Nella Milano di metà Ottocento sul baratro di una guerra civile, una credenza popolare si diffonde come un virus fra la gente: la Luna collasserà presto sulla Terra. L'astronomo Alien Meyer è rimasto l'unico a non crederci.
Bei disegni, bella idea: una Milano in rivolta, stile 5 giornate o rivolta del pane manzoniana, per una paura irrazionale. Avrei preferito se la vita di Allen Meyer non si fosse mischiata a quella dell'autore, speravo fosse qualcosa di semplicemente distopico/post apocalittico su sfondo ottocentesco.
. Questo, in sintesi, il tema di questo romanzo grafico.
Allora, l'ho comprato su Vinted insieme ad altri due volumi del Beccogiallo ed ero sicura che fosse un'altra delle biografie per cui la casa editrice è famosa.
Sbagliato.
È un racconto di finzione ambientato a Milano al tempo degli austriaci in cui, oltre al problema dell'occupazione, si aggiunge anche la falsa credenza che la luna sarebbe caduta sulla terra di lì a poco. Oltre a questo, ci son poche tavole che fanno da cornice dedicate all'autore, che ha lo stesso problema del protagonista del racconto.
La parte dedicata all'autore è... insipida e inutile. Non aggiunge nulla alla storia di Allan Meyer. Ruba solo spazio. La parte dedicata ad Allen Meyer è superficiale?! Forse Castaldi inserisce troppi temi molto diversi tra loro che non riesce a giostrare nel modo corretto. E quindi la trama lascia un po' a desiderare.
Però le tavole e i disegni sono una favola. Castaldi è un grande. Purtroppo non basta a salvare questo volume.
E fortuna che l'ho preso per qualcosa come 8€ invece dei 24 del prezzo di copertina.
Puoi essere la persona più razionale del mondo, ma a volte ti cade comunque la luna in testa. L'ho trovato un po' debole nel finale. Tra l'altro mi aspettavo qualcosa di diverso, tendente all'horror, ma questo riguarda i film mentali che mi faccio leggendo tre righe di sinossi
D'altronde. come sosteneva Johann Gottlieb Fichte, filosofo e concittadino di Galle, "l'umanità respinge il cieco caso e il potere del destino. Essa ha in mano il proprio destino". (65)
Una piccola delusione. Avevo preso questa graphic novel incuriosita dalla sinossi che prometteva un racconto apocalittico in una Milano di metà Ottocento. Tuttavia, ho trovato la storia un po' debole. In particolare, per quanto riguarda il finale che, secondo me, è stato un po' affrettato e confuso. Inoltre, non ho capito il motivo per cui all'interno della storia, tra un capitolo e quello successivo, siano state inserite delle tavole che raccontano la vita dell'autore. Principalmente perché queste erano talmente poche e frammentate che ho dovuto soffermarmi a lungo e rileggere per capire cosa stesse accadendo. Tuttavia, ho apprezzato moltissimo i disegni!