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Non fa niente

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«Può esistere un amore di madre che non contempli l'esclusiva? La natura ha davvero leggi così rigide da non ammettere eccezioni?». Esther e Rosanna stipulano un patto, per qualcuno forse scandaloso, inaccettabile. Un patto che cambia per sempre le loro vite. Nel 1933, in uno dei momenti più cupi per l'Europa, Esther ha dovuto lasciare Berlino, il suo innamorato, la sua libertà, ogni promessa di futuro. Ora è una giovane donna colta, dall'intelligenza tormentata, la cui eleganza sconcerta l'arcigna suocera piemontese. Rosanna invece è cresciuta in mezzo alle risaie, non ha potuto studiare e la sua bellezza le ha giocato un brutto tiro trasformandola in fretta in una creatura determinata e sensuale, ansiosa di cambiare la sua esistenza. Cos'abbiano in comune due donne così, non ci vorrà molto a scoprirlo. Sono vive nonostante tutto, profondamente capaci di amare e d'insegnarsi qualcosa l'un l'altra. Un giorno Esther domanda a Rosanna di aiutarla ad avere un figlio, «come nella Bibbia fece Agar per Abramo e Sara». Il loro universo non esclude affatto gli uomini. Esther è legata al marito Riccardo da una complicità generosa e Rosanna ama Nicola con un'irruenza passionale, che trova negli assolo e nelle improvvisazioni jazz la sua colonna sonora. Intanto il mondo va avanti e le interroga senza risparmiarle: dalla guerra alla Torino postbellica che si avvia alla ricostruzione, passando per Bartali e Togliatti, gli anni delle rivolte studentesche e il terrorismo, fino alla caduta del muro di Berlino. I giorni si riempiono di cose da fare, giacche di pannofix, segreti condivisi, paure, entusiasmi, scommesse, Fiat 1100 che arrancano su autostrade pericolose appena costruite. È la vita che corre, la vita di due amiche che non saranno mai più sole.

256 pages, Hardcover

First published October 24, 2017

6 people are currently reading
108 people want to read

About the author

Margherita Oggero

27 books32 followers
Margherita Oggero, ex insegnante di lettere, è nata e vive a Torino. Nel 2002 pubblica il suo primo romanzo, La collega tatuata, con Mondadori. L'anno successivo esce Una piccola bestia ferita, che ispira la serie televisiva "Provaci ancora, prof!" con Veronica Pivetti. La professoressa investigatrice Camilla Baudino è anche la protagonista dei romanzi L'amica americana (2005) e Qualcosa da tenere per sé (2007). I suoi ultimi libri, sempre con Mondadori, sono Risveglio a Parigi (2009), L'ora di pietra (2011) e Un colpo all'altezza del cuore (2012).

