Provare a scrivere una breve recensione di opere monumentali come il Sistema di Mill è senza dubbio impegnativo e probabilmente impossibile. In questo ardimentoso trattato, che negli anni '40 del XIX secolo fece per la prima volta circolare il nome del grande teoreta Inglese, Mill indaga la logica così come intesa in tempi moderni, ossia come la scienza delle scienze, la ragione delle principali strutture del pensiero scientifico. La giustificazione dell'induzione in apologia di Bacone e accusa di Hume si risolve, sostanzialmente, in un accennato probabilismo (tesi, tra l'altro, alla quale perverrà anche Russell, del quale Mill fu padrino battesimale), come suggerito dalle ampie considerazioni sopra l'opera di Laplace. Interessanti le riflessioni in merito al necessitarismo, questo sì di matrice humeana, che l'Autore cerca di combinare con l'idea di un libero arbitrio compatibile con la legge di causazione che introduce l'uomo in un sistema logicamente determinato. Certo, alla luce della filosofia della scienza del secolo scorso il teorema di uniformità della natura lascia insoddisfatti, ma è indubbio che questo sia stata una delle posizioni maggiormente diffuse in difesa del ragionamento induttivo (che per Mill è il vero motore del progresso teorico, essendo il sillogismo nient'altro se non una particolare guisa di petitio principi). Come osservava Feyerabend, tuttavia, l'eredità di Mill presso gli epistemologi del Novecento è incredibile: il "metodo della differenza" non è niente se non una formulazione più tradizionale di quel "modus tollens" sul quale Popper avrebbe eretto un intero criterio logico per demarcare scienza e pseudo-scienza. Un po' troppo dal sapore positivista, secondo me, l'indagine conclusiva sui metodi delle scienze sociali che, se mai godranno dello statuto autonomo delle scienze dure, secondo il filosofo possono essere oggetto di inferenze conclusive se si osservano le tendenze ricorrenti durante la storia e la cosiddetta "etologia". Il testo, insomma, offre una doviziosissima panoramica della storia della logica da Aristotele a Kant passando per gli Scolastici, Leibniz e gli Empiristi e, per quanto la lettura non possa certo dirsi alla portata di ognuno, è sicuramente una pietra miliare nella storia della logica e dell'epistemologia che può arricchire la visione della teoria del ragionamento nei suoi sviluppi e nei suoi dipanamenti concettuali.