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La guerra silenciosa #2

Garabombo, El Invisible

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En este largo caminar, el escritor peruano Manuel Scorza en su novela Garabombo, el invisible (SCORZA,1972) juega con el lenguaje mítico y la verdad histórica y presenta una estética volcada hacia la protesta y la liberación, denunciando la explotación del hombre por el hombre.

La lectura de Garabombo, el invisible objetiva señalar como el discurso paródico de Manuel Scorza, a la luz de los conceptos de Linda Hutcheon, en Uma Teoria da Paródia, se convierte en vehículo para que el autor revise la opresión y confiera a la novela un carácter de denuncia. Esta parodia se utiliza de la transgresión confusional y dionisíaca de algunos personajes, lo que nos lleva al teórico francés Michel Maffesoli, en su obra L’Ombre de Dionysos. El quehacer literario paródico de Scorza se construye en la lectura dialógica con el pícaro tradicional, para revelar la crisis de identidad que siguen pasando las culturas marginadas de América.
Suely Reis Pinheiro.

254 pages, Paperback

First published January 1, 1972

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About the author

Manuel Scorza

25 books50 followers
Manuel Scorza (September 7, 1928 - November 27, 1983) was an important Peruvian novelist, poet, and political activist, exiled under the regime of Manuel Odría. He was born in Lima.
He is best known for the series of five novels, known collectively as "The Silent War," that began with Redoble por Rancas (1970). All five have been translated into more than forty languages, including English.
He died when his plane, Avianca Flight 011, crashed on approach to Madrid's Barajas Airport after striking a series of hilltops. The crash killed 181 passengers, including Uruguayan literary critic Ángel Rama and Mexican writer Jorge Ibargüengoitia.

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Community Reviews

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71 (36%)
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31 (15%)
2 stars
5 (2%)
1 star
5 (2%)
Displaying 1 - 15 of 15 reviews
Profile Image for Alea.
17 reviews12 followers
September 13, 2012
La storia di Garabombo è il secondo romanzo del ciclo dedicato alla lotta dei contadini peruviani contro i soprusi dei proprietari terrieri e delle autorità corrotte, per rivendicare il diritto alla terra e alla sopravvivenza.
Rulli di tamburo per Rancas è il primo (e chi se lo scorda più).
Anche in questo secondo romanzo, la realtà si intreccia con i sogni e con l’elemento soprannaturale: cavalli che parlano (i dialoghi tra Girasol lo sciupagiumente e il suo padrone Ladro di cavalli sono straordinari), il nano gobbo che si trasforma in Adone, Garabombo che ha il dono dell’invisibilità.
E’ la cifra del realismo magico di Scorza: la lotta degli indios si muove pungolata da fatti strabilianti e meravigliosi.
Senza eroi e sogni e madre coca che indicano la strada, i comuneros non riescono a maturare la consapevolezza dei propri diritti e ad opporsi alla prepotenza dei latifondisti e delle autorità ad essi legate.
E’ invisibile, Garabombo.
Le sue proteste non sono ascoltate dalle autorità perché non lo vedono, non lo sentono.
“In prigione aveva capito la vera natura della sua malattia. Non lo vedevano perché non lo volevano vedere. Era invisibile come sono invisibili tutti i reclami, gli abusi e le lamentele” pag. 180
Tuttavia Garabombo impara a sfruttare questa dote: come fantasma, si intrufola nelle caserme e nelle case, viaggia attraverso i territori presidiati dai soldati, spinge alla rivolta i comuneros dei villaggi distanti, edifica e distrugge tre volte la scuola, il pretesto per gli accordi tra comuneros, dopo che la Sottoprefettura aveva vietato le riunioni comunali tranne quelle a scopo di culto o di pubblica utilità.
Organizza e guida la marcia silenziosa per la riappropriazione delle terre degli avi.
(senza gli eroi che si ammantano del mito e del prodigioso, il popolo tace, non ha la forza di sollevare il capo)
“Questo è l’agitatore, signor sergente,” informò Marzanedo. “Questo è il famoso Garabombo. E’ vissuto protestando.”
“E morirà protestando.”
Morirà, Garabombo.
Sui terreni “ricuperati” restano i corpi dei comuneros, centinaia e centinaia di mosche “Sio, sio, sio” a ronzare, le capanne di fango e paglia costruite in due giorni ridotte in cenere dal fuoco, e i cadaveri dei cavalli, anch’essi nobili come i cavalieri coinvolti nella battaglia, sbranati dai cani, cani venuti da lontano a spolpare le carcasse, assieme agli avvoltoi.
Muore Garabombo, muore Ladro di cavalli, muore Sulpicia la generosa. Muoiono in tanti, ma non si spegne lo spirito della rivolta, come suggeriscono le pagine finali.
Tuttavia la forza prepotentemente corale e poetica che spirava dalle pagine di Rulli di tamburo per Rancas, in questo secondo libro della serie non l’ho sentita.
Anzi, il personaggio che in modo più forte mi ha colpito, non è stato il donchisciottesco Garabombo, ma Remigio lo zoppo, il poeta, il folle.
Un personaggio strano: inforca occhiali senza vetri per guardare, scrive lettere schiumanti disprezzo per le autorità, vive quasi di elemosina e di compassione a causa della sua deformità fisica e mentale.
Però, oggetto di uno scherzo dei potenti che fingono di apprezzarne le doti intellettuali, si trasforma da brutto anatroccolo a cigno, e la metamorfosi “ingentilisce” tutto, anche la veemenza dei suoi scritti.
Si schiera dalla parte dei padroni, e i comuneros non lo riconosco più.
Alla fine si perde, abbandonato da tutti.
Forse il personaggio di Remigio può essere considerato una grande sferzata di Scorza sul potere innalzante della lusinga, e della sua fugacità.
Anche Remigio è emblema, come lo è l’invisibilità di Garabombo.
Rispetto al primo libro del ciclo, Storia di Garabombo mi è sembrato meno impetuoso e meno spontaneo.
Costruito, più che ispirato.
Vedremo il terzo
Profile Image for Jaime.
182 reviews10 followers
August 5, 2018
Novela extraordinaria y fundamental. Con enorme calidad literaria, manejo de lenguaje, construcción de personajes (sobre todo Remigio y Garabombo pero también varios más) y situaciones que van de la realidad histórica a lo mítico y lo fantástico, Scorza teje -con humor y muy lejos del panfleto- la epopeya de la lucha de los chinchinos por su tierra. Novela que todo lector (y autor) tendría que leer alguna vez.
Profile Image for Il Pech.
382 reviews28 followers
January 6, 2024
Secondo volume di una pentalogia in cui Scorza racconta la lotta impari degli indios peruviani ridotti alla fame dai ricchi latifondisti che gli hanno rubato tutte le terre ed il bestiame.

