Unica donna a partecipare all’impresa dei Mille, protagonista del Risorgimento, per vent’anni moglie di Francesco Crispi, Rosalia Montmasson fu cancellata dalla storia, rimossa dai libri e dalle memorie dell’epoca. Maria Attanasio ne ha seguito le tracce, scavato tra cronache e documenti, si è appassionata alla vita di questa donna dal temperamento straordinario, ribelle a ogni condizionamento e sudditanza. E ce la racconta in un romanzo sulla libertà di pensiero che è quasi una storia al femminile del Risorgimento.
Rose (o Rosalia) Montmasson è l'unica donna partita da Quarto insieme ai Mille. Era la moglie di Francesco Crispi e nonostante la sua contrarietà e i suoi e tentativi di farla desistere è partita ugualmente.
Poi, certo, in Sicilia se ne sono aggiunte altre ma lei è stata l'unica giubba rossa che ha avuto l'onore di essere ritratta nell'album dedicato ai Mille del fotografo Alessandro Pavia.
Sono andata a controllore appositamente nei miei vecchi libri di storia. Nessuno parla di lei, nessuno parla più dello scandalo che la coinvolse insieme al marito e nessuno racconta del trattamento vergognoso che ha avuto.
Rose era la moglie di Francesco Crispi, un repubblicano mazziniano che ha fortemente voluto Garibaldi e l'impresa dei mille salvo poi convertirsi alla monarchia una volta entrato in parlamento, prima come deputato poi come primo ministro. Ma nn si parla dello statista qui.
C'è una cosa, un fatto molto personale che riguarda quest'uomo potente.
"Fransuà" ha ripudiato sua moglie e sposato un'altra donna quando mancavano circa 100 anni all'introduzione del divorzio in Italia.
Sembra una storia abbastanza banale, vecchio potente che "cede" alle grazie di una giovane bella donna e poi legalizza tutto quando lei rimane incinta.
Ma era illegale.
Scoppia uno scandalo, ai tempi di Crispi il matrimonio è un legame indissolubile che solo la morte può spezzare.
Quando si viene a sapere parte un processo contro bigamia molto seguito dall'opinione pubblica e che però, incredibilmente, si risolve con la dichiarazione di nullità del matrimonio con Rose.
Rose, che ha mantenuto il marito negli anni delle difficoltà e che è stata buttata via per far posto a un'altra.
Questo romanzo storico ha l'obiettivo per me riuscito di strapparla all'oblio, di renderle giustizia e racconta di come in fondo le cose nn cambino mai. I potenti vincono sempre.
Un libro che ha tanti pro e tanti contro - ma alla fine messi sulla bilancia i pro sono talmente importanti che scavalcano e offuscano i contro. Il più significativo: "La ragazza di Marsiglia" permette di riscoprire un personaggio del nostro Risorgimento realmente esistito. Una donna che ha attraversato un pezzo cruciale di storia d'Italia e che è stata legata con uno dei politici più noti di quell'epoca, uno a cui ancora oggi sono dedicate strade e piazze in tutte le città d'Italia: Francesco Crispi. Una donna di cui, per squallidi motivi di opportunismo politico, è stata a un certo punto letteralmente cancellata l'esistenza.
E dunque brava, Maria Attanasio, per questo lavoro di ricerca su Rosalia Montmasson, l'unica donna a partecipare all’impresa dei Mille nel 1860. Per il racconto accorato e spietato dell'amore di Rosalia e Francesco, prima che lui diventasse Crispi, e poi quando stava diventando Crispi, e infine .
I contro, per me, sono una prosa non sempre fluida, a tratti ripetitiva, e tanto (troppo?) fantasiosa. Ammetto che non sono una grandissima fan delle biografie romanzate, dunque sulla carta già fin dall'inizio questo libro non faceva per me. E invece l'ho apprezzato moltissimo, e già mi è capitato di regalarlo.
Una storia da conoscere, quella di Rosalie Montmasson, unica donna che fece parte della spedizione dei Mille. Moglie di Francesco Crispi, venne dimenticata dalla storia. Tra l'altro, Crispi, accusato di bigamia in quanto in vecchiaia sposò una ragazza molto più giovane di lui, fece un modo, tramite la sua fitta rete di conoscenze e potenti, di essere scagionato dall'accusa, sebbene la scrittrice abbia trovato tutte le prove sul valore legale del primo matrimonio. Bella la vicenda e la ricostruzione, meno riuscito il racconto che, in qualche punto, ostenta un linguaggio inutilmente ricercato.
