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Notti magiche: Atlante sentimentale degli anni Novanta

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Le Dr. Marten’s e il Barbour, il Tamagotchi e il Game Boy, il Karaoke, Mtv e Non è la Rai, Tangentopoli e la Guerra del Golfo, le Spice Girls e le boyband, l’esplosione del grunge: sono solo alcuni dei momenti e dei simboli che rimarranno sempre nei ricordi dei “ragazzi degli anni novanta”. Dopo la febbre degli anni settanta e i chiaroscuri degli ottanta, la grande ondata della nostalgia sta investendo la generazione di chi oggi ha trenta-quarant’anni, e che ai tempi della caduta del Muro era un bambino o poco più. Ma che cosa è stato davvero quel decennio, qual è il suo spirito e che cosa vive ancora oggi, di quegli anni?
Notti magiche è una raccolta di ricordi, emozioni, feticci, eventi, tormentoni musicali, mode passate e miti trascorsi, passioni e fatti di cronaca, ideologie e mitologie, raccontati per chi c’era ma anche per chi avrà voglia di riscoprirli oggi.
Esattamente come gli studenti lasciavano sedimentare foto, appunti, reperti di qualsivoglia natura tra le pagine delle loro Smemoranda, Errico Buonanno e Luca Mastrantonio raccolgono gli anni novanta in novanta voci: con lo stesso trasporto e dedizione di allora, ma con una buona dose di nostalgia e divertimento in più, ci consegnano un affettuoso e a tratti dissacratorio almanacco illustrato della nostra giovinezza, un curioso atlante sentimentale delle nostre notti magiche.

460 pages, Kindle Edition

Published October 24, 2017

20 people want to read

About the author

Errico Buonanno

19 books3 followers
Errico Buonanno (Roma, 1979) è uno scrittore traduttore, autore radiofonico e televisivo e collabora con diverse testate. Per il “Corriere della Sera” ha realizzato la webserie I ragazzi degli anni ’90. Tra i suoi libri: Piccola Serenata Notturna (Marsilio 2003, Premio Calvino), Sarà vero. La menzogna al potere. Fatti, sospetti e bufale che hanno fatto la Storia (Einaudi 2009), Lotta di classe al terzo piano (Rizzoli 2014), Vite straordinarie di uomini volanti (Sellerio 2018), con Luca Mastrantonio, Notti magiche. Atlante sentimentale degli anni novanta (Utet 2017), Falso Natale (Utet 2018), Sarà vero (Utet 2019).

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Displaying 1 - 2 of 2 reviews
Profile Image for Juliàn Ayumu.
80 reviews7 followers
September 29, 2022
"Notti magiche è una raccolta di ricordi, emozioni, feticci, eventi, tormentoni musicali, mode passate e miti trascorsi, passioni e fatti di cronaca, ideologie e mitologie, raccontati per chi c'era ma anche per chi avrà voglia di riscoprirli oggi".

Un saggio godibile e scanzonato, con una spolverata di dolce nostalgia. Quella nostaglia buona che non ti fa vedere solo il lato amabile del passato, ma che ti sbatte in faccia anche il lato più amaro, che, curiosamente, ti ritrovi comunque ad assaporare con piacere.

Si sviluppa tramite 90 mini argomenti (88 + un prologo e un epilogo) che agevolano una lettura non impegnativa ma comunque stimolante, grazie anche a delle piccole chicche storiche sparse qua e là nel testo.

La grafica è ben curata, così come la scelta delle immagini di ogni sezione.

"Abbiamo perso molto tempo, ma forse, mi dico, non lo abbiamo sprecato. Perché questo decennio unico, decennio di pace, di promesse, entusiasmo, non si poteva che passare così: scivolando. Godendo di quegli anni buffi, in cui il mondo giocava e di tempo ce n'era. Ce n'era tantissimo. Di quegli anni in cui il Duemila era il futuro, il Novecento era il passato. E c'era solo e soltanto il presente. Colorato, un po' ingenuo. Stralunato, un po' illuso, alle volte, imperfetto. Più semplice. Sì, quel presente che sembra già storia. La nostra".

Consigliato in generale, consigliatissimo per chi ha vissuto quegli anni.
16 reviews4 followers
April 8, 2018
Difficile scrivere una recensione per un testo il cui contenuto emotivo di partenza sia altamente sensibile come: i dettagli più o meno impolverati dell'infanzia e dell'adolescenza. Sfiorandoli appena - anche solo con un nome infilato nel discorso e mai più menzionato - i pulviscoli s'innalzano, incontrando quel raggio di luce che trasforma la materia inorganica e inerte in un'aurea di nostalgia dorata che avvolge e inebria, tanto da far sperare in un incanto, tanto da far percepire la presenza di ogni tempo - passato, presente, futuro - nello stesso battito di ciglia. Da cui scende, lenta, lentissima, l'immancabile lacrima, provocata dal poter osservare diversamente le nostre visioni di allora. Prima tra tutte: l'assenza del tempo. Il potere della giovinezza. Osservare le proprie inconsapevoli fondamenta, valutarle però sempre divise, come il maxibon, metà costernazione per la povertà del materiale, metà commozione estatica per lo splendore accativante della forma, velocemente erosa. Costruiti su un abuso edilizio in riva al mare, noi, destinati a un più o meno rovinoso smantellamento. E poco importa se la scrittura abbia un tono e un andamento da ragazzo della cumpa - in fondo stilisticamente coerente - se poi tocca tutti i tasti giusti, se poi qua e là trovi le tue stesse risposte alle domande che dividono anche la tua vita in epoche. Basta questo, e ti sembra di stare ancora lì, in un passato iconico e per molti di sicuro migliore di quello che in realtà è stato: non più smarriti ma impegnati a spendere il proprio tempo, con gli altri lì, tutti insieme, nel branco.
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