"Le lotte intestine di Gomorra. Un piede nel logoro mondo reale e l'altro nell'incubo come in Stranger Things. E poi Touronne, pulsante e dannata: forse l'unica città per la quale Lovecraft avrebbe lasciato la sua stanza." Alfonso Zarbo Touronne è un covo di disperati, fuggiti dalla Guerra Eterna. La chiamano la Città Libera ma è una terra malata, con un Governo corrotto che deve proteggere il suo dominio da un Tribunale pronto a condannare chiunque, mentre dal sottosuolo trasuda il marcio delle attività clandestine e delle lotte tra Capi. Varamir è un poco di buono: si fa chiamare Principe e sopravvive nei bassifondi soltanto grazie alla sua faccia tosta, alle menzogne e alla bravura con le carte. Nel lontano Ovest, suo fratello Iska ha risvegliato per sbaglio il potere di una delle Sorelle Nere, streghe votate alla distruzione dell'intero genere umano. La speranza è celata in antiche biblioteche, sepolte secoli prima, al sicuro, dagli ultimi grandi maghi. Tra ribaltamenti di potere, incursioni religiose e un mondo più infetto che mai, il lato oscuro del fantasy incombe sui Maledetti dalle fiamme.
Nel complesso, non dico che sia un cattivo libro. Parte molto bene, con buoni punti di vista, personaggi promettenti, diverse trame sovrapposte che fanno ben sperare. Poi accade che l'azione frenetica travolge la cura dei dettagli e il libro si riduce a una descrizione frammentata di situazioni più o meno verosimili, portate avanti da protagonisti privi di sostanza. I personaggi si riducono a burattini muti, perché in questa storia non c'è né spazio né tempo per i dialoghi, a meno di non voler considerare tali scambi come :"No!", "Pensavi di battermi così?", "Morite!", "Ti amo!". Peccato.
Acquistato in fiera dopo aver letto la terza di copertina. Deluso completamente, il continuo reiterare l’oscurità dell’ambientazione annoia dopo due pagine, trama stentata e personaggi che non hanno nulla da dire. Il risultato finale è quella che sembra una fan fiction bruta
Mi arrendo, non lo finirò. Di per sé non è un brutto libro, ma la storia, piuttosto sfilacciata e raccontata in maniera, secondo me, dispersiva, proprio non mi prende. Men che meno i personaggi. Magari non è il momento giusto, forse un giorno ci riproverò.
Di per sé è un romanzo discreto, con una buona atmosfera, tuttavia non ne sono rimasto convinto. Scritto bene, con partenza in medias res, seguendo i punti di vista di vari personaggi, appare tecnicamente ben fatto, ma non ho colto il cuore della vicenda, l'anima della storia, ma soprattutto la struttura dell'ambientazione soprannaturale che non ha in alcun modo qualche spiegazione, o almeno una messa a conoscenza per il lettore. Ci sono elementi soprannaturali che appaiono e basta, senza storia pregressa né "regole". Tolta questa pecca non trascurabile in un fantasy, il romanzo scorre con piacere, senza essere pesante, ma senza nemmeno catturare con avidità. Ci sono dei colpi di scena, ma nemmeno troppo elaborati o improvvisi. Insomma il romanzo non mi ha entusiasmato, ma nemmeno è da bocciare o buttare via, mi ha lasciato un po' così, nell'incertezza tra "bello e brutto", magari è solo il primo di una serie che verrà in futuro, ma non è specificato da nessuna parte che avrà dei seguiti, quindi l'ho preso e valutato come autoconclusivo.
PRO Atmosfera Stile
CONTRO Componenti soprannaturali senza "fondamenta" né "regole" Trama inconcludente, a meno che sia l'inizio di qualcosa di più grande, ma non specificato da nessuna parte.
Con sommo dispiacere, mi ritrovo a confermare ciò che altre persone hanno già detto, ossia trama dispersiva, personaggi che non mi hanno detto niente e una strutturazione della narrazione molto confusa. Ho fatto molta fatica ad arrivare alla fine e nonostante ciò, a parte l'ambientazione curata e le atmosfere vivide di Touron, questo libro non mi ha trasmesso nulla.
Un romanzo d'esordio di stampo dark fantasy che sa coinvolgere ed incuriosire. Una città oscura dalle atmosfere buie che riesce a non sminuirsi nei cliché di genere i cui dettagli la rendono un punto di forza del romanzo. Ho percepito delle sfumature di Locke Lamora nella caratterizzazione di uno dei personaggi principali, ho rimembrato scorci della Torre Nera e ho riso delle Istituzioni quasi quanto ho fatto con la Saga di Taglia. Partenza un po' lenta, forse confusionaria. Poi però prende il via ed una volta calati a Touronne si va dritti spediti verso un finale che avrei gradito forse un pó più grintoso come è stata tutta la parte centrale della narrazione. 3,75 stelle che arrotondate fanno giustamente 4. Bravo!