Το '' 'Ερως και Ψυχή '' είναι ένα απο τα πιο διασκεδαστικά και τολμηρά αφηγήματα του Αλμπέρτο Σαβίνιο. Στη Θεσσαλονίκη του 1917, σε ένα "μουσείο σάρκινων ομοιωμάτων" μέσα σε ένα ρυπαρό δωμάτιο που θυμίζει κλουβί ζωολογικού κήπου, είναι κουρνιασμένη μια κόρη με κεφάλι πελεκάνου: η Ψυχή. Το δέρμα της φέρει χαραγμένες τις φράσεις των επισκεπτών, καθώς πάνω σε ένα αρχαίο ερείπιο. Κι όταν αρχίζει να αφηγείται την ιστορία της, ο Νιβάζιο Ντολτσεμάρε (η persona του ίδιου του συγγραφέα) ακούει μια καινούρια εκπληκτική εκδοχή του μύθου του Έρωτος και της Ψυχής. Κείμενο υπερρεαλιστικό,αιρετικό, ανατρεπτικό ως προς το μύθο και τη γλώσσα, δεν έχει τίποτα το ρομαντικά παραμυθένιο, παρά τον τόσο ποιητικό τίτλο του. Ο Αλμέρτο Σαβίνιο συνταιριάζει, μ' ένα τρόπο άκρως σοκαριστικό, το "ζωώδες" με το εξωφρενικά κωμικό.
Alberto Savinio, nome d'arte di Andrea Francesco Alberto de Chirico (Atene, 25 agosto 1891 – Roma, 5 maggio 1952), è stato uno scrittore, pittore e compositore italiano. Nato in Grecia, terzo figlio dell'ingegnere ferroviario Evaristo de Chirico e Gemma Cervetto, fratello del pittore Giorgio de Chirico e di Adele, primogenita, morta nel 1891, studiò pianoforte e composizione al conservatorio della sua città natale, dove si diplomò a pieni voti nel 1903.
Nivasio Dolcemare «considera il mondo, gli uomini, le cose per quello soprattutto che mondo, uomini e cose non hanno detto, non hanno fatto, non hanno manifestato ma tuttavia si tengono in corpo e forse morranno portandosi quei tesori nella tomba; ed è per questo che mondo, uomini, cose appaiono a lui in maniera così diversa e tanto più ricca; è per questo che tanto più curioso egli è e tanto più sollazzato dagli spettacoli che egli solo vede»
Dos relatos metafísicos de Savinio. Y aquí, el nombre del estilo de la pintura de su hermano Giorgio de Chirico y de él mismo como artista, se ajusta de forma perfecta a la temática de ambos cuentos. Por una parte, en Nuestra alma, la revisión del mito de Psique y Amor, tratado por Apuleyo, en el ambiente grotesco de un Museo de los Maniquíes de Carne, tal como es enmendada por la pobre Pisque, vista como una niña monstruosa, inocente y bella, con atributos de ave. Y en El Señor Münster, se nos narra, o somos cómplices invisibles, de la insólita historia de un hombre que sobrepasa su muerte. Dos cuentos de temática fantástica que no quieren ser alegóricos aunque pero en los que se prima esa otra cara que trasciende la realidad.
Che meraviglia scoprire questi due racconti di Savinio! Il Mito entra nel quotidiano, o il quotidiano entra nel mito, attraverso una cornice surreale/surrealista. La prosa è semplice ma piena di ironia e riesce anche ad essere, a volte vitalmente, a volte malinconicamente, poetica. Mi veniva in mente, leggendo, che in questi testi l'avanguardia si denuda attraverso un linguaggio forse più comunicativo dei suoi corrispettivi visivi, pur mantenendo la propria alterità rispetto alle forme pedisseque dei linguaggi dominanti. Che bellezza! Mi sembra di aver trovato, in Savinio, un amico.
"L’uomo pensa male perché pensa circolarmente. Ritorna di continuo sugli stessi pensieri, e scambia per pensieri nuovi l’altra faccia dei pensieri già pensati. È il pensiero classico. Il pensiero chiuso. Il pensiero conservatore. Il pensiero che al centro di se stesso trova Dio. Chi ha il coraggio di rinunciare a questa «divina» conclusione, rompe il cerchio e si mette per una via libera e diritta, che non conosce meta, non conosce conclusione perché è infinita." (p. 40)