Fareste mai a meno di un amico che sa sempre dire la cosa giusta al momento giusto? Certo che no. È per questo che, quando il Destino ci dà un appuntamento, tutti vorremmo portarci dietro un maggiordomo come Lloyd: immaginario ma di rara concretezza, capace con una sola battuta di fugare i dubbi che assillano il suo sir. Ma che fare se il Destino ci convoca all'improvviso e non abbiamo il tempo di invitare il nostro Lloyd? Poco male, suggerisce Simone Tempia in questo romanzo: un maggiordomo immaginario può parlare attraverso lettere, telegrammi, telefonate e messaggi nella bottiglia. Perché se è vero che alcuni viaggi vanno fatti da soli, è altrettanto vero che non si può partire senza mettere in valigia l'indispensabile. E per sir e i suoi tanti lettori le parole di Lloyd sono un bagaglio di cui non si può fare a meno.
Un piacevole viaggio con il destino. Un viaggio tra considerazioni, valutazioni, imprevisti, compagni e l'animo umano. Rimango, nonostante possa sembrare scontato, affascinata e colpita da come Tempia sia riuscito a spigarsi con parole così semplici su argomenti a volte così complessi come il nostro IO.
Una lettura che consiglio caldamente e che saprà arrivare nel momento opportuno.
"In viaggio con Lloyd" di Simone Tempia 167 pagine
"Egregio sir Stop Per sapere da dove partire bisogna prima sapere dove si vuole andare Stop Buona giornata Stop Lloyd Stop"
Un appuntamento con il Signor Destino, un viaggio come metafora della vita, rimanendo sempre in contatto con il fedele e saggio Maggiordomo Lloyd. Lettere, missive, telefonate e telegrammi, terranno in contatto Sir e il suo fidato Maggiordomo, in uno scambio di emozioni e di consigli. Non sarà facile, per Sir, avventurarsi nella strada che lo porterà al suo Destino e molti saranno i suoi compagni di viaggio: emozioni caratterizzate e personificate. E Lloyd sarà sempre lì al suo fianco, anche se distante. Un viaggio come cambiamento, un viaggio come introspezione ed accettazione, un viaggio per evolversi e prendere coscienza. La paura, l'ansia, i dubbi, i ricordi, i rimpianti, la malinconia, il buonsenso... Questi i compagni di viaggio di Sir che lo porteranno ad una meta inaspettata.
"Egregio sir, a volte siamo costretti a viaggiare in compagnia di presenze che non sono propriamente piacevoli. Tuttavia, data la situazione, mi permetto di suggerirle di cedere alle richieste delle sue invadenti compagne di viaggio e, dove possibile, di sfruttare questa occasione. Le consiglio pertanto di provare tutto quello che c’è da provare, per poter in questo modo capire con estrema chiarezza cosa le sta bene e cosa no, in vista di eventuali acquisti futuri. Le auguro una serena continuazione, Lloyd"
Secondo libro di questa sorta di saga con Sir e il suo Maggiordomo immaginario Lloyd, che sa sempre essere così saggio e profondo. L'amico che tutti vorremmo avere a fianco con i suoi consigli, la sua razionalità e sincerità. Rappresenta il viaggio che tutti noi, prima o poi, siamo costretti a fare, per raggiungere la nostra meta, per proseguire nella nostra vita. Con i suoi punti morti, con l'entusiasmo, con le paure e l'ansia, i ricordi e i fardelli che, a volte, è meglio lasciar dietro di sé. Il rendersi conto che non si è mai realmente soli anche se bisogna contare unicamente su se stessi. La cosa che più mi è piaciuta è l'importanza dell'ansia e della paura che, seppur sentimenti negativi, sono essenziali e sono da abbracciare come buone amiche. È un libro che sicuramente consiglio, magari da leggere un po' alla volta, per far tesoro di tutte le riflessioni che ne scaturiscono.
“Temo di no, sir. A volte, sir, un viaggio è l’unico modo che si ha per fare certi cambiamenti”
Anni fa, non so esattamente quanti, en uno dei miei tanti viaggi virtuali in questo mondo di parole, ho trovato dei dialoghi che mi sono sembrati molto più che creativi. Con un acuto senso del umore; trovavo tra le sue righe dei veri gioielli. E, come sono molto curiosa, ho cominciato a cercare di più su questo Sir e il suo maggiordomo chiamato Lloyd. E' così che ho trovato la pagina "Vita con Lloyd" e già non ho potuto fare a meno. Ma andiamo all'inizio, chi è Lloyd? Lui è un maggiordomo immaginario uscito dalla piuma di un giovane scrittore del nome Simone Tempia. Entrambi, Sir e maggiordomo, mantengono dei dialoghi speciali, pieni di semplici filosofie, dove con umore e molta classe (un'elemento indispensabile per entrambi), dicono delle straordinarie verità. Perché Lloyd non è solo e unicamente un valido colaboratore domestico, sennò un meraviglioso amico con il quale condividere avventure, dubbi, pensieri di ogni genere, angustie, felicità... la vita stessa.
In quel momento già c'era un libro dell'autore, con lo stesso titolo della sua pagina: "Vita con Lloyd"(2016), che non era altro che una ricompilazione dei suoi migliori dialoghi. Invece questo libro: "In viaggio con Lloyd" (2017), è uno molto speciale. Un viaggio fatto dal Sir all'incontro del Destino... non vi sembra molto metaforico? Lo è... e estremamente bello. Perché è un viaggio di vita; un viaggio per imparare; per scoprire; un viaggio dove non mancheranno le tristezze, ma neanche tantissime gioie. E, intanto che lo fa, non possono mancare le "conversazioni" con Lloyd, che per ovvie ragioni, sono attraverso delle lettere (ricordate che lui è in viaggio!). Mi sono trovata con un libro magico, era tanto tempo che un libro, delle parole, non mi davano tanta voglia di tradurle perché più e più gente possa godere di questo, del piacere di questo viaggio.