Scorza, che ha una grande passione per flashback/forward, si lascia andare a qualche finezza, soprattutto in apertura dei capitoli, ma di base la sua narrazione è semplicissima, sarcastica e zeppa di dialoghi.
A me ricorda parecchio Vonnegut
- nella scena madre/finale (pelle d'oca, quasi piantino)
- per la facilità con cui maschera/mescola i sopprusi con amare risate
- per le volgarità gratuite e necessaria
- per la continua strafottente incazzata critica allo stato e ai potenti.

Come in Rancas ci sono tanti personaggi fighi
Alcuni hanno qualità eccezionali altri non si sa se le abbiano o se siano solo convinti di averle, come il protagonista Garabombo che dopo aver passato diversi giorni davanti all'ufficio reclami e aver provato a protestare davanti ad ufficiali che non lo degnano di uno sguardo capisce di essere diventato invisibile!

Il libro è divertente leggero e scorrevole ma i fatti narrati sono crudeli e agghiaccianti. Soprusi continui che mi fanno venire voglia di gridare Latifondisti figli di puttana, vi taglierò la gola e berró il vostro sangue di merda.
Profile Image for Giovanna.
301 reviews29 followers
April 15, 2022
Molto commovente il finale e molto argute le lettere di uno dei personaggi che da sole, a mio parere, rendono imperdibile la lettura del romanzo . Per il resto, niente di paragonabile al primo romanzo della serie
Profile Image for Ste Pic.
68 reviews34 followers
December 15, 2018
giudizi in un haiku

la dittatura
rende invisibili
senza clamori
Profile Image for Thor.
104 reviews6 followers
May 10, 2024
«Los traidores no merecen ni la tierra de sus tumbas.»

