Laura Mancinelli (Udine, 18 dicembre 1933 – Torino, 7 luglio 2016) è stata una germanista, medievista e scrittrice italiana. Docente universitaria, traduttrice e autrice di romanzi storici, si è laureata nel 1956 in lettere moderne all'Università di Torino, con una tesi in letteratura tedesca.
La vicenda è storica ma raccontata come una fiaba, in un medioevo “gentile”, in stile amor cortese, tra dame, cavalieri e malinconici trovatori.Bianca Lancia contessa d’Agliano scruta ogni sera l’orizzonte cercando gli occhi dell’imperatore: sedici anni prima Federico II di Svevia dalla Puglia era arrivato in Piemonte rapido come il vento, si erano amati e altrettanto velocemente era ripartito, lasciandole in grembo il figlio Manfredi, con la promessa di tornare e chiedere la sua mano. Ora, morta la seconda moglie, quel momento è arrivato, ma con l’imperatore è stanco e forse malato, a scortare Bianca fino in Puglia per lo sposalizio e l’incoronazione è incaricato Tannhauser, cavaliere di corte amico fraterno di Federico e trovatore, che causa un maleficio non riesce più a suonare l’arpa che porta a tracolla Un lungo viaggio attraverso l’Italia, prima per mare su una nave pirata poi via terra. Non mancano i pericoli dalla tempesta al largo della Sardegna all’assalto dei baroni ribelli in meridione. Tra Bianca e Tannhauser nasce presto un sentimento che non può manifestarsi per mille motivi, e allora è un susseguirsi di sguardi, sospiri, silenzi, di accettazione di quel poco di fuggevole felicità che la vita ci riserva. A contraltare dei due amanti impossibili un’altra coppia, più spassosa e colorita, formata dalla nutrice di lei, toscanaccia verace, e lo scudiero di lui, ragazzo senza peli sulla lingua. Per loro, tra un battibecco e l’altro, è meglio prendersi qualche soddisfazione finché la vita, tra tanti dolori, ne concede la possibilità.Si arriva in un amen al finale aperto all’immaginazione e non poteva essere diversamente per questo romanzo breve, forse troppo, fatto di immagini, di quadri che sfuggono dopo poche pagine quasi impalpabili. Rimane la sensazione di una storia malinconica, leggera, ricca di buoni sentimenti per allietare gli animi. E va bene così. Tre stelle e mezza.
Breve e semplice storia d'amore e di vita incentrata su personaggi storici che hanno apprezzato entrambi. Le descrizioni suggestive e i rapporti tra personaggi principali piacevoli, ma non troppo avvincenti. Vengono quasi afombrati dai vivaci personaggi secondari.
Un po' meno bello de "Il Miracolo di Santa Odilia" ma comunque carino e molto scorrevole. Sono presenti castelli e gente nobile quindi mi è piaciuto molto e si merita tre stelle a parer mio.🏰👑