Wow. Mi ha lasciata senza parole questo libricino piccolo e scorrevole, ma molto denso. Caratterizzata dalla scrittura pungente di Mazzantini, questa storia è la storia di come la vita di un essere umano cambia da un momento all'altro; è la storia di uno dei tanti invisibili sui nostri marciapiedi.
Ve lo rappresneto meglio con una citazione, e poi, vi consiglio di leggerlo, perchè ne vale assolutamente la pena; perchè questo libro, questa storia, come tutte le storie di Margaret Mazzantini, sanno lasciare tanto, perchè lei sa usare le parole come pochi scrittori sanno usarle. E cinque stelle sono pure poche quando per tanto tempo ti disabitui a leggere storie di una tale intensità.
"Ma resta, sai, qualcosa resta, in quest'aria davanti a noi, tra queste gambe che ci passano davanti come pensieri. Ti sembra che è finito, è finito tutto, t'hanno pure fregato le scarpe, i documenti, che quando arrivi sulla strada sei carne alluvionata... Poi arriva lo strano, una mattina ti svegli e t'accorgi che un po' di vita ti è tornata dentro, magari dal buco di un sogno, o dal buco di una bottiglia. Ti scacci una mosca dalla fronte, che fino a un attimo prima la lasciavi stare. Apri gli occhi e sei neo-nato, nel basso, nella merda, ma sei neo-nato. E questa vita la rispetti più dell'altra. Sei piccolo, bisognoso, ma già sapiente. Non ti fregano più con il superfluo, con i fuochi d'artificio. Hai in mano un nocciolo di pesca, chiudi il pugno, è tutto quello che ti serve."