Brave ha diciotto anni, è fragile e indifesa. Esiliata dalla sua terra è costretta a fuggire dalle grinfie del Carceriere finché non incontra Dragos, il re vichingo di Neubourg. Brave non può sfuggirgli, è destinata ad essere adesso appartiene al suo popolo. Per la prima volta, vicino a Dragos, sente di poter ascoltare il suo cuore, ma il passato cercherà di dividerli. Una crudele legge si frappone tra lei e il per i vichinghi l’amore è solo una debolezza. Brave dovrà imparare ad essere forte e coraggiosa; dovrà affrontare il passato e salvare il suo amore. Perché lei è la Signora dei Draghi e i draghi reclamano il suo sangue.
«No!» gridò ancora Brave, ribellandosi. «Ferma!» ringhiò lui. L’agguantò per i capelli e la costrinse in ginocchio. Poi, fissandola dritto negli occhi dorati, le «Questo è il regno di Neubourg e queste sono le sue leggi.» E la marchiò per sempre.
Brave è una giovane donna che viene esiliata dal suo regno con un carnefice che le da la caccia. Sarà Dragos, re vichingo di Neubourg, a fermarlo e a salvare la Signora dei draghi. Brave è destinata a essere sua e adesso gli appartiene. Lei dovrà imparare a essere coraggiosa e a combattere per salvare coloro che ama.
Oggi vi parlerò del romanzo fantasy dell’autrice Chiara Mineo, non avevo mai letto qualcosa di suo e ne sono rimasta conquistata. L’inizio è stato piacevole, ma mancava quel pizzico in più che mi travolgesse al punto da divorare il libro, punto che è arrivato più o meno a metà romanzo, tanto da finirlo tutto d’un fiato.
La scrittura è scorrevole e abbellita con il giusto linguaggio per l’ambientazione e l’epoca, rimanendo al tempo stesso semplice e leggera. Le descrizioni, senza troppi fronzoli, danno la giusta idea di ciò che stiamo leggendo, facendoci immergere nella storia, immaginando colori e profumi… da ciò che ho intuito l’autrice, per queste cose, non lascia niente al caso, tutto ha un senso logico.
L’idea che tutti pensino di essere una legenda – il regno dei draghi lo crede dei vichinghi e viceversa – è interessante perché poi le due realtà si scontrano piano piano e il lettore ne segue ogni passo. Stessa cosa accade per la storia d’amore, in parte ci struggiamo anche noi nelle emozioni dei protagonisti, perché anche in questo l’autrice è stata brava, le descrive in maniera semplice ma dettagliata dando intensità a ogni parola.
Inutile dire che il fascino dei draghi è sempre coinvolgente, e soprattutto chi non vorrebbe essere la Signora dei draghi? E sono sicura che anche a voi piangerà il cuore nel leggere dello sterminio messo in atto dal re Dorian.
I vichinghi sono descritti in maniera accurata, così come le loro leggi. Sono sicura che Dragos, il re, vi conquisterà subito, ma verrete affascinati anche da Morten, mentre non ho dubbi sul fatto che avrete antipatia per Luxuria. Nella sua semplicità l’autrice è riuscita davvero a trasmettere tutto ciò che i suoi personaggi rappresentano, dandogli vita e rendendoli reali.
Se amate il genere fantasy, i draghi e perché no anche i vichinghi, non posso che consigliarvi questo libro, quindi buona lettura.