En la misma línea que el primer libro de La guerra silenciosa, Scorza nos sumerge aún más en el mundo de las comunidades campesinas de Pasco y da rienda suelta a contextos y situaciones que, siguiendo a Carpentier, retratan al mundo externo lo real maravilloso que resulta un día a día común y corriente en cualquier parte de Latinoamérica. La carencia de una voz y el símbolo del oprimido sin ésta, Garabombo —junto sus deseos, anhelos, necesidades y demás— es invisible a los ojos del poder fáctico criollo, tal y como lo es el mundo andino. Pero esa misma invisibilidad, producto del desprecio y la condescendencia, le permite al mundo andino ponerse en pie de lucha para elevar su voz.

Y toda vez que es obtenida, que se deja de ser invisible, no hay marcha atrás.

Quizá no con la misma potencia que Redoble por Rancas, aún así Historia de Garabombo, el Invisible, tiene momentos y personajes brillantes: desde el Abigeo y sus sueños —magistral el capítulo del sueño de las orejas—, pasando por el Ladrón de Caballos y el caballo Girasol —que ejecutan lo comédico y enrumban, a la par, a lo trágico— y Garabombo —y los otros usos que se le puede dar a la invisibilidad…— hasta el del mismo Remigio —y el simbolismo del pretendido encumbramiento social a partir de la imagen como recordatorio que, en el Perú, la discriminación tiene capas para regalar—.
4 reviews
May 4, 2026
Llega a ser muy cruda pero lastimosamente real la forma en la que Scorza retrata la realidad andina, no hay nada tan horrible ni perverso que pensar que las mismas personas que nos juran proteger del mal son las que denigran y abusan de los derechos de los andinos. Han habido momentos en los que no fui capaz de continuar de manera uniforme la lectura por no poder tolerar la forma en la que insultaban los caporales o militares. Supongo que es una realidad, aún años después estoy seguro que hay en la sierra escenas así, tal vez más controladas pero siguen habiendo.
This entire review has been hidden because of spoilers.
Profile Image for Diego José.
22 reviews
September 1, 2025
Continuando con la pentalogía llamada "La Guerra Silenciosa" leí este libro esperando una historia similar a la de Redoble por Rancas, que fue lo que encontré.

En mi caso, este libro siguió socavando esta sensación de injusticia que uno siente por lo que sucedía con las comunidades de Pasco (y quizá en varias zonas del Perú) a mediados del siglo XX. No se cuanto de la novela esta basada en hechos reales, pero conociendo un poco de mi país me entristece saber que la historia real pudo ser tal cual esta narrada en este libro.

La prosa poética de utiliza Scorza creo que hace que lo que estamos leyendo nos llegue mas al alma y remueva todos esos sentimientos de impotencia que nos marcan como país.



3 reviews1 follower
November 12, 2023
Read in Polish translation. Amazing, funny, sad, captivating and... Relatable. It did feel like it could be a story about Polish people on a shelf with Pan Tadeusz or Chłopi, just about our brethren Peruvian nation.
56 reviews
November 26, 2025
Secondo libro della Pentalogia.
Scorza mantiene le premesse di "Rulli di tamburo per Rancas". Un'ironia beffarda accompagna i personaggi all'epilogo.
Bellissimo il significato polivalente dell'invisibilità di Garabombo.
Profile Image for Antonio Rodríguez Soto.
66 reviews
May 29, 2022
La historia de Garabombo, es la historia de las luchas que comenzaron en "Redoble por Rancas", el conflicto es el mismo, la opresión de hacendados, funcionarios e incluso de aquellos como el abogado de la comunidad de Chinche o los oficiales desplegados para reprimir la lucha.
La historia se narra en desorden contando la hazaña de Garabombo paseándose invisible frente a los oficiales, luego contando su paso por la cárcel y al final explicando el motivo, de su derrota en el enfrentamiento con los hacendados. Resultan un respiro, las cartas del Niño Remigio, que cuentan un poco los chascarrillos de la vida cotidiana del pueblo algo que luego resulta trascendental para la historia.

Es interesante la presencia del Nictalope y el Juez Montenegro, quizás con poco menos de protagonismo pero similar importancia a la historia de Rancas.

