Etenesh sbarca sulle coste di Lampedusa quasi due anni dopo essere partita da Addis Abeba, in Etiopia. Porta addosso il ricordo di un viaggio infernale, intrapreso nella speranza di un futuro migliore. Ha percorso il Sudan, il deserto del Sahara, è finita nelle mani di trafficanti di uomini e in un carcere in Libia, ha attraversato il mar Mediterraneo in gommone pensando, a ogni metro, che tutto sarebbe stato vano. “Ci dicevano di salire, noi salivamo, ci dicevano di scendere, noi scendevamo. Sapevamo soltanto di avere paura.” Etenesh “La storia di Etenesh, in queste pagine, si fa affresco dell’infamia del nostro mondo che sacrifica all’egoismo dei nostri privilegi le vite di nostri simili che hanno l’unica colpa di essere nati dove sono nati.” dalla prefazione di Moni Ovadia
Paolo Castaldi, con pochi incisivi disegni, racconta la storia di Etenesh, una delle tante migranti arrivate a Lampedusa che ora vive e lavora a Roma. Non c'è nulla di peculiare o di eroico nel viaggio di Etenesh e proprio per questo merita di essere raccontato: è una testimonianza che può valere per molti di quegli immigrati, il cui numero effettivo è comunque più basso di quanto le cronache facciano pensare. Oltretutto, nel pieno spirito della divulgazione, il fumetto è pubblicato sotto Creative Commons.
Une bande dessinée indispensable. Un témoignage qui donne la voix à tous ces migrants que le monde préfère ignorer. Une dénonciation des trafics humains et de l’hypocrisie de notre époque. Etenesh, c’est tous ces hommes et femmes qui risquent leurs vies et qui vivent l’enfer pour espérer vivre en paix et en démocratie. Un récit difficile qui nous fait prendre conscience de la réalité de ces voyages sans fin où ils perdent jusqu’à leur humanité.
Un fumetto NECESSARIO. In un mondo dove si parla troppo spesso di popoli che viaggiano senza andarne ad analizzare le cause, qui si torna a parlare di singoli esseri umani, di singole storie, di singole tragedie che, per quanto si somiglino, è importante tenere separate.
In un mondo dove le parole sembrano non arrivare, forse le immagini riescono.
Bellissimo lavoro, a livello artistico e concettuale. Molto interessante anche l'intervista che chiude il libro a Dagmawi Yimer sulla sua esperienza migratoria.