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6 (2%)
Displaying 1 - 20 of 20 reviews
Profile Image for Clara Mazzi.
777 reviews47 followers
January 30, 2018
Un libro inutile – e/ma pretenzioso. Un libro che quando lo chiudi, se qualcuno ti chiedesse: “Ma, di cosa parla?” ecco, tu non sapresti bene cosa rispondere. “.... La storia di una famiglia.”, “Tipo: La casa degli spiriti? I Buddenbrook?”, “No, macché, molto, molto più smilza la faccenda. Cioè, c’è una, che è ebrea, che scampa il nazismo perché il padre riesce a portarla in salvo in Svizzera..”, “Ah, come Cioccolata da Hanselmann!” E tu pensi: ecco, più o meno come questo libro, di cui ti ricordi solo il titolo e che parlava di ebrei rifugiati in Svizzera per essere scappati dalla Germania nazista. Poi prosegui: “Beh ecco, lei è sterile, allora chiede alla loro giovane inserviente di fare un figlio col marito come Sara fa con la sua schiava.” “Accidenti,” prosegue allora l’ipotetico interlocutore, “un drammone! Chissà come si saranno sentiti tutti. E cosa succede? Poi l’inserviente diventa l’amante o cosa?” E’ che non succede un bel niente, questo è. Una storia che sfiora grandi tematiche (come appunto: la sterilità, le seconde nozze, l’amore al primo matrimonio e al secondo, i figli, le famiglie che sopravvivono alla distruzione, che mutano col tempo e cosa rimane, di tutte queste trasformazioni? Il problema della sterilità, come risolverlo. Come sentirsi poi per aver chiesto un utero in affitto ma tenersi in casa la madre biologica che per di più è giovane e bella? Come si è sentito il marito quando la moglie le ha fatto la propostona? Come si è sentito ad andare a letto con un’altra solo per procreare? Cosa sente ogni volta che tocca suo figlio e sa chi è la madre? E la madre adottiva, come risponde alle stesse domande? E al figlio poi, lo si dice o no? Questa è solo una manciata di domande che la storia potrebbe – potrebbe –far affiorare) sfiora grandi tematiche, dicevo, ma si guarda bene dall’analizzare. Così facendo appiattisce ad una sorta di documentario (ma con pretese da romanzo) una storia che avrebbe invece un grande potenziale di riflessione. La coppia è rappresentata da due persone bidimensionali; la parentela satellitare attorno a loro è paradossalmente un pochino più colorata, ma poca roba. Meglio riuscita la figura della balia/madre naturale, perché è l’unica che si pone domande e che un minimo si evolve nel corso del racconto, ma anche lei poi non riesce a sbocciare veramente visto la pochezza che la circonda. Un libro che sfrutta grandi drammi come il nazismo pensando che esso da solo possa suscitare forti emozioni nel lettore senza invece capire che l’orrore da solo non basta: chi legge deve affezionarsi ai personaggi, sentirli come amici. Solo allora soffre o gioisce veramente per e con loro. Patetico anche il blando accenno finale al ’68, sempre con l’intento di dare un po’ di colore alla storia. Una storia che inizia con una nascita, ma che poteva iniziare in altre mille modi diversi, visto che poi il bambino che nasce inizialmente non avrà che un ruolo marginale nella storia; una storia che finisce in un modo, ma che avrebbe potuto finire in mille altri modi. Un linguaggio e uno stile pretenzioso, con l’esibizione di una ricercatezza nel linguaggio nonché nella costruzione del periodo che non denotano grandezza di stile ma: “Ehi, tu, lettore: stai schiscio, ché io, autrice, sono una grande perché pubblico per Einaudi e quindi sono una da guardare dal basso in alto”. Un libro inutile – e pretenzioso.
Profile Image for La lettrice controcorrente.
597 reviews250 followers
August 3, 2018
Due stelle e mezzo
Non mi ha convinto. Non sono riuscita a immedesimarmi in nessuno dei personaggi e certi passaggi mi sono sembrati  troppo sbrigativi. Una volta scoperto il segreto, e avviene abbastanza in fretta, ci chiediamo come si possa vivere con un figlio in condivisione. E... non abbiamo risposta. Entrambe le madri stanno in pena per il ragazzo quando è lontano da casa, quando il tempo dei tumulti ricomincia, eppure... sembra tutto molto naturale. Senza conflitti, senza grossi ripensamenti, senza dilemmi morali. Mi è sembrato un libro, nel complesso, povero. Non vi ho trovato la profondità che mi sarei aspettata e sono rimasta delusa. Pensavo fosse una storia con più introspezione e/o con più contesto storico.

Nel complesso è un libro scorrevole e piacevole per
Profile Image for Sofia.
11 reviews
January 22, 2025
La prossima volta che una persona con più anni di me mi dirà che è "colpa dei giovani se il mercato editoriale va a catafascio! Apprezzano solo robaccia, vogliono leggere storie scritte in modo semplice e inconsistenti!" gli racconterò dell'ennesimo libro che mi è stato proposto da persone che hanno un'età media di 70 anni - ed che è tutta la vita che vogliono leggere cose così - e che è esattamente il ritratto di quanto descritto sopra.
Per evitare confusioni, gli racconterò anche che quel libro è stato scritto da una donna di 70 anni o poco più, così non potranno dirmi "puah, i giovani scrivono proprio da cani".
Perché siamo d'accordo: l'editoria ha un problema molto grosso, ed è il fatto che si pubblicano migliaia di libri all'anno senza criterio, se ne buttano altrettanti, si grida al caso editoriale quando in realtà i bestsellers non sono altro che fenomeni commerciali ben costruiti.
E sicuramente ci sono "colpevoli" anche tra gli scrittori e i lettori giovani, ma questo libro è la prova che non è un problema degli ultimi anni.

