Un asciutto controreportage di guerra che rompe i vetri del conformismo giornalistico. Igor Man
Il primo grande conflitto del terzo millennio nella ricostruzione di una testimone d’eccezione, che come in un diario racconta gli avvenimenti di quei giorni drammatici. "La guerra ha assunto una nuova forma: finita la carica vittoriosa del più potente esercito del mondo attraverso il deserto, nella primavera del 2003; finita l’avanzata trionfale in un paese che avrebbe dovuto accogliere i soldati stranieri come liberatori; finite le ombre verdi che entravano ogni sera nei nostri salotti attraverso i piccoli schermi televisivi per mostrarci una guerra senza cadaveri filmata all’infrarosso da intrepidi giornalisti. Le immagini che ci giungono dall’Iraq sono di tutt’altro genere. Ostaggi trucidati. Corpi fatti a pezzi da autobomba. Città assediate e bombardate. Prigionieri torturati. Liberatori, con elmetti e giubbotti antiproiettile, asserragliati nelle loro basi. Un’esplosione continua di violenza." Lilli Gruber, luglio 2004
Una delle più valide e conosciute giornaliste italiane racconta in questo libro l'escalation che ha portato alla Seconda Guerra del Golfo, quella che ha portato alla caduta del regime di Saddam Hussein in Iraq nel 2003. Il suo stile rigoroso traccia il profilo delle vicende di quei giorni, dalla sua partenza da Roma come inviata del TG1 alla convivenza con i colleghi di altre testate, alla chiara testimonianza del popolo di Baghdad prima, durante e dopo il conflitto, intrecciandole in modo eccellente con le sue riflessioni. La migliore testimonianza di un evento che ha segnato la nostra storia recente.
"Ho fatto il mio dovere, come tanti altri colleghi. E molti di loro devono avere la stessa sensazione di una missione compiuta. Di passione che ispira chi ama questo mestiere. Le circostanze difficili, la stanchezza, i drammi si dimenticano presto. Si trasformano in aneddoti di cui parlare con ironia. O in ricordi tristi che si raccontano con pudore. Ma la fierezza si radica, nascosta nel profondo del cuore. E so che un giorno, frugando tra i ricordi e le immagini belle e terribili di Baghdad, dirò sorridendo: «lo c'ero»."
Un masterpiece. Uno dei libri più belli che abbia mai letto. Scritto con la solita eleganza austera della Gruber la quale riesce a trasmettere sia fatti sia emozioni. La lettera nel penultimo capitolo, poi, rende questo libro una vera perla rara che tutti dovrebbero leggere. Stupendo.
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Απο τις καλυτερες δημοσιογραφους της γενιας της, εχει καλυψει ολα τα μεγαλα γεγονοτα των τελευταιων δεκατιων,σεβασμος για την αποστολη της στη Βαγδατη,το βιβλιο μας δινει μια μικρη γευση της ζωης των πολεμικων ανταποκριτων. Περιμενα κατι καλυτερο απο τη κα Gruber, βασικα διαβασα ενα μεγαλο ρεπορταζ,τιμιο. Αλλα παλι, Oriana Fallaci ηταν μονο μια....
Un emozionante racconto di un periodo che ricordo ancora bene, nonostante l'etè adolescenziale, e che mi ha permesso di conoscere ancora meglio una giornalista che da quegli anni non ho smesso di seguire.