Un saggio agile e leggibile, nonostante la lunghezza, che affronta due argomenti importanti: cos’è la conoscenza, quanto abbia una base neurologica, individuale e sociale, e quanto essa sia fallace, nel momento in cui è condivisa e quindi viene in qualche misura “delegata” a chi ne sa di più. Fin qui niente di male, ma il problema è che spesso l’attribuzione di “persona che ne sa di più” spesso viene data con criteri molto approssimativi, se non del tutto fallaci (si pensi alle autorità fittizie che si sono create a profusione all’epoca del covid, alle false credenze, allora e non solo, sui vaccini sulle terapie; o, e se ne parla molto, ai venditori di prodotti finanziari che hanno tutto l’interesse di non spiegare in modo approfondito come funzionano e soprattutto come non funzionano). Viene rimarcato, tra l’altro, il fatto che ogni persona tende un po’ a rinchiudersi in una “camera d’eco” assieme ad altre persone che hanno gli stessi punti di vista, che spesso sono del tutto al di fuori di una verifica oggettiva dei fatti e della realtà.
Nello stesso tempo, la dimensione “comunitaria” della conoscenza è un fatto positivo ed è uno dei motivi del successo della specie umana; ciascuno può ricorrere alla conoscenza degli altri, cosa che si rispecchia anche nel fatto che, nel momento in cui si è provato a “misurare” la capacità di memoria (in senso informatico) del cervello umano, si è scoperto che essa è molto limitata; un altro motivo per non pensare che il cervello funzioni come un computer, cosa che si è fatta per un po’ di anni e della quale viene anche dato conto in questo libro. Tra l’altro è interessante il fatto che esso è stato scritto nel 2017, quindi poco prima che esplodesse il concetto e la “moda” di intelligenza artificiale; infatti, con tutto che l’IA non funziona esattamente come un’intelligenza umana, qui i computer sono sostanzialmente considerati macchine di calcolo, magari superveloci ma fondamentalmente stupide e ovviamente incapaci di autoapprendere - cosa che dal punto di vista dell’IA ha fatto la differenza. Da questo punto di vista, per completare il quadro dell’approccio intellettivo-informativo alla storia dell’umanità alla lettura di questo libro si potrebbe affiancare il più recente “Nexus - Breve storia delle reti di informazione dall'età della pietra all'IA” di Juval Noah Harari, e anche “Il libro dell’ignoranza” di John Lloyd.