Abbandonato. Peccato, mi aveva attirato la copertina e anche la trama in sé non pareva male, era interessante scoprire cosa poteva risultare dal racconto di un rapporto tra un ragazzo e il nuovo compagno della madre. Solo che il romanzo pare non trattare affatto questo argomento. Sono un serie di capitoli, di cui alcuni ambientati nel passato, altri nel presente, senza alcun preciso riferimento temporale, per cui la lettura si fa subito faticosa. La descrizione cade sulle abitudini e le tradizioni di una famiglia ebrea, ma senza spiegazioni, così che capire diventa ancor più complesso, se una persona non ha almeno una infarinatura generale della religione ebraica (e io un po' la conosco). Ne esce fuori un quadro familiare grottesco ma affatto divertente, e l'unica soluzione, sfogliando un po' il libro verso il finale, pare che sarà la fuga. Non ho notato ironia graffiante, ma solo scenette di dubbio gusto, da cui l'ebraismo esce con un aspetto molto farisaico.