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È il primo libro che leggo di quest’autrice e devo dire che purtroppo mi ha molto deluso. Le prime pagine, i primi capitoli, sono scritti molto bene e coinvolgono nella storia, ti fanno venire voglia di leggere di più, però poi il libro si perde. Si perde nel nulla! I personaggi diventano completamente OOC, salvo forse Morten. Cioè un re vichingo, il più forte di tutti, indomito, selvaggio che corre dietro a Brave come un quindicenne “Eh, ma io la voglio. Si, però sono il re dei vichinghi e noi abbiamo leggi. Ecc”. Cioè ammetto di non essere espertissima sui vichinghi, però sono sicura che non si comporterebbero così! Cioè dai... poi Brave è una schiava. Sarà pure figa, ma è pur sempre una schiava, cioè se te la vuoi sbattere, te la sbatti. Sei il Re. Dopo potrai avere rimorsi, ma non prima, dopo e durante! Poi anche Brave... io boh. Fossi stata Dragos l’avrei presa a cinghiate. “Eh ma io ti amo. Però sono una schiava *fugge e piange*”.... capisco che ha vissuto un trauma, però figlia mia non fare la gatta morta. Ti sei fatta addestrare da Morten? Reagisci! Boh mi sembra che l’addestramento sia servito a riempire il buco di trama che aveva lasciato la partenza di Dragos. Poi anche il fatto che lei resta incinta sembra messo lì a caso, solo per dire “Aaaaw ha dato il nome del drago al figlio!”. Brave non sembra manco una madre verte volte... cioè se ricorda del figlio così. Per non parlare di Luxuria (già dal nome...) che serve solo da controparte per far risaltare Brave. Quando Dragos rischia di morire, ci sarebbe potuta essere una “tregua”, si sarebbe potuta creare una sorta di complicità tra lei e Brave per il bene dell’uomo che amano... invece no, anche adesso cose a caso. A mio avviso non c’è neanche world building... cioè le cose vengono buttate là: la gerarchia dei vichinghi non viene spiegata bene, dove si trovi il regno di Brave manco (le sue stesse origini vengono rivelate a caso, giusto perché bisogna dirle), i draghi non vengono descritti bene, così come gli ambienti. Nelle prima pagine tutti questi elementi c’erano! C’erano, ma poi si sono persi per dare spazio a una trama inconsistente... Ho dato una stellina giusto perché i primi capitoli sono piacevoli... e perché l’ho preso in eBook, spendendoci poco (perché se l’avessi preso cartaceo manco due stelline gli avrei dato). Vorrei leggere anche l’altro libro, ma non lo so. Non riesco a capire che tipo di libro l’autrice intendesse scrivere: un fantasy, un romance, un thriller... boh. Ci sono fan fiction scritte meglio
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Lei è la signora dei draghi, lui un vichingo freddo come il ghiaccio, un amore agli occhi degli altri impossibile. Scenari incantati e fiabeschi con un mix di leggenda e storia…. Siamo nell’era dei vichinghi in un posto incantato fatto di foreste e di villaggi fatati. Il libro inizia proprio in quelle foreste con un incontro accidentale, ma molto fortunato per Brave, con il re di Neubourg, Dragos, il vichingo per eccellenza. Bello da far male ma privo di emozioni, per lui esiste solo possesso. Narrato in terza persona Brave è una ragazza che può sembrare all’inizio una ragazza senza polso, ma che si rivela forte e tenace degna del suo nome e della sua stirpe; coraggio e forza non le mancheranno, soprattutto per sopravvivere in un villaggio come quello dei vichinghi dove la forza bruta regna sovrana. Lei è la signora dei draghi e se, all’inizio, questa sua potenza viene soffocata,,verso la fine avrà l’opportunità di riscattare il suo vero posto. Dragos, il vichingo che al posto dei gli occhi ha due gemme verdi, freddo cinico e dotato di una bellezza possente, per lui non esiste amore ma solo battaglie e incontri di due corpi che si soddisfano a vicenda. Ma anche un vichingo che, nonostante non creda nell’amore, cambierà per Brave e farà di tutto per proteggere lei e il frutto del loro amore finché avrà vita.
Lei gli sputò in faccia, lui le schiaffeggiò la parte ancora sana del volto. Lui la schiaffeggiò lei gli morse il polso. Dragos, con un colpo del braccio, liberò la superficie del tavolo. Piatti e boccali finirono a terra in un rumore fragoroso. L’afferrò per la vita e la scagliò sul tavolo, la gamba sinistra di lei sopra la sua spalla, la mano di lui che legava i suoi polsi sopra la testa. Con l’altra mano le afferrò il mento, le dita scavarono nella pelle. «Tu sei mia, schiava. E farai quello che ti ordino se tieni cara alla pellaccia.» «Preferisco essere la puttana dei tuoi barbari che la tua schiava» gli rispose Brave indignata.
con il mare in tempesta.
