*!SPOILER ALERT!*
Se non avete letto i romanzi precedenti sconsigliamo la lettura della recensione
Con le ultime pagine del secondo romanzo si è conclusa la storia fra Black e Rose, i quali hanno avuto il loro momento di felicità e lieto fine dopo un pericoloso e tortuoso cammino finalmente. Ma entrambi, in questo arco di tempo dove è accaduto di tutto e di più soprattutto per quanto riguarda Rose, hanno potuto contare sulla presenza di Jake, migliore amico di Black e sua spalla da sempre. Sono stata felice che il terzo volume fosse dedicato a lui perché se l’autrice avesse allungato il brodo con la storia precedente, non so se sarebbe uscito un buon lavoro dato che ormai tutto era giunto al capolinea, in più Jake mi ha incuriosito fin dall'inizio, andando ad aumentare dal secondo capitolo in poi.
Jake forse è uno dei personaggi più strani mai conosciuti prima ma è proprio la sua stranezza a renderlo fantastico. E’ testardo, determinato e spesso risulta arrogante e freddo come il ghiaccio. Durante l’assenza di Black, Jake è stato tutto il tempo con Rose, aiutandola ad occuparsi dei suoi figli, formando una vera e propria famiglia fino ad innamorarsi della donna del suo migliore amico. Ma quell'amore non sarebbe mai stato corrisposto perché l’anima di Rose non ha mai abbandonato quella di Black, ma a Jake andava bene così. Le sue giornate erano ricche in quella casa e grazie a ciò aveva trovato un suo equilibrio che lo teneva lontano dalla sua inquietudine.
Il cuore è davvero una cosa buffa. Ci affidiamo a lui così tanto senza neanche renderci conto di quanto ne abbiamo bisogno; senza capire quanto sia importante quella piccola pompa rossa, che fa fluire la forza vitale attraverso il nostro corpo. Se stai abbastanza fermo, puoi percepirlo, puoi sentirlo che pompa e pompa. Un battito. Per le troppe perdite. Due battiti… Per i troppi cuori spezzati. Tre battiti… Per quelli che soffrono. Quattro battiti… Per quelli che smarriscono la via.
Adesso che è convinto di non essere più indispensabile per i suoi amici, decide di scomparire dalla circolazione per annegare la solitudine in un bar a bere bourbon per la lunghezza di sei mesi. Ogni notte di questo lungo periodo, torna ubriaco a tessa bassa e non alza mai lo sguardo per concentrarsi sulle persone che lo circondano. Sono passati sei mesi da quel evento ancora nitido, difficile da far sbiadire con il tempo e impossibile da dimenticare, pertanto la sua unica consolazione è abbandonarsi all’alcool. Le sue giornate non hanno più uno scopo, un obiettivo ben preciso, un senso e la sua mente non smette di girovagare nel vuoto immenso che non lascia spazio ad emozioni e sentimenti, solo rabbia e desolazione, sconforto e solitudine. Quindi a questo punto vi chiedo: come ve lo immaginate il vuoto? Un buco nero, no? Come l’abisso o un burrone profondo senza fine. Jake non riesce a spiegarsi perché il suo vuoto sia bianco. I suoi occhi sono iniettati di bianco, un bianco fortissimo che ti acceca la vista, praticamente il nulla. Questo bianco non gli permette di accorgersi di niente e di nessuno fin quando due occhi gli si parano davanti.
E’ Addy, la cameriera che lo serve da mesi e a cui non ha mai rivolto uno sguardo fino a quel momento preciso in cui si è degnato di farlo. Bellissima lei, che non ha mai smesso di fissarlo durante tutto questo tempo, soffermandosi sui tatuaggi e sulle cicatrici poco nascoste.
Una parte di me vorrebbe quel che hanno gli altri, ma poi c’è l’altra
parte che disprezza l’idea di godere di quei piaceri. E inizia a
elencare tutti i contro: la pressione, lo stress di amare qualcuno… ne
vale la pena?
Per Jake basteranno un paio di sguardi, due parole sfacciate, frecciatine sconce e quel “tesoro” tanto odiato per attaccare bottone ma anche per far infuriare Addy, la quale si mostra dall'inizio infastidita da questo tipo strano e grezzo, arrogante, presuntuoso e spavaldo.
Le vite di Jake e Addy sembrano apparentemente molto diverse; in realtà, ciò che li accomuna è proprio la malinconia, la solitudine e il senso di vuoto lasciato dalle esperienze passate.
Anche Addy non scherza in quanto a passato: leggere ciò che la sua famiglia le ha provocato e quello che ancora sta subendo, mi ha messo i brividi ma questo non le ha impedito di reagire. Ho adorato Addy, la sua forza, il suo coraggio e la voglia di ribellarsi a quelle catene che la tengono imprigionata da anni. Una donna con gli attributi alla quale il cuore batte imperterrito quando ha paura ma i cui occhi brillano di una luce accecante ricca di intraprendenza e caparbietà.
Questo atteggiamento non mancherà nemmeno nei confronti di Jake con il quale battibeccherà continuamente: adorerete i loro dialoghi, un botta & risposta continui fatti di provocazioni e testardaggine che si tramuteranno in sguardi maliziosi, mani che si sfiorano, braccia che si afferrano. Due fuochi che bruciano quando sono vicini, due micce che si scontrano e creano un’esplosione. Due teste calde direte voi sì ma dal cuore grande.
Le nostre fronti si toccano e credo che entrambi in questo
momento ci stiamo chiedendo che cazzo stiamo facendo e perché. Io di
sicuro non lo so, e non so nemmeno cosa provo per Jake esattamente. So
solo che è più di quello che abbia mai provato per qualsiasi altro uomo,
e questo mi spaventa più di ogni cosa.
Entrambi saranno messi a dura prova dalle circostanze avverse provenienti dal passato di entrambi. Potrà un amore tormentato vincere sull'incompatibilità?
La scrittrice ancora una volta ha avuto una strategia infallibile, rivelandoci le carte in tavola pian piano, senza fretta, permettendo al lettore di gustarsi il tutto senza lasciare niente in sospeso. Ogni cosa ha avuto il suo tempo.
La scrittura è scorrevole e ritmica, ricca di descrizioni dettagliate e molto specifiche (alcune veramente forti) e tanti dialoghi ma soprattutto riflessioni. La Smith ha voluto coinvolgerci nella mente dei due protagonisti, sbattendoci in faccia con crudezza e schiettezza le loro realtà e i loro sentimenti, così da poter comprendere a pieno la loro caratterizzazione. Sono felice che l’autrice ci abbia permesso di conoscere Jake, l’ho adorato e compreso, provando compassione per il suo trascorso, empatia nelle sue parole e malinconia nei suoi gesti. Confermo il fatto che sia il mio personaggio preferito della serie in assoluto. Già nei capitoli precedenti avevamo intravisto una premurosità e una dolcezza nei suoi modi di fare ma adesso nei confronti di Addy il tutto si accentua: vedrete un uomo combattere per la sua donna, pronto ad uccidere chiunque le faccia del male e deciso a tenerla al sicuro da ogni pericolo!
Addentratevi in questo ultimo - con mio dispiacere - capitolo della serie e se ve lo state chiedendo, la presenza di Rose e Black non mancherà, anzi sarà di fondamentale importanza!