Per carità: questo titolo di Oggero non è da buttare, anzi. Ci tengo a specificare che potrebbe essere di gradimento per molti e che il mio giudizio vale come tanti altri, quindi mi astengo dal fare assolutismi.

Il problema (e su questo invece credo si posa fare un discorso generale di quanto accade tra le pubblicazioni) è che sembra che sia stata scritta prima la sinossi e poi il libro: sono stati messi sul campo dei temi che avrebbero assicurato la vendita (gestazione per altri, nazismo, antisemitismo, liberazione e dopoguerra) ma poi ci si è dimenticati di riempire le pagine. I personaggi non hanno alcuno spessore, anche se avevano tutte le carte in regola per essere "straordinari" (come recita la quarta di copertina); le tematiche sono buttate lì, senza un vero approfondimento; lo stile si presenta essenziale e realistico, lasciando però il dubbio che non sia una scelta consapevole, ma un percorso obbligato dall'incapacità di fare diversamente.

Eppure libri di questo tipo continuano ad affacciarsi sugli scaffali delle librerie, a vendere perché "sai, ho letto un romanzo storico che parla dell'utero in affitto" e forse perché hanno una bella copertina. E ad acquistarli sono le stesse persone che vanno a criticare il 20enne di turno, rimpiangendo dei fantomatici e forse mai vissuti tempi andati in cui "si leggevano i classici" - ma poi quando proponi loro di leggere un classico per davvero storcono il naso, lo trovano pesante, fingono un malore.
Il vecchismo mi ha rotto le scatole, per la sua vigliaccheria e per il suo puntare il dito. E questo specifico caso è la riprova che in tutti i campi, persino nella lettura (che, intendiamoci, deve rimanere qualcosa che si fa soprattutto per piacere e non per autoeleggersi a persona colta) si deve trovare un responsabile per la propria pigrizia mentale, per il proprio disimpegno: e il capro espiatorio migliore è Il Giovane, che per antonomasia non ha voglia di fare fatica.
Meno male che esistiamo, noi Giovani svogliati, così queste persone hanno finalmente una buona causa per cui spendersi.
Profile Image for Mirrordance.
1,693 reviews88 followers
October 3, 2018
Un vero romanzo di Margherita Oggero al di là della serie di indagini di Camilla Baudino. Il piemonte è sempre protagonista di una storia che scorre nel tempo e narra delle vite intrecciate di due donne, Esther "la tedesca e Rossana una ragazza semplice di cmpagna. Come molti altri libri letti in questo periodo anche questo è fatto di frammenti che si ricorrono nel tempo e tra salti temporali piano piano ricompongono la storia agli occhi del lettore. Come un puzzle in cui mano a mano scopriamo e inseriamo tasselli in modo quasi casuale fino a definire un dettagli che non ci aspettavamo esistesse nel quadro finale. Non amo questo tipo di narrazione ma mi rendo conto che la storia avrebbe avuto un sapore differente se narrata in modo lineare e cronologico. Tema centrale la storia delle due donne anzi, le storie. e attorno le storie delle rispettive famiglie e dell'Italia a cavallo delle seconda guerra mondiale. Interessante.
Profile Image for Valentina Zanga.
199 reviews24 followers
May 7, 2021
3.5⭐
Un po' troppo superficiale in alcuni punti, e quasi didascalico in altri (ma chemmefrega di tutti gli anni di tutte le stragi degli anni di piombo?).
Rimane però molto scorrevole e estremamente delicato, e il personaggio di Rosanna è molto bello
Profile Image for Chiara Ropolo.
1,478 reviews25 followers
August 8, 2022
3.5* https://lalettricesullenuvole.blogspo...

Adoro questa autrice, ho approfittato di questa rubrica per recuperare finalmente questo libro, acquistato più di tre anni fa a una presentazione che mi ha a dir poco entusiasmata.

Non fa niente, “Fa pa nen” in piemontese, o meglio nicevò come specifica nel libro l’autrice, è un modo di dire, ma anche un modo di vivere, che diverse persone nel dopoguerra hanno dovuto adottare.

