Ho sempre amato le biografie, perché permettono di farsi un'idea abbastanza approfondita sul personaggio di cui si narrano le vicende, attraverso la lettura degli eventi principali e secondari della sua vita e l'analisi degli incontri e dei rapporti che ne hanno forgiato l'indole e il pensiero. "Gramsci: una nuova biografia" riesce compiutamente negli intenti descritti, anche se devo puntualizzare quanto segue:
1) è la prima biografia che leggo su Gramsci, per cui non ho altri metri di paragone;
2) non ho mai avuto un approccio organico all'opera gramsciana, avendo letto solo saggi e alcuni passi dei Quaderni;
3) il mio punto di vista è compromesso in partenza per via del personaggio di cui si tratta.
È chiaro, infatti, che approfondire la vita di un uomo, politico, filosofo, autore di caratura immensa qual è stato Antonio Gramsci significhi rafforzare il senso di ammirazione sconfinata che si può provare per una personalità dalla mente finissima e dalla cultura imponente, che non ha mai abiurato le proprie convinzioni e le ha difese strenuamente fino alla fine, anche in catene, anche nell'infermità.
Questa biografia, insomma, è molto accurata e interessante, ma anche perché è straordinario il soggetto di cui si parla. Dai passi scelti dal biografo emerge ciò che mi ha colpito e ispirato di più, cioè la resilienza caratteriale di Gramsci, che nella tragicità della sua esistenza, piegato dalla malattia prima, dal confino poi e dal carcere in epilogo, ha sempre reagito alle avversità con un atteggiamento più che valoroso, anche nei momenti di massima disperazione.Un uomo piccolo di statura ma gigantesco nell'animo.