Henry James scrisse questo saggio – una dichiarazione d’amore per Londra – nel 1888, quando ormai da vent’anni viveva in Inghilterra, sua patria elettiva. Come afferma lo scrittore americano, per amare Londra nel modo giusto bisogna amare anche i suoi difetti. E difetti, nella capitale inglese, James non ha difficoltà a trovarne. Ma per quanti siano non possono impedire alla «tenebrosa Babilonia dei tempi moderni» di rimanere la città che con il suo fascino lo conquistò, nell’amata stagione delle nebbie, e lo avvinse con i più bei grigi al mondo, ma anche con il suo spirito democratico. Londra non fu per James lo sfondo di romanzi e racconti ma rappresentava la città della vita, per la sensazione di indefinita pienezza che trasmette.
«Indubbiamente può non piacere a tutti, ma per chi la ama gran parte del fascino di Londra è la sua pura e semplice immensità. Una Londra minuscola sarebbe un sacrilegio, e fortunatamente la cosa è impossibile, giacchè l'idea stessa di Londra, come anche il suo nome, esprimono prima di tutto grandezza ed estensione.»
Henry James was an American-British author. He is regarded as a key transitional figure between literary realism and literary modernism, and is considered by many to be among the greatest novelists in the English language. He was the son of Henry James Sr. and the brother of philosopher and psychologist William James and diarist Alice James. He is best known for his novels dealing with the social and marital interplay between émigré Americans, the English, and continental Europeans, such as The Portrait of a Lady. His later works, such as The Ambassadors, The Wings of the Dove and The Golden Bowl were increasingly experimental. In describing the internal states of mind and social dynamics of his characters, James often wrote in a style in which ambiguous or contradictory motives and impressions were overlaid or juxtaposed in the discussion of a character's psyche. For their unique ambiguity, as well as for other aspects of their composition, his late works have been compared to Impressionist painting. His novella The Turn of the Screw has garnered a reputation as the most analysed and ambiguous ghost story in the English language and remains his most widely adapted work in other media. He wrote other highly regarded ghost stories, such as "The Jolly Corner". James published articles and books of criticism, travel, biography, autobiography, and plays. Born in the United States, James largely relocated to Europe as a young man, and eventually settled in England, becoming a British citizen in 1915, a year before his death. James was nominated for the Nobel Prize in Literature in 1911, 1912, and 1916. Jorge Luis Borges said "I have visited some literatures of East and West; I have compiled an encyclopedic compendium of fantastic literature; I have translated Kafka, Melville, and Bloy; I know of no stranger work than that of Henry James."
"No se quiere realmente Londres mientras no se quieran también sus defectos: la densa oscuridad de gran parte de sus inviernos, el hollín de sus chimeneas que todo lo cubre, las farolas madrugadoras, el pardo turbio de sus casas, las salpicaduras de coches en Oxford Street o en el Strand en las tardes de diciembre".
Il libro è un diario di viaggio del soggiorno londinese di Henry James a Londra, nella seconda metà dell'Ottocento. Proprio come un diario, esso si concentra sulle impressioni dello scrittore americano, affascinato dalla bellezza della capitale europea e, allo stesso tempo estraneo. Si tratta di un libro insolito e piacevole, che consiglio a chi ha amato Henry James.
Mi aspettavo più narrativa e meno didascalia, ma è stato un mio errore leggere un libro il cui genere (narrativa/diario di viaggio) non apprezzo completamente. Interessanti i momenti in cui si fa una descrizione generale e poetica. Dò 4 stelle perché nel complesso è stato un libro che si fa leggere, e ammetto la mia colpa di aver scelto un libro di un genere che apprezzo poco.
Breve saggio di James in cui esprime tutto il suo amore per la città di Londra. Qualche spunto interessante c'è, più che altro nelle descrizioni della città a fine '800. Ma poco di più. Più godibile la postfazione di Ugo Bonanate che inquadra il tutto nel suo contesto storico.