Libero Bigiaretti (1905-1993), nato a Matelica, si trasferisce giovanissimo a Roma. Critico militante e giornalista, nel dopoguerra ricopre, tra l’altro, il ruolo di direttore dell’ufficio stampa Olivetti. Oltre a Esterina, la sua opera prima, ricordiamo Il villino (1946), Carlone (1950), La controfigura (Premio Viareggio 1968), Le stanze (1976) e Due senza (1979).
La forma mentis dell'azienda e la disubbidienza di un amore frugale (o forse no); il tradimento degli ideali giovanili e l'acquisizione della maturità. Tutto questo a definire un ritratto tutto italiano, profondamente legato agli anni da cui emerge (1963) e ovviamente alla militanza di Bigiaretti in Olivetti. Molto bello.
Storia d’amore nel mondo del lavoro — ma emergono soprattutto lo sfondo aziendale e i contrasti che vi si radicano, l’eco della dialettica sociale, le strategie del capitale. Sfortunatamente solo accenni.