Lo stile è molto fluido presentando una lettura che, anche se è un libro molto sostanzioso, non porta ad annoiare e scorre velocemente. Il linguaggio è molto forte in alcuni punti, ma quello è il mezzo per capire veramente il comportamento dei vichinghi nei confronti della vita e soprattutto di Brave. Un Fantasy molto romanzato, per buona parte del libro non ci sono molti colpi di scena ma solo una quotidianità di un amore che cresce e lotta tra la lontananza e le avversità. Soltanto verso le fine i colpi di scena non mancheranno e ci sarà uno splendido epilogo. Bellissimo.
«Io amo te.» Brave restò senza fiato,tre semplici parole che le scaldarono il cuore. Dragos si piegò ancora una volta per baciarla,ma prima che potesse posare la sua bocca contro la sua lei sussurrò: «Credevo che i vichinghi non provassero amore. Che l’amore fosse debolezza. «Zitta e baciami,femmina» E Brave obbedì. Tutto aveva un inizio e una fine, ma quello… era un per sempre. Recensione a cura di Maria Di Lorenzo
Non avevo ancora letto niente di quest’autrice e devo dire che è stata una bellissima sorpresa. La scrittura è molto scorrevole, il linguaggio usato è perfetto per il periodo in cui è ambientato; anche gli ambienti e le atmosfere sono descritte benissimo, sembra davvero di vedere tutto, di sentire i profumi e percepire lo spazio attorno ai protagonisti.
“Ma ciò che più lo sorprese non fu la fonte o le sue acque limpidissime ma i draghi appollaiati tra una scogliera e l’altra. Minacciosi incombevano intorno alla fonte, come a volerla proteggere da occhi indiscreti. All’apparenza potevano sembrare minacciosi, maestosi ma se eri stato invitato allora erano innocui. Erano bellissimi, bianchi, argentati, verdi, rosa. Erano uno spettacolo che lasciava senza fiato.”
Veniamo appunto ai protagonisti: perfettamente descritti e caratterizzati, facciamo pian piano la loro conoscenza, e mentre la storia evolve, si scoprono, crescono e cambiano davanti ai nostri occhi. Brave all’inizio è debole, delicata, indifesa, anche se è la Signora dei draghi; il fratello l’ha sempre tenuta sotto una campana di vetro, e non ha mai sperimentato il suo potere. Seguendo la narrazione scopriremo insieme a lei quanto è forte e coraggiosa.
“Lunghe onde rosse, del colore del tramonto più scuro, del sangue copioso, le incorniciavano il viso pallido, striato dalle lacrime. Le labbra carnose erano piegate in una smorfia di dolore e paura. E gli occhi… gli occhi erano oro fuso, erano il nettare degli dei, in loro era stato congelato il tuono del dio Thor.“
Si ritrova in un villaggio vichingo – i vichinghi per lei erano solo una leggenda – e deve fare i conti con un popolo che non vede di buon occhio gli stranieri.
“Potevano marchiarle il corpo, ferirla, umiliarla, ma non avrebbero mai ucciso il suo animo. Loro potevano essere i vichinghi, ma un volere superiore aveva baciato la sua vita e non l’avrebbe sprecata.”
A salvarla è il re – e che re, direi – Dragos, un guerriero forte e glaciale, combattuto tra il suo dovere verso il popolo e ciò che, invece, desidera.
“Era un uomo buono, era amato dalle donne, ma contro i nemici non aveva pietà. Per loro non esisteva altro che il vichingo freddo, senza cuore. E tutti dovevano temerlo. Era scritto nel suo destino: il tuo popolo amerà la tua gloria, il tuo nemico temerà la tempesta che divamperà nei tuoi occhi. E lui aveva domato e imprigionato la tempesta nei suoi occhi di giada.”
Troviamo anche altri personaggi molto interessanti: Luxuria, una guerriera vichinga che considera Brave sua rivale, per via del rapporto con Dragos.