Il libro racconta proprio le vicende di due donne, Esther e Rosanna, da quando si conoscono nel dopoguerra fino agli anni ‘90, racconta della loro amicizia straordinaria, pure nel senso di inusuale, e delle loro varie vicissitudini, con diversi cambi temporali anteriori per spiegare il perché di alcune scelte, facendo conoscere al lettore anche qualcosa del nazismo e del periodo bellico.

Non un racconto di storia, in quanto molto incentrato sulla vita delle due protagoniste, ma comunque un romanzo storico, in cui l’autrice è riuscita a ricreare senza troppi fronzoli l’aria che si respirava allora.

Esther è un’ebrea tedesca, una filosofa, colta e mondana, che si vede a poco poco sgretolare tutto davanti agli occhi e che per tutta una serie di vicissitudini si sposa con Riccardo, imprenditore di provincia piemontese. La vita in paese, nettamente diversa dalla vivacità di Berlino, sta stretta alla donna e come se non bastasse tutto ciò che ha subito, la sorte le vieta pure la gioia della gravidanza, sia per lei che per Riccardo, che tanto ama e la ama. Qui interviene Rosanna, la cui bellezza in passato l’ha solo penalizzata, che accetta un patto improbabile, dona loro un figlio. Da tutto questo, oltre ad Andrea, nascerà un legame tra le due donne che prevaricherà la mera amicizia, un affetto indissolubile e duraturo.
... continua sul blog
Profile Image for Donatella Zuccaro.
270 reviews1 follower
April 22, 2021
Un libro che scorre senza intoppi, a parte quando ai cambi temporali (che in alcune parti si succedono più velocemente) si aggiungono anche i cambi di prospettiva del narratore (principalmente, si “guarda dentro la testa” delle due protagoniste principali, ma ogni tanto anche in quella di altri personaggi più o meno secondari... ecco, in quel caso, ci sono un po' di sbandamenti). Ci sono anche dei termini piemontesi nel testo, ma son spiegati sempre (il mio preferito è diventato “smorbia”). Sullo sfondo della storia di queste due donne, la Storia: il nazismo, il '68, gli anni del terrorismo. Però, a parte il nazismo di cui si parla più spesso perché sconvolge la vita di Esther, il resto è veramente da sfondo... ma, tipo, in lontananza... ecco. Altro sottofondo, le chiacchiere e le dicerie della gente – e qui si sottolinea il fatto che non importa se si sia in un paesino o in una grande città, la gente parla ugualmente. Il rapporto tra Rosanna ed Esther è... strano, veramente strano. Non sono riuscita ad inquadrarlo appieno, sembra non ci siano mai problemi tra di loro nonostante la situazione in cui si trovano.
Profile Image for Lucio Aru.
Author 1 book35 followers
May 25, 2018
Con “Non fa niente” mi sono preso il tempo necessario. Con calma, l’ho letto durante i miei viaggi in metro, o la sera a letto. L’ho anche portato con me in una mini trasferta in Sardegna. Mi ha tenuto compagnia: ciò che più ho apprezzato in lettura è la delicatezza di un sodalizio tra due donne. La vita di paese, le diverse abitudini culturali. La narrazione è interrotta, ci sono diversi flashback, non è lineare, ma non mi ha disturbato affatto. Dolce, non pesante, delicato.
Profile Image for Martina.
44 reviews5 followers
June 29, 2019
2.5 ⭐️
Un libro con una trama con tutte le premesse per interessarmi, soprattutto vista l'ambientazione storica, ma che non è stato in grado di coinvolgermi pienamente. Le emozioni risultano sempre attutite, indipendentemente da quanto possa essere stato forte l'avvenimento che le ha causate. I salti temporali continui non migliorano la strutturano del romanzo, anzi, a mio parere, determinano una perdita di aspettativa da parte del lettore perchè il libro finisce per auto-spoilerarsi.
Profile Image for Mariateresa.
867 reviews17 followers
September 19, 2018
è il primo che leggo della Oggero e ho apprezzato lo stile narrativo asciutto, ellittico, che permette al lettore di riempire lo spazio tra un salto temporale e l'altro.
