Per illustrarci i temi chiave sui quali la filosofia da sempre si interroga, Ermanno Bencivenga ha scelto un linguaggio insolito: quello delle favole. Ne è nato, nel 1991, uno dei libri più originali e di maggior successo della divulgazione filosofica italiana, La filosofia in trentadue favole, poi ampliato in diverse edizioni successive fino ad approdare a La filosofia in ottantadue favole. In queste pagine il noto filosofo torna a parlarci di un mondo nel quale la magia è negli occhi di chi guarda, nella continua meraviglia di chi osserva le cose con l’innocenza di un bambino, di chi gioca a chiedersi «perché» sapendo che ogni risposta cela sempre in sé una nuova domanda. Perché è proprio dal senso di stupore, dall’incantamento con cui i bambini ascoltano le favole che nasce la riflessione filosofica.
Ermanno Bencivenga (Reggio Calabria, 1950) è un filosofo e saggista italiano. Dopo la laurea in filosofia alla Statale di Milano, Bencivenga ha lasciato presto l'Italia, trasferendosi prima in Canada per gli studi di dottorato e poi negli Stati Uniti, dove ha intrapreso la sua carriera accademica insegnando, dal 1979, all'Università della California a Irvine.
Più che favole , forse , sono dei meri incipit che iniziano una storiella senza nemmeno terminarla , lasciandola semplicemente in asso. Devo ancora capire ,per altro, il senso del libro che butta tante storielle , appena abbozzate, dove devi essere tu a estrapolare ,se non inventarti una "morale" filosofica. Un testo dal titolo assai fuoriviante e pretestuoso che annoia e forse solo irrita per la sua banalità e vacuità. Pochissime sono delle vere favole , quelle riuscite meglio per altro, il resto è solo un futile e pedante esercizio di stile per chi si approccia alla scrittura senza grossse idee nel mentre. Mi ha deluso proprio questa mancanza di filosofia e morale perché come leggo altrove "la favola è accompagnata da una morale, cioè da un insegnamento relativo a un principio etico o un comportamento, che spesso è formulato esplicitamente alla fine della narrazione" , è per l'intero testo ciò manca , eccome! Forse qui siamo nel caso in cui : "la morale nelle fiabe in genere è sottintesa e non centrale ai fini della narrazione" che descrive al meglio i contenuti del testo, in quanto devi desumere tu il tutto da pocchissime pagine di ogni racconto.
Insomma un testo che non mantiene per nulla le promesse del titolo e che ti propone storielle si e no da seconda elementare , forse solamente , scopiazzando il magistrale stile di Gianni Rodari e la sua poetica delle brevi e fanciullesche storie!
stra carino, nulla da dire, sicuramente un libro che mi invoglia a fare dei figli solo per potergli leggere queste favole, sono dell'idea che cere cose le possano capire solo i bambini.