I racconti che completano il libro sono: Amadé e L'ultimo postiglione (inedito). Il tema è Mozart, sempre Mozart. Storie che nascono da quando un anonimo telefona alla protagonista femminile del romanzo e senza dire una parola, fa ascoltare i pezzi salienti del repertorio mozartiano, una volta Serenata Haffner e la volta dopo un duetto del Don Giovanni.
Laura Mancinelli (Udine, 18 dicembre 1933 – Torino, 7 luglio 2016) è stata una germanista, medievista e scrittrice italiana. Docente universitaria, traduttrice e autrice di romanzi storici, si è laureata nel 1956 in lettere moderne all'Università di Torino, con una tesi in letteratura tedesca.
Amo Mozart da quando ero un ragazzino. Centinaia di ore con le cassette e poi i CD della Deutsche Grammophone. Una play list atipica la mia: alternavo Mozart ai Depeche Mode, ai Cure, ai Beatles. E più volte ho sognato di dialogare con Mozart: mi confidava quanto gli piacessero le melodie "moderne" e anche l'heavy metal 😅. È per me un amore indiscutibilmente profondo quello per Mozart. Così, quando ho intercettato "Il fantasma di Mozart" di Laura Mancinelli, non ho resistito. Tre racconti di cui il primo, che dà il titolo al libro, prende spunto da un aneddoto realmente accaduto alla scrittrice: per un anno, qualcuno la chiamava al telefono per farle sentire opere di Mozart senza però mai venire allo scoperto. In questo racconto, ambientato in una Torino magica e descritta sempre poeticamente, una coppia cerca di venire a capo di questo mistero, tentando di smascherare il mozartiano e cominciando, un po' per scherzo, a pensare che a telefonare possa essere proprio il fantasma di Mozart. La coppia si diverte a inventare stratagemmi per risolvere il caso. Questa dimensione ludica e coinvolgente risulta dissonante (e questa è la parte che mi ha affascinato maggiormente) rispetto a ondate di nostalgia della protagonista e della coppia stessa: il divertimento e la malinconia vanno a braccetto e si alternano, proprio come nelle mie opere preferite del grande compositore di Salisburgo. In "Amadé", il secondo racconto, troviamo un Mozart giovanissimo, in visita a Torino, che si innamora della bella Rosina. L'incontro con l'amore, ben tratteggiato in queste pagine, porterà gioia e amarezza al compositore che però imparerà a tramutare in musica questa prima delusione amorosa. "L'ultimo postiglione" chiude il libro: Mozart è solo nel suo appartamento: senza soldi, dimenticato da tutti, trasandato, con un ultimo sforzo recupera quanto appreso a Torino da ragazzo e tramuta in note e melodie il dolore per la solitudine esistenziale e la paura della fine imminente.
Ho amato le numerose descrizioni di Torino, sempre preziose, e i giochi di luci e ombre che, in un libro solo apparentemente "lento", creano un ritmo inatteso e gradevole.
Volevo leggere delle storie brevi e avendo questo libro ho provato. Purtroppo non fanno per me, l’ho trovato noioso. Ma non fatevi spaventare, la scrittura è ottima e Torino è magica, magari il libro fa per voi. Della stessa autrice ho apprezzato molto di più La lunga notte di Exilles.