Una storia piena di passione e amore. ~ Brave signora dei draghi è il primo libro della serie di Neubourg. Libro autoconclusivo. Questa storia è stata un tripudio di emozioni sia belle che brutte. Noi seguiamo le vicende della protagonista Brave e ci immergiamo in pieno nelle sue emozioni, l'incontro con Dragos, il re dei vichinghi, non è dei migliori infatti all'inizio ci saranno molti litigi tra loro ma c'è sempre qualche forza misteriosa che li lega tra loro, in più il loro rapporto è pieno di passione e ardore. Brave si dimostrerà, pian piano che va avanti la storia, una vera e propria guerriera, una vera e propria signora dei draghi indomita e coraggiosa. Dragos è un re duro che non si fa rapire dai sentimenti, infatti l'amore nel regno dei vichinghi è come se fosse stato bandito, lasciando posto solo al piacere di combattere. ~ L'autrice è stata molto attenta ai dettagli nelle descrizioni di un antico popolo ovvero quello dei vichinghi e non mancano le descrizioni sulla mitologia norrena. Ma anche del popolo dei draghi custodi di una misteriosa fonte. ~ Noi conosciamo Brave nel momento in cui sta scappando da qualcuno e durante tutta la lettura ci vengono mostrati dei piccoli pezzi del suo passato rendendo tutto molto misterioso e aumentando la curiosità del lettore nel voler scoprire di più. ~ Verremo anche a conoscenza di altri personaggi che saranno indispensabili per tutta la lettura. Ci sarà Lugo fratello minore di Dragos e grande stratega nonché marito di Céline (nella Neubourg series c'è anche un libro su di loro e devo ammettere che sono curiosa), Morten il maestro che addestra Brave, Claus fratello di Brave e Luxuria una guerriera vichinga che metterà molto spesso i bastoni tra le ruote fra Brave e Dragos. ~ Sono tutti personaggi che vorresti approfondire perché ti affezioni subito a tutti loro. ~ Apprezzato anche la scrittura dell'antagonista, spregevole e misterioso, l'odio ha annebbiato la sua anima e solo Brave sarà capace di fermarlo. ~ Stile di scrittura semplice e fluido.
Trama ben sviluppata ed originale. Mi ha appassionato molto l'ambientazione. Le sensazioni e le emozioni che si provano leggendo ti fanno entrare dentro alla storia vivendola in prima persona. Mi è piaciuto avere i punti di vista dei diversi personaggi durante tutto il libro.I personaggi ben delineati scritto in maniera sublime. È il primo libro che leggo della Mineo su consiglio di un'amica ma mi rifaccio sicuro. Brave ha un cuore imme so, nonostante sia stata esiliata ama con tutto il suo cuore il fratello e il suo popolo anche se le hanno girato le spalle. Che dire del re vichingo Dragos? Si ribella ai sentimenti perché come dice i Vichinghi Non amano è una debolezza ma per sua fortuna la sua debolezza è la regina dei draghi una donna dalle sembianze docili e indifesa ma che si scoprirà come la più forte dei vichinghi quando il cattivo della situazione metterà a rischio i suoi amori. Non manca la magia come dovrebbe esserci nei fantasy, l'avventura e le battaglie. Mi ha stupito trovare tra le pagine la passione e l'amore. Per me davvero top. Super consigliato.
«No!» gridò ancora Brave, ribellandosi. «Ferma!» ringhiò lui. L’agguantò per i capelli e la costrinse in ginocchio. Poi, fissandola dritto negli occhi dorati, le disse: «Questo è il regno di Neubourg e queste sono le sue leggi.» E la marchiò per sempre.
Ho già letto un paio di libri di questa autrice, che personalmente non mi avevano colpito molto, ma dopo aver letto questo comincio a pensare che se la cavi meglio col fantasy con gli altri generi. Fantasy romance, vorrei specificare. Ho notato diversi errori di distrazione, tra cui addirittura il nome dei personaggi (come Drago invece di Dragos), ma non voglio farne una questione di stato. D'altronde non è facile trovare libri senza nemmeno un errore grammaticale e mi sto rassegnando alla cosa. La protagonista cresce man mano che la storia procede, sia esternamente che interiormente. Alcune cose non mi sono molto chiare, tipo la fine che ha fatto la madre, e mi sarebbe piaciuto che il rapporto fra lei e Dragos non partisse subito con l'attrazione sessuale, ma ho imparato che in un romance è la prassi. Si inizia che non si sa niente su come Brave finisca in mezzo a una tormenta di neve in procinto di morire dissanguata e congelata e ogni tanto abbiamo uno scorcio sul suo passato quando si fa prendere dalla nostalgia o dal senso di colpa. Pur essendo tutto abbastanza prevedibile è stata una lettura carina che posso consigliare a chi piace il genere.