In Viaggio con Lloyd é un piccolo meraviglioso gioiello. Si legge tutto d'un fiato, e lascia un segno profondo nel cuore. Il nostro eroe, Sir, si mette in viaggio per raggiungere il Destino, supportato costantemente dal suo maggiordomo ed amico Llyod, il quale è un po' come un grillo parlante, sempre a disposizione con un buon consiglio, sempre pronto a dire la verità al suo Sir. La destinazione di questo viaggio lascia il lettore affascinato, sorpreso, e appagato. Una meraviglia da conservare e rileggere.
"Lyoyd, senti che pace..." "Oggi il mare della sua memoria è particolarmente placido, sir" "Ma come ci siamo finiti?" "Spesso la mente si imbarca nei ricordi senza preavviso, sir" "E quelle nuvole?" "Niente di cui preoccuparsi, sir. È solo un po'di nostalgia" "E se si intensifica, Lloyd?" "Potrebbe cadere qualche goccia, sir" "Dalle nuvole, Lloyd?" "Dagli occhi, sir."
Un divertente viaggio attraverso le nostre ansie guidato dalla mano felice ed acuta di Simone Tempia. Lloyd, il maggiordomo immaginario, ci sostiene in questo cammino verso l'appuntamento con il Destino, un vecchio brontolone un po' insofferente a cui però è meglio andare incontro piuttosto che attendere che si presenti alla nostra porta pieno delle proprie aspettative. L'autore, un bizzarro quanto simpatico, giovane dà voce ai personaggi nati sulla sua pagina di Facebook e trasportati nella vita reale grazie ai lui libri di carta :-)
Un piacevole viaggio raccontato tramite uno scambio di lettere continuo tra i protagonisti. Un'opera scorrevole che racconta del viaggio fatto dal protagonista, supportato dal suo maggiordomo immaginario. Libro piacevole ma che mi ha appassionato meno rispetto a Vita con Lloyd.
L'opera di Tempia offre ai lettori un affascinante viaggio attraverso le ansie quotidiane, guidato dall'infallibile saggezza di Lloyd, un maggiordomo immaginario ma straordinariamente concreto. Con il suo impeccabile tempismo e le sue riflessioni puntuali, Lloyd si rivela il compagno ideale per affrontare gli incontri inaspettati con il Destino, una figura burbera che è senz'altro preferibile incontrare a metà strada, piuttosto che aspettare che si presenti alla nostra porta con le sue esigenti aspettative.
Il libro è un promemoria delicato sul fatto che, anche nei viaggi più solitari della vita, è fondamentale partire con il giusto equipaggiamento emotivo. E in questo senso, le parole di Lloyd diventano un bagaglio indispensabile. Tempia riesce con abilità a dare vita a personaggi nati sulle pagine dei social, trasformandoli in presenze tangibili e simpatiche nella realtà dei suoi libri.
Se da un lato alcuni possono trovare questa opera meno brillante rispetto a Vita con Lloyd , dall’altro molti apprezzeranno il suo umorismo introspettivo e la rassicurazione che sa offrire. Certo, a tratti il racconto può sembrare ripetitivo o scontato, ma per molti è proprio questo a renderlo speciale: una voce familiare e confortante nel caos della vita. Con una miscela di lieve ironia e osservazioni argute, Tempia costruisce un mondo in cui un maggiordomo immaginario diventa insostituibile, capace di dire sempre la cosa giusta al momento giusto.
Recensione a cura della pagina instagram Pagine_e_inchiostro: Attraverso i dialoghi tra l'autore e il suo maggiordomo immaginario, Lloyd, i lettori vengono trasportati in un mondo di riflessioni profonde e umorismo sottile.
I libri di Tempia sono un viaggio di scoperta, un invito ad esplorare le piccole e grandi questioni della vita quotidiana, affrontate con freschezza e leggerezza. La scrittura di Tempia è caratterizzata da una prosa elegante e da uno stile che stimola mente e cuore.
Lloyd, con la sua saggezza ironica e la sua presenza costante, diventa un compagno di viaggio prezioso, capace di suscitare sorrisi e momenti di introspezione. Insieme, maggiordomo e sir affrontano temi universali che risuonano in ognuno di noi, rendendo questi libri non solo letture piacevoli, ma anche fonti di ispirazione.
In sintesi, é un’opera che combina umorismo, filosofia e calore umano, regalando ai lettori una pausa riflessiva e divertente dalla vita frenetica. Una vera coccola, da leggere e rileggere all’occorrenza.
Mi sa che avrei dovuto cominciare con il precedente Vita con Lloyd, di cui almeno avevo un'idea da alcuni ritagli visti nei social network. In questa sua opera seconda Tempia sceglie giustamente di non ripetersi nei siparietti e di partire invece per un viaggio... verso il proprio Destino, in una variegata compagnia: un'Ansia, una Paura, un Dubbio. E naturalmente con Lloyd che risponde alle lettere del protagonista, essendo questo un romanzo epistolare. Come avrete capito, Tempia è un funambolo della parola, e personifica tutti i luoghi comuni - a volte non troppo comuni - per raccontare di questo suo viaggio peculiare. Ecco: forse ha un po' esagerato con queste personificazioni, soprattutto se si legge il libro tutto d'un fiato: ma direi che è una pecca minore.