mi è piaciuta la storia - due madri per un figlio- e ho trovato molto bello il rapporto tra le due protagoniste, diversissime, ma unite da reciproca stima e rispetto.
mi è piaciuto il finale.
davvero un buon romanzo.
Profile Image for Elena.
759 reviews8 followers
May 13, 2019
Rapporto particolare quello tra Rosanna ed Ester, sullo sfondo passa la storia d'Italia e del Mondo, le persecuzioni degli ebrei, la scelta partigiana, il boom economico, gli scontri degli anni '70. Forse troppa roba per essere raccontata bene, per appagare il lettore che cerca il contesto più della storia.
Profile Image for Mariaelena Cortelazzi.
71 reviews2 followers
August 12, 2018
se avessi potuto gli avrei dato 3 stelle 1/2 soprattutto per la scorrevolezza di lettura. Gli argomenti trattati sono però troppi e affrontati un po' troppo superficialmente. Nel complesso buono.
Profile Image for Alessandra.
78 reviews25 followers
May 5, 2020
Le premesse erano buone, con questo tipo di trama. Però non sono riuscita ad immedesimarsi con i personaggi e ad affezionarmi a loro. Ho percepito una mancanza di profondità e di emozione.
Profile Image for Alessandra.
72 reviews24 followers
February 17, 2021
"Se non mi ami ma mi vuoi bene, sposami lo stesso, quello che provo io basterà per tutti."
Profile Image for Maria.
176 reviews3 followers
June 12, 2023
storia di una bella amicizia, ma non sono convinta…
il tema della maternità surrogata non è stato per niente approfondito, quasi come se non fosse il tema centrale. ma allora qual è? non si è capito
Profile Image for Marta Puggina.
54 reviews2 followers
August 19, 2025
Era parecchio che un’amica non mi prestava spontaneamente un libro, indice inequivocabile di una bella amicizia, per la quale posso solo ringraziare. E c’è davvero sintonia, perché questo romanzo di Margherita Oggero, di cui non avevo mai letto nulla prima, l’ho amato moltissimo. L’ambientazione nella Seconda guerra mondiale mi ha affascinato, come sempre, forse perché mio padre non ha mai parlato del periodo in cui ha combattuto.
Esther, la protagonista, è ebrea e la sua vita è l’emblema della difficoltà. Nei momenti in cui le cose non vanno come sperato la sentiamo pronunciare l’espressione che dà il titolo al libro: «Nicevò, non fa niente, come avrebbe detto la trisnonna russa, anche davanti a una carica di cosacchi», ha il suono fatato della parola prodigiosa per esorcizzare la rassegnazione e reagire, superare le situazioni contrarie. C’è qualcosa di più grande che muove il mondo: è l’amore. Non importa in quale forma, che sia coniugale, passionale o ancora un sentimento più tenero, oppure l’amore filiale, non assimilabile a quello materno, ma neanche all’amore fraterno: percepirne il potere minimizza le avversità e incoraggia ad andare avanti.
Per Esther, che non può dare un figlio al marito Riccardo, Rosanna non è solo la giovane domestica: a lei affida il compito oneroso di generarlo incoraggiandola a giacere con lui. L’esempio di Agar nella Bibbia, che diede un figlio ad Abramo e Sara, è la legittimazione del patto coraggioso che terrà le due donne unite tutta la vita, a completarsi nel ruolo di madre del piccolo Andrea. La quotidianità del loro mutuo supporto s’intreccia a un cinquantennio di Storia nell’alternanza frammentata (i capitoli non sono numerati né titolati), ma disinvolta, di voci e punti di vista, in prima persona o in terza: è un avvicendarsi continuo di personaggi, situazioni, avvenimenti. Tutto e tutti trovano spazio e tempo in questo romanzo che scorre con andatura fluida, a volte anche leggera, veloce sugli anni, lento sui momenti. È un libro da leggere per capire quando è il tempo di lasciare andare le cose, che, so per certo, ognuno ha, ha avuto o avrà. Per me, ora l’ho ben chiaro, quel tempo non è ancora arrivato.
Profile Image for Elisabetta.
60 reviews1 follower
April 28, 2018
molto bello, particolare per come viene raccontata la storia alternata nei capitoli
Displaying 1 - 20 of 20 reviews

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