"Sul terreno dei principi, Crispi è quello di sempre; ma, come solitamente avviene, la posizione di deputato ha modificato la sua condotta e la sua tattica senza che egli se ne renda conto." [Da una lettera di Mazzini]
Sapevate che nella spedizione dei Mille c'era una donna? Io no. So molto poco di quel pezzo di storia, nonostante sia il capitolo che ha dato forma allo stato in cui vivo ora. Ma la storia di Rosalie Montmasson è difficile da conoscere, visto che il marito, il potente Crispi, ha fatto di tutto per cancellarla. Maria Attanasio le dà la voce che non ha avuto negli ultimi 150 e passa anni. Una donna che ha vissuto per la libertà e per l'amore verso quell'uomo che ha tradito lei e i suoi ideali. Una donna che ha rinunciato a quell'amore perché la libertà viene prima. La figura di Montmasson, secondo me, aiuta a capire appieno cosa è stato il Risorgimento, cosa avrebbe potuto essere (con Mazzini, si ragionava sulla parità tra uomo e donna come primo passo per l'uguaglianza universale. Poi quando è nato il Regno, Mazzini è stato incriminato e i suoi seguaci perseguitati) e quanto sia retorico il racconto che se ne fa. Come in tutti i momenti di crisi nella storia, le promesse vengono disattese e chi è dalla parte dei vincitori ha il potere. Per la gente comune, nulla cambia, o anzi peggiora (spacca il cuore il destino di tanti dei Mille, che avevano lasciato la vita per la causa e che si sono ritrovati in miseria nel Regno). Mi è piaciuto molto lo stile con cui è scritto questo romanzo, che alterna la finzione alle citazioni dirette delle fonti.
"... E la risposta di Rosalie, "Il rispetto non è obbedienza"."
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Una vera e propria scoperta. Attanasio restituisce all'unica donna dei Mille il posto nella storia che merita. Mi dispiace che da questo libro Crispi esca così male. L'abbandono degli ideali, le scappatelle, lo scarso sentimento paterno... non lo guarderò più con gli stessi occhi.
I capitoli finali contengono scritti che aiutano a capire ancora meglio la figura di Rosalie e ci regalano un assaggio della genesi del manoscritto. Mi aspettavo più dialoghi, ma meno completezza storica. Non avvicinatevi a La ragazza di Marsiglia trattandolo come un romanzo perché è molto di più.
Storia incredibilmente interessante e frutto di una minuziosa opera di ricerca storica di una figura femminile completamente cancellata dalla storia successiva. Un'opera lodevole che dovrebbe essere promossa a scuola dove si tende sempre a incentrare la storia sulle figure maschili.
La forma del racconto è ibrida, a metà tra in romanzo, un saggio e una biografia.
L'impresa dei Mille raccontata come HERstory. Abbiamo bisogno di queste ricostruzioni storiche. Complimenti all'autrice.
Storia molto interessante di Rosalie Montmasson, unica donna ad aver partecipato alla campagna dei mille di Garibaldi, nonché moglie di Francesco Crispi. Ho trovato lo stile della Attanasio poco interessante. Probabilmente la prosa sarebbe riuscita meglio se avesse scelto di non farne un romanzo di fiction -che non le riesce bene- ma se ne avesse fatto una ricostruzione storica Pura e semplice.
Una vicenda stranamente dimenticata. La parte romanzata è ben bilanciata dalla parte "storica", dove l'autrice quasi spiega come ha creato il racconto partendo dai documenti che è riuscita a trovare.
Nè romanzo, nè saggio. Parte bene come narrativa poi diventa cronaca storica. Peccato, perchè l'ambientazione era resa in modo eccellente e così i personaggi.
Romanzo storico che cerca di ridare dignità storica - a mio avviso riuscendoci - alla figura di Rosalia Montmasson, unica donna ad aver preso parte alla spedizione dei Mille e devota moglie di Francesco Crispi. Attingendo abbondantemente da fonti storiche, l'autrice sviluppa la narrazione e i personaggi - tra i quali spiccano quelli della savoiarda e del marito - colmando le lacune sul piano storico con la finzione, a tratti verosimile, quando non con l'interpretazione di eventi e fatti storicamente verificabili. Interessante la descrizione fisica e sociale dei luoghi in cui si sviluppa la narrazione. Vengono, infatti, delineati contesti e spaccati di vita della Palermo borbonica, dei luoghi di esilio della coppia - all'epoca delle cospirazioni repubblicane - Malta, Parigi, Londra, delle capitali dell'Italia post-unitaria. Lettura consigliata per scoprire la storia di una protagonista dimenticata del Risorgimento italiano.