombo sono compresi tra la fine degli anni sessanta e l’inizio degli ottanta e descrivono una pagina buia del panorama italiano: 4.000 vittime di terrorismo, separatismo altoatesino, mafia e tentativi di coup d’etat da parte dei servizi occulti.