Garabombo sufre al volverse invisible, como si fuera un superpoder, que en el indio es una maldición, un eufemismo para referir que son invisibles a las autoridades cuando se quejan, así Garabombo sufre atropellos y cuando se quejan por ellos, las autoridades no lo ven, pero una vez que trama una sublevación junto a un abogado en Lima que los estafa y termina trabajando para los viernes del Hacendados e Chinche, allí cuando se subleba si lo ven y es apresado por ello. A su salida de la cárcel 3 años después, habiendo aprendido entre apristas y socialistas vuelve al pueblo para continuar su lucha con los ancianos por los que se entregó en arresto a cambio de que los dejarán en libertad, pero estos ahora trabajan para los hacendados. Garabombo se siente traicionado. Se reúne con la autoridad del pueblo, que luego fallecería acosado por tener unos documentos de 1817 donde el rey otorga las tierras a los indios por lo que ellos no necesitan usurpar esas tierras, 'las tierras les pertenecen a los indios'.
Luego de esta noticia llega un nuevo periodo de lucha, primero para reunir firmas, para cambiar de autoridades regionales para que presenten su solicitud de recuperar las tierras, todo ello es saboteado por los oficiales del pueblo, sin remedio, estos ubican los documentos y los queman.
Para continuar su lucha y reunirse libremente todos los chinchenos se unen para construir un colegio que les ayude a tramar una sublevacion, el tiempo les falta por lo que, para poder seguir construyendo Garabombo decide quemar el colegio hasta dos veces para después tener listos los detalles y hacer un ataque en varias haciendas ayudados por el Nictalope, Melecio Cuellar, Cayetano, los rostros más reconocidos de la población, todos intentar recuperar las tierras.

En paralelo, las autoridades debían celebrar el 27 de noviembre la boda de Remigio el Hermoso el jorobado, cojo y de rostro desagradable que transformado por broma de las autoridades que cansados de sus cartas decidieron tratarlo como notable autoridad y este se transformó, pero luego se enteraría que la boda era mentira y el había Sido engañado, luego escapó a la montaña y no se sabría de el, más que para encontrar una carta donde avisa el ataque de las tropas, el se enfrentó a los soldados y le disparan.

La sublevacion también como en Rancas falla, debido al ataque del ejército, supieron aguantar bastante tiempo, incluso pareciendo que habían ganado, pero luego de las fiestas los soldados atacan y queman las chozas que eligieron y mataron 300 caballos y arrasaron a todos los indios, tomando algunos pocos rehenes.

La historia acaba cuando en otro pueblo se enteran de esta sublevacion y esperan armar una nueva lucha, dando pie a otra historia.
This entire review has been hidden because of spoilers.
Profile Image for Susana.
1,024 reviews200 followers
September 3, 2011
Leí los 5 libros que componen esta serie de Manuel Scorza sobre la lucha de los indios del Perú hace más años de los que quiero recordar. Me lo trajo mi padre en un viaje que hizo a Lima y lo demás los fue comprando y coleccionando con dificultades, algunos de la colección Monteavila, otros en librerías más remotas. Marcaron mi imaginación y sensibilidad social ante las terribles condiciones de vida de los indios, que no pretendo entender.
Siempre quedará marcada en mi la frase: "los indios del Perú serán libres el día que los chanchos vuelen" ... desde entonces miro al cielo todos los días y una vez, hace muchos años, vi un globo con forma de cerdo flotando en los cielos del Caracas ...
Profile Image for Jaime.
182 reviews10 followers
January 24, 2018
Novela extraordinaria y fundamental. Con enorme calidad literaria, manejo de lenguaje, construcción de personajes (sobre todo Remigio y Garabombo pero también varios más) y situaciones que van de la realidad histórica a lo mítico y lo fantástico, Scorza teje -con humor y muy lejos del panfleto- la epopeya de la lucha de los chinchinos por su tierra. Novela que todo lector (y autor) tendría que leer alguna vez.
101 reviews2 followers
June 12, 2022
Un altro libro di Scorza che indigna per i fatti narrati e anche per la totale mancanza di conoscenza che si ha di essi. Personaggi descritti sempre con pochissimi tratti caratterizzanti ma che, nell'insieme, delineano la specificità delle popolazioni andine. Come nel libro precedente, spettacolare è la delicatezza e la poesia delle pagine finali in cui l'autore immagina uno scambio di considerazioni tra i cavalli dei comuneros.
81 reviews1 follower
July 14, 2023
Y con esta lloré. Manuel Scorza se metió entre mis autores favoritos para no salir nunca. Épica, emocionante, fantástica, con magia, con sangre latinoamericana.
Displaying 1 - 15 of 15 reviews