Ogni quadro, ogni opera vista in una chiesa o esposta in una galleria, lascia qualcosa a chi la guarda. E ogni incontro fortuito può tramutarsi in un vero e proprio innamoramento, in una folgorazione, addirittura in una rivelazione. L'inizio di un'avventura. Create per fede o per soldi, per mestiere o per amore, le opere d'arte che Melania Mazzucco non è mai riuscita a dimenticare abbracciano cinque continenti, dall'antichità ai giorni nostri. Create come amuleti, preghiere o bestemmie, da uomini e donne, cacciatori e stregoni, assassini e santi, illetterati e intellettuali, nessun museo reale riuscirebbe mai a contenerle. Un museo immaginario, invece, potrebbe dimostrarsi all'altezza dell'impresa. Tra i dipinti più amati, Mazzucco ne ha selezionati cinquantadue - «solo opere di artisti coi quali vale la pena trascorrere del tempo» - e, dopo una rigorosa selezione, ha deciso di raccontarli su «Repubblica» nell'arco di un anno, in una rubrica settimanale. Questo volume raccoglie le storie e le immagini di quelle opere che diventano presenza, specchio di un pensiero, indelebile emozione, scintilla di significato del mondo.
Melania G. Mazzucco was born in Rome in 1966. She earned a degree in Italian literature from the University of Rome "La Sapienza" and a degree in cinema from the Experimental Center for Cinematography. In addition to her four novels, she has written award-winning works for the cinema, theater, and radio. Vita was awarded the 2003 Strega Prize, Italy's leading literary award.
Ormai è qualche anno che sono “in crisi” con i musei che il mio amore definisce “polverosi”, quelli insomma dove ci sono solo quadri antichi. Non so se è colpa della sua definizione che mi influenza (:P) o in virtù del fatto che comincio ad averne visti una gran quantità, sparsi più o meno per il mondo, sta di fatto che un certo tipo di museo mi annoia e non mi attira più come un tempo. Questo libro era quello che mi ci voleva per risvegliare il mio interesse: ogni tre pagine l’autrice racconta aneddoti su un quadro o sul pittore che lo ha creato, riuscendo sempre a suscitare attenzione o a dare punti di vista interessanti e spingendoti ad osservare le immagini con attenzione rinnovata. Si tratta di opere che vanno da quelle straconosciute ad altre misconosciute, capolavori o chicche nascoste, sempre con uno sguardo intelligente e piacevole, quasi come a fare una scoperta ogni volta. L’ho letto a rate perché la sua frammentarietà mi ha consentito di prenderlo in mano ogni tanto, per riempirmi gli occhi con 5 minuti di bellezza, per poi passare avanti con altro, senza perdere mai di vista il piacere di entrare in un quadro. Consigliato.
Oddio, che cosa meravigliosa questo libro. Un lusso, forse un vezzo che si è concessa Melania Mazzucco, che non è la mia "scrittrice italiana preferita", ma di più: è il mio "autore italiano preferito"!
50 dipinti selezionati dall'autrice e commentati dalla sua penna esperta e innamorata dell'arte.
Questo libro è una celebrazione della bellezza. Da questa collezione di dipinti commentati scaturisce una sensibilità particolare per la bellezza poco comune, la bellezza che non è facile da trovare - sensibilità ormai a me familiare, perchè ho letto già molti dei suoi libri. Sembra che alla Mazzucco piaccia scovare temi e personaggi e oggetti insoliti, poco usuali, e raccontarli con la sua tipica maestria e profondità.
Una nota: la scelta dei dipinti è molto euro-centrica. Certo, l'autrice chiarisce nell'introduzione che la sua é una scelta totalmente personale, però dice anche di essere stata a Teheran e di aver viaggiato molto nel mondo lungo gli anni ... e il titolo del libro è "Il museo del mondo", perciò mi sarei aspettato perlomeno una visione un po' globale, e l'inclusione di almeno un paio di dipinti provenienti da Sudamerica, India, Cina, o addirittura dal Medioriente (nonostante l'assenza di rappresentazioni della realtà esteriore nell'arte islamica) e invece no, bisogna specificare che questo non è un "Museo del mondo" ma un "Museo dell'Europa", con un paio di Americani.
Un affascinante viaggio a puntate nell'arte, non in ordine cronologico, ma avanti e indietro nel tempo e nello spazio. La storia che mi è piaciuta di più è quella dell'ultimo quadro. Se fossero state tutte guidate da un'ispirazione così travolgente, questo libro si sarebbe meritato di sicuro 5 stelline. In ogni caso raccomandabile.
Ho scoperto tantissime cose interessanti su artisti già conosciuti ed incontrato nuovi nomi che non conoscevo. La madre di Soutine era una grande pittrice? Un quadro di Van Gogh con le aringhe? Consigliatissimo a tutti gli amanti dell’arte!
Non mi capita spesso di finire un libro in così poco tempo: sono state sicuramente complici le vacanze, ma è anche merito della Mazzucco che sa tenerti “appiccicato” alla sua narrativa. Il commento ad ogni opera analizzata è una sorta di viaggio nel tempo, nella storia personale dell’artista e nell’epoca in cui l’opera è stata creata. Libro bellissimo, che consiglio a tutti gli amanti dell’arte. E della Mazzucco, che come pochi sa farti entrare dentro un quadro.
Fin da quando mi è stato regalato, questo libro mi ha sempre attratto come un magnete. C'è qualcosa di estremamente profondo nel fornire un elenco delle proprie opere preferite: l'autrice apre le porte del suo mondo al lettore e tutto ciò che possiamo fare è fidarci del percorso sul quale ci conduce.
Ottimi spunti e riflessioni per guardare ai protagonisti della storia dell’arte e alle loro opere (non sempre le più note) da angolazioni nuove ed interessanti. Molto piacevole.
Ciò che ho più di tutto apprezzato è il modo “romantico” con cui Melania Mazzucco presenta le opere del suo museo a cielo aperto. Sono qualcosa di vivo, di reale, che non si trova lì soltanto per colmare un buco di tempo libero oppure, dall’altra parte, per essere oggetto di un’accurata analisi ai limiti dello scientifico.
Queste opere sono fatte per essere guardate, e come tali vengono trattate. Sono quadri percepiti con una tale attenzione e delicatezza, che gli viene addirittura concesso di insinuarsi nei reticoli del corpo e della memoria per non uscirne più. Per creare qualcosa di nuovo al suo interno, per non lasciare la persona uguale a come l’avevano trovata al primo sguardo.
È così che mi piace vedere l’arte. Ed è così che ho adorato leggere di essa.
Tutti i musei in cui sono stata, le gallerie, le esposizioni, le chiese, le cripte, i gabinetti di disegni e stampe, i siti archeologici, le caverne, le regge, le rovine, mi hanno lasciato qualcosa..... Il museo del mondo incipitmania.com
Mi ha fatto scoprire opere e artisti che non conoscevo minimamente e mi ha permesso di approfondire lati meno noti di pittori famosi. La prosa molto spezzata non sempre funziona, ma quando lo fa è estremamente incisiva