È l'autunno del 2016. Marco Laurenti, trentacinquenne professore delle medie con un passato di sofferenze famigliari e un presente di precariato sconfortante, parte da Milano per un incarico in un piccolo paese, in cima a una valle isolata dove la natura è prepotente e gli uomini ancora di più. Marco sospetta di essere un cattivo insegnante e un'anima piena di ombre. Ma quando arriva il momento sa battersi come un eroe contro il Male nella sua incarnazione più spaventosa: un allievo, figlio dei nostri tempi devastati dall'idiozia tecnologica, che manipola compagni e adulti, plagia due ragazzine fino a ridurle a schiave sessuali, bullizza e cyberbullizza, usa i social per realizzare una supremazia fredda, terribile, disumana. Di fronte a lui perfino il Male tradizionale, che nella storia ha il volto di un ex criminale di guerra, sembra un retaggio del passato, più doloroso che minaccioso. Questo drammatico scontro fra generazioni, combattuto sull'orlo di una frattura che percorre tutta la realtà in cui viviamo oggi, non potrà non contare le sue vittime e molti nodi rimarranno irrisolti. Per ricordarci che, in battaglie come quella raccontata in queste pagine, perfino la vittoria non sempre lascia in bocca il sapore rassicurante dell'happy end.
Bello e ben scritto questo romanzo che descrive uno spaccato di vita di paese raggiungendo le profondita' dell'animo umano e toccando temi purtroppo attuali che ci colpiscono come un pugno nello stomaco. Ed e' il non detto che arriva nel profondo; tanti messaggi per gli adulti.
Raul Montanari è una bella penna: la scrittura è pulita, il ritmo c'è, in generale il suo stile è molto misurato. Non prende le 4 stelle per due ragioni: innanzitutto ho trovato superflui alcuni personaggi (la collega professoressa, ad esempio, ma anche la sorella non ha un ruolo così importante); poi, i colpi di scena sono un po' "telefonati". Una lettura comunque piacevole.
Prima esperienza con quello che è/sarà il mio insegnante di scrittura creativa. Letto su consiglio di una mia stimata professoressa di Latino delle superiori, devo ammettere che inizialmente non sapevo da che parte iniziare con l'approccio di Montanari in quanto riconosciuto principalmente per essere scrittore di gialli e noir (genere che non prediligo particolarmente). Ma come lo stesso Montanari afferma di sé stesso, lui è uno scrittore di "libri d'avventura" e credo che con questo libro non esista una definizione più calzante. Entrare in questo paesino sperduto tra le montagne, che sembra strizzare l'occhio a una Twin Peaks tutta italiana, è stato un piacere, e farlo assieme a personaggi come il professore, il prete, il maggiore e gli altri un onore. I punti toccati, tutto tranne che facili da maneggiare, diventano però, a mio avviso, un'occasione sprecata per avvicinare vecchie e nuove generazioni a tematiche come la delinquenza giovanile, le colpe dei figli e il ruolo dei "padri" (prendendo una citazione di Don Carlo, uno dei personaggi meglio scritti del libro) nella crescita dei "figli" (nel senso più ampio del termine). Il climax, per quanto ben scritto, si ridimensiona nel momento in cui ci si riesce a divincolare dal ritmo incalzante e si prende ciò che accade in modo più lucido. Ciò che ne rimane è, specialmente negli ultimi capitoli, uno sfiorare appena la superficie di un tema complesso e, soprattutto, stratificato. Ma forse, a conti fatti, non era neanche questo l'obiettivo finale di Montanari che ci lascia più di una domanda senza risposta.
This entire review has been hidden because of spoilers.
Punteggio pieno per questo libro, scritto veramente bene. I personaggi ben descritti, ma soprattutto la trama, tremendamente attuale, trascinano il lettore dall'inizio alla fine, quasi come fosse un giallo quando invece è realtà modernissima. Si parla di bullismo e cyberbullismo, argomento che mi sta veramente a cuore e per cui spero si riesca a trovare , se non una soluzione, almeno a contenere e arginare questa piaga dilagante nelle scuole. Nel professore protagonista, nel prete del piccolo paesino di montagna, mi è sembrato di riconoscere amici carissimi, che si battono molto per questo problema, e vanno nelle scuole ad incontrare i ragazzi e a metterli in guardia sull'uso spropositato di internet, smartphone e tablet, su come una foto rubata e poi messa in rete possa portare una persona a reazioni imprevedibili e a conseguenze a volte irreparabili. Più marginali, ma non meno importanti, altri personaggi, come la sorella del protagonista, un punto fermo nella sua strana famiglia che non gli ha mai voluto bene, la collega professoressa, l'ex maggiore con il suo passato carico di crudeltà e atti efferati. In tutto questo a farla da padrone in tutto il libro ovviamente i ragazzi e le ragazze della classe, tanto variegata quanto complessa e impegnativa in tutte le sfaccettature dell'adolescenza. Libro consigliatissimo a tutti.
Questa storia mi ha preso come poche altre ultimamente, erano tanti libri che non venivo così coinvolto. È anche un momento in cui storie del genere appaiono nei giornali più spesso, e lo stile di scrittura è così coinvolgente che ho mollato il libro solo per andare forzatamente a dormire. Ci si immerge nella trama fin dalle prime righe ed è difficile uscirne, con una tensione che pian piano diventa sempre più forte e non molla mai fino all'epilogo. I personaggi sono molto realistici e ben caratterizzati, è forse troppo facile odiarne alcuni e prenderne in simpatia altri. L'odio che si riesce a provare per alcuni di loro è davvero pesante, quasi da vergognarsi, e per questo si riesce a entrare così in sintonia con i pensieri di Laurenti e non solo con i suoi... L'immersione nella faccenda è totale e la scrittura in prima persona è ottima. Il mio primo impatto con questo autore è andato benissimo.
Un libro molto personale che ha il potere di farti rimettere in contatto con te stesso/a. La prosa è semplice, la trama ragionevolmente scorrevole. Consiglio questo libro praticamente a tutti, forse soprattuto a chi si trova tra i 30 e i 40 anni e non riesce a trovare la spiegazione dei propri vuoti incolmabili e dolorosi. Una bella lettura non troppo impegnativa.
Un buon plot con colpi di scena, scritto bene. Parla di un tema forte: la perdita (anzi, la mancanza) dell'innocenza in ragazzini di tredici- sedici anni. Per questa particolare tematica, ho trovato il testo un po' freddo: i personaggi (soprattutto gli adolescenti) sono sembrati mono-dimensionali, relegati al loro ruolo preciso nel plot e senza possibilità di cambiamento.
Storia scritta bene stilisticamente un po' tirata per i capelli in alcuni intrecci e ambientazioni. Prova a dare interpretazioni su molti punti di interesse legati alla crescita alle relazioni a eventi più o meno storici. Molto crudo e intenso in alcuni passaggi.
Dopo un avvio (almeno un terzo) coinvolgente e ben scritto, la vicenda rallenta nel prevedibile e nel cliché. Non saprò mai come finisce: scelgo di non andare avanti.
Il libro è scritto bene, promette molto ma ad un certo punto l'atmosfera crolla e tutto diventa scontato, con un finale melodrammatico e assurdo. Peccato, le premesse erano buone.