Ci ho riflettuto a lungo prima di scrivere questa recensione, perché onestamente pur avendo dato tre stelle piene il libro mi ha convinto davvero poco, tanto che non provo alcuna curiosità nel proseguire la serie o leggere altro dell'autrice (almeno per ora). Inizierò dalle cose positive, perché ovviamente ci sono e non sono trascurabili: oltre alla copertina molto evocativa, lo stile di scrittura mi è piaciuto, l'ho trovato assai scorrevole, ben strutturato e curato; l'incipit è d'impatto e incuriosisce, così come la costruzione del world building, sebbene quest'ultimo aspetto sia, andando avanti nella storia, un poco trascurato e con qualche buco piuttosto evidente (ma riconosco la cura nel ricreare la società vichinga e il regno dei draghi). Anche il finale non è male, c'è il pathos, la commozione, il sacrificio e ovviamente l'amore...diciamo che il tutto si chiude degnamente, per fortuna senza grossi cliffangher. Passiamo ora alle note dolenti: la storia d'amore (se così si può chiamare) e i personaggi, in particolare i protagonisti. Senza scendere nel dettaglio, per non fare spoiler, posso dire che di amore e romanticismo, o dolcezza, o anche solo rispetto e comprensione dell'altro io ho visto poco e nulla. C'è lussuria, c'è il dominio e la sottomissione, c'è quella che mi pare una brutta Sindrome di Stoccolma (perché altrimenti non si spiega come Brave sia giunta dall'odio all'amore XD) e anche quei pochi e rari momenti in cui sembra di scorgere una certa morbidezza nel rapporto tra Brave e Dragos, viene subito tutto spazzato via da qualche scena discutibile o dal sesso. La nostra protagonista, Brave, è a tutti gli effetti una vittima. Questo è come appare fin dalla sua prima comparsa e questo rimarrà sempre nell'animo, nonostante i vari tentativi (poco convincenti) dell'autrice per mostrare una certa crescita, la nascita di una forza o almeno di una consapevolezza di sé. Brave viene trascinata dagli eventi, dagli altri personaggi, le sue rare iniziative (come imparare a combattere) alla fine si rivelano tutto fumo e niente arrosto (perché ovviamente non solo non combatte, ma sarà il sacrificio altrui a risolvere la situazione), i suoi cambi di posizione lungo il racconto (da schiava, ad amante, ad esempio) non cambiano di fatto il suo ruolo di sottomessa. Insomma, non ci crede nemmeno lei stessa e di riflesso non ci crede nemmeno il lettore XD Su Dragos non ci voglio spendere troppe parole, è il re dei Vichinghi, è crudele, non si fa problemi ad andare a letto con Brave e nel contempo con altre, non si fa problemi a relegarla in luoghi sperduti quando salta fuori una circostante imprevista e particolare (e campata in aria aggiungerei) , non si fa problemi a marchiarla come una mucca (per proteggerla ovviamente! o meglio per proteggere la sua posizione, perché giammai sfidare la legge dei vichinghi!) e potrei continuare ma mi fermo qui. E' un personaggio poco affascinante per me, a volte francamente odioso, ma almeno coerente con se stesso fino alla fine e sicuramente di carattere. I personaggi secondari o sono odiosi (Luxuria) o nascondono il loro opportunismo (vedi tizio maestro di spade che manco ricordo come si chiama) o fanno solo pena per la loro dose di sfiga perenne (Dorian); in generale nessuno risulta positivo, o spicca per simpatia o alleggerisce la situazione a volte fin troppo pesante, nessuno aiuta davvero disinteressatamente Brave o instaura un vero rapporto con lei (che del resto non fa nulla per cercare di essere accettata dalla società vichinga, anzi), nessuno, insomma, rimane impresso. Concludo con una frase che mi ha fatta rabbrividire ma coglie secondo me il fulcro del romanzo:
"L'amore si può manifestare in tanti modi, Brave. Anche con la crudeltà."