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La cosa più pericolosa

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Nella Discarica i tamburi di guerra non hanno mai smesso di battere, e la faida si è ormai allargata anche alla tribù dei Silfi. Per fronteggiare la feroce espansione dei Boggart, i Goblin sono disposti a tutto, persino a cercare l'aiuto dei misteriosi Sotterranei. Si rinsaldano le alleanze, e se ne creano di nuove, se necessario anche con i vecchi nemici. Cruna, Verderame e Disgelo propongono un piano suicida a Re Albedo, mentre Argiope, signore dei Boggart, ritrova il più prezioso dei suoi guerrieri; e su tutti loro dardeggia, imperscrutabile, la titanica ombra degli Umani.
Il Glamour luccica.
Tutto è pronto.
Che lo scontro finale abbia inizio.

167 pages, Kindle Edition

First published February 1, 2018

15 people want to read

About the author

Luca Tarenzi

41 books104 followers
Laureato in Storia delle Religioni all’Università Cattolica di Milano, è stato giornalista e redattore. Attualmente collabora con varie case editrici come traduttore, editor e consulente: tra le sue traduzioni figurano opere di Douglas Preston e Lincoln Child per Rizzoli, e di Jonathan Stroud e Nahoko Uehashi per Salani.

Ha esordito come scrittore nel 2006 con il romanzo urban fantasy Pentar (Alacran) (ripubblicato nel 2008 con il titolo Pentar – Il Patto degli Dei).

Sempre nel 2006 ha dato alle stampe il saggio-biografia a tema spirituale La Sciamana del Deserto (Lindau – L’Età dell’Acquario), sulla vita di Doña Maria, un'italiana istruita nello sciamanesimo dagli Huicholes del Messico.

Nel 2008 ha pubblicato Il Libro dei Peccati (Alacran), raccolta di racconti di varia natura (storici, fantasy, horror) e ambientazione (la Costantinopoli del VII secolo, la protostoria biblica, l'Italia del XIII secolo, la Scandinavia medievale e il mondo contemporaneo), tutti sul tema della colpa e della redenzione.

Nel 2009 ha partecipato all’antologia Sanctuary (Asengard) con il racconto Saint Vicious, e ha pubblicato Le Due Lune (Alacran), primo urban fantasy ambientato a Milano; il romanzo, descritto dal punto di vista di una ragazza diciassettenne, ha per tema la licantropia e basa buona parte della propria ambientazione su leggende tradizionali italiane, personaggi storici (come il conte Giuseppe Gorani) e luoghi realmente esistenti (la chiesa di San Bernardino alle Ossa, la cripta di San Giovanni in Conca, il Cimitero Monumentale di Milano).

Nel 2010 ha pubblicato per Asengard il romanzo breve Il Sentiero di Legno e Sangue, rielaborazione in chiave new weird di Pinocchio; ha poi partecipato all'antologia Stirpe Angelica (Edizioni della Sera) con il racconto Il Re, l'Angelo e il Serpente, ambientato alla corte di Salomone.

Nel febbraio 2011 viene pubblicato Quando il Diavolo ti Accarezza, edito da Salani: il romanzo, sempre di genere urban fantasy, è ambientato nella stessa Milano de Le Due Lune e ha per tema principale gli angeli e i demoni; anche in questo caso l'autore si rifà a figure reali della mitologia inerente (Arioch, Azazel, Hadraniel), della storia (il conte Manfredo Settala) e della città in cui il racconto si svolge (in particolar modo vanno ricordate la Stretta Bagnera, Piazza Mercanti e Piazza Vetra).

Appassionato di occulto, cinema, telefilm e giochi di ruolo, prosegue tuttora i suoi studi di storia delle religioni e ha tenuto numerose conferenze in Lombardia e Piemonte. Alan D. Altieri lo ha definito “il geniale autore italiano che ha portato in primo piano la variazione di genere nel genere chiamata urban fantasy”.

Vive ad Arona con la moglie Erica, veterinaria, in una casa piena di animali.

(Tratto da Wikipedia)

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Profile Image for Tanabrus.
1,981 reviews204 followers
February 19, 2018
La storia di Poison Fairies finisce con un terzo volume di azione in cui arriviamo ad avere praticamente quattro, cinque schieramenti contrapposti, tre piani segreti per sconfiggere il nemico, tre obbiettivi differenti.

L'unica cosa a non cambiare è il bersaglio: Argiope, il re dei Boggart, che dopo aver distrutto l'esercito dei goblin alla fine del secondo libro è ora padrone incontrastato di un territorio vastissimo, mentre i goblin superstiti sono fuggiti il più lontano possibile, in territori inospitali e pericolosi, privi di cibo, in uno degli inverni più piovosi di sempre.

Cruna, Disgelo e Verderame sono ora dei reietti, vivono per conto loro lontani dai goblin, ma sono decisi a vendicarsi di Argiope, a salvare la piccola Piota sua prigioniera e ad aiutare la loro tribù.

Albedo e Bicorne cercano di tenere in vita i goblin, ma le condizioni in cui sono costretti a vivere sono ben oltre il limite. E Albedo decide di tentare ciò che nessuno ha mai tentato prima, usare la cosa più pericolosa della Discarica per sconfiggere i suoi nemici.

E anche i Silfi, fino a qui citati di sfuggita, avranno un loro peso in questa storia, con i loro poteri particolari, un progetto di conquista e una vecchia faida con i Boggart da riprendere.


Dispiace un poco che diversi scontri decisivi o dialoghi risolutivi che tutti (personaggi compresi) si aspettavano, non ci siano.
"Finisce così? Niente discorsi, niente grandi risoluzioni, niente ultimi scontri?" "Finisce così." "La vita è strana."
Ma il fatto stesso che l'autore dimostri, tramite i personaggi, di sapere quanto quegli scontri\incontri fossero attesi, e che quindi in questi casi li fa saltare di proposito, fa sì che non ci si senta traditi ma anzi si goda di un tocco di "realismo": la vita è strana, e spesso le cose che immaginiamo debbano accadere, semplicemente per motivi superiori non accadono. Così come i chiarimenti: a forza di rimandare, si finisce con il non avere più tempo per dire quello che si sarebbe voluto dire.


Un ottimo finale per una storia davvero bella e originale, non lo avrei mai pensato prima di cominciare a leggerla tre anni fa ma mi mancheranno la Discarica e i suoi abitanti velenosi.
Profile Image for Debora.
174 reviews8 followers
March 7, 2021
Si concludono le avventure di Cruna, Verderame e Disgelo e tengono incollati fino all'ultima pagina. Anzi ne avrei voluta qualcuna in più per approfondire meglio Disgelo che mi sembra sia uscito un po' sacrificato dalla storia.

La saga resta un ottimo esempio di fantasy italiani, scritta in uno stile chiaro e senza fronzoli, con pochissime cadute, una buona strutturazione dei personaggi e soprattutto un'ambientazione nitida e realistica. Sembra di essere nella discarica, di vedere le montagne di spazzatura e di vivere il terrore per i gabbiani.
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