metti insieme per una notte una donna, moglie del sospetto mandante dei delitti di firenze, e un giornalista noir. ne esce un dialogo psicologico (migliorabile), un racconto/denuncia efficace di una storia di cui ormai non si parla quasi più e di cui si è sempre capito poco. come sempre cugia ama confondere la realtà con la finzione, utilizzando personaggi e fatti veri, mischiandoli con la finzione in modo che non si possano distinguere, illudendo che la finzione sia realtà e viceversa. interessante (e complimenti per il lavoro di ricerca), ma c'era spazio per emozioni più forti.
La storia è molto forte, sopratutto sapendo che è reale: IL MOSTRO DI FIRENZE. Riti satanici, assassini, famiglie rotte, una donna distrutta perchè non conosceva suo marito... Sembra incredibile che tutto questo sia accaduto veramente perchè pare una storia d'un film horror, oppure d'un romanzo di Dan Brown o Thomas Harris. L'unico problema è che non mi è piaciuto come scrive questo Diego Cugia. Si vede che è giornalista per come racconta tutto.
Cugia scrive in modo coinvolgente e accattivante, ma non è questo il punto. I delitti del mostro di Firenze rimarranno sempre tra i tumori non curati di questo paese e la morte di Mario Vanni, l'ultimo compagno di merende, stende l'ultimo velo su una faccenda in cui probabilmente non si indagò mai nella direzione giusta. Questo libro, inquadrabile forse come docufiction, nasce dalla conoscenza da parte del giornalista di una donna il cui marito, un giovane medico perugino morto suicida in circostanze perlomeno strane, potrebbe essere stato pesantemente implicato nei delitti assieme ad altri personaggi della Perugia bene.
MAH...BE'....BO'!!! Nulla di che. A metà strada tra cronaca (fa riferimento ad una delle testimoni nel processo contro il Mostro di Firenze) e romanzo narra l'incontro casuale tra lo scrittore- che parla in prima persona- e una misteriosa donna affascinante in autostrada in una notte di pioggia torrenziale. Alcuni punti sono piuttosto indecifrabili e si ha l'impressione che l'autore abbia utilizzato le parole come riempitivi...
Cugia è l'autore dei testi di Jack Folla, personaggio che alcuni anni fa era il personaggio di uno programmi radio tra i più ascoltati, mi sembra su Radio 2. Io l'ho sempre odiato, quando passavo per caso su quelle frequenze dopo dieci minuti mi veniva da vomitare, la retorica delle parole del presunto carcerato nel braccio della morte mi sembravano più populistiche di quelle dell'ex e attuale premier del suo partito, ex e attuale presidente della sua squadraccia, ex e attuale chansonnier, tutto e il contrario di tutto, silvione riportone. Quindi avevo accuratamente evitato di leggere qualsiasi cosa scritta da lui fino a quando non ho scoperto che questo libro parlava della morte di Francesco Narducci, dottore (sembra) morto suicida nel lago Trasimeno e, forse, implicato nei delitti del mostro di Firenze. Di questo personaggio avevo sentito parlare parecchio, fondamentalmente perchè il gonzorte proviene dagli stessi ameni luoghi del dottore e poi perchè, prima Lucarelli poi Polidoro, ne avevano discusso nei loro libri in relazione al caso pacciani e compagni di merende. Racconto interessante, fatto in prima persona dall'autore che incontra per caso la vedova di Narducci e si fa raccontare la sua versione dei fatti e facendole, probabilmente, la domanda che tutti avremmo voluto farle senza magari averne il coraggio e cioè "Come si fa ad essere la moglie di un mostro e non rendersene conto?" Probabilmente la stessa domanda fatta più volte ai parenti di Ted Bundy o di altri personaggi similari. lL risposta è semplice, non c'è peggior cieco di chi non vuol vedere e forse certe cose sono proprio troppo inimmaginabili per farsi venire anche solo dei dubbi. Ci sono tutte le attenuanti generiche del caso, la giovane età e le antiche famiglie che si schierano a comprire l'onta e la vergogna di non si capisce bene cosa, ma lei è un vero personaggio emerso da una tragedia greca, Eschilo non avrebbe saputo dipingerla meglio. Bel libro, ben scritto, non apprezzerò mai jack folla, ma potrei leggere qualcos'altro di Cugia.