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Gli anni perduti

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Composto tra 1934 e 1936, durante un periodo di profondo disagio interiore e di svolta nella concezione politica e letteraria, il romanzo Gli anni perduti racconta il progetto del sedicente professore Francesco Buscaino, che si rivelerà poi un volgare avventuriero, di costruire e aprire al pubblico una torre panoramica nella città di Natàca (trasparente trasposizione di Catania). Contagiati dall'attivismo del professore saranno i giovanotti più in vista della città, felici di attendere a un lavoro grandioso che promette loro la ricchezza e al contempo li salva dalla noia profonda in cui è avvolta la vita dell'intera comunità. La denuncia della «stupidità dell'attivismo» non può non leggersi come accusa al becero fascismo trionfante: nonostante il romanzo sia ambientato nel 1901, infatti, non pochi sono i riferimenti alla più bruciante attualità.

184 pages, Paperback

First published January 1, 1936

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About the author

Vitaliano Brancati

57 books19 followers
Nato da Rosario, avvocato con interessi letterari, e da Antonietta Ciàvola, Vitaliano Brancati compie i propri studi a Catania e si laurea in lettere nel ‘29, con una tesi su Federico De Roberto. Per alcuni anni, si dedica all’insegnamento e pubblica opere (il poema drammatico “Fedor”, 1928; l’atto unico “Everest”, 1931; il dramma patriottico “Piave”, 1932) di irrilevante valore artistico e manifesti intenti di propaganda nazionalfascista. Si trasferisce intanto a Roma, ove - grazie pure ai contatti con Moravia ed Alvaro - si allontana dalle posizioni politiche favorevoli al regime, al punto da ripudiare i suoi lavori precedenti. Il nuovo corso artistico si apre con “Gli anni perduti” (1938), intriso di umori gogoliani e cechoviani: ma è con “Don Giovanni in Sicilia” (1941), che egli s’impone all’attenzione della critica e del pubblico. Attorno alla figura del quarantenne Giovanni Percolla, il Brancati traccia un quadro pungente e serrato del “gallismo” imperante in una città della Sicilia: e per il tramite dell’inconcludenza smargiassa, delle immaginarie avventure erotiche dei suoi giovani abitanti, egli allude maliziosamente alle smanie di grandezza imperiale, al velleitarismo d’un paese perduto nelle adunate oceaniche (“il fascismo vero e proprio si configura agli occhi di Brancati come una sintesi di autobiografia della nazione”, annotava acutamente Sciascia). Il successivo “Il bell’Antonio” (1949) va vieppiù a fondo nella descrizione amara e risentita del provincialismo fascista: la grottesca impotenza che affligge il protagonista diviene metafora di come, per l’autore, l’erotismo dei siciliani “consista nel pensare e sognare la donna con tale assiduità e intensità, e talmente assottigliandone e sofisticandone il desiderio, da non reggere poi alla presenza di lei, dall’esserne umiliati e come devastati” (Sciascia). E’ ancora un’ossessione sessuale al centro dell’incompiuto ed ambizioso ultimo suo romanzo, “Paolo il caldo” (1954); tra i racconti, spicca lo straordinario “Il vecchio con gli stivali” (1944), acre satira del fascismo e dell’antifascismo ufficiale, trasposta in celluloide da Luigi Zampa in “Anni difficili” (1947). L’ipocrita divieto di rappresentazione che colpisce il migliore dei suoi lavori teatrali, “La governante” (1952), incentrato su un caso di non accettata omosessualità femminile, ispira all’autore il pamphlet “Ritorno alla censura” (1952), ove egli rivendica la libertà d’espressione dell’artista. Della sua attività di sceneggiatore cinematografico, meritano menzione almeno “La bella addormentata” (1943) di Luigi Chiarini, “Silenzio, si gira!” (1944) di Carlo Campogalliani, il già citato “Anni difficili” cui fa seguito - sempre per la regia di Zampa - “Anni facili” (1953), “L’uomo la bestia e la virtù” (1954) di Steno.

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Displaying 1 - 3 of 3 reviews
Profile Image for Steven Godin.
2,784 reviews3,416 followers
June 8, 2024

A comic satire on the futility of man, but also a more serious reflection of writer Vitaliano Brancati's 'lost years' after turning his back on the Fascist Party, which he once had strongly running through his veins. The novel concerns a small group of friends who rather than put in the effort to get the most out of life, simply cave in to the boredom of killing time, waiting for something to happen, living in what is believed to be a fictional version of Catania, Sicily. Weeks turn into months, and months into wasted years, until an enterprising and high-spirited outsider arrives into town with the proposition of building a tower that will bring wealth (more for his own pockets it would seem) and prosperity to the town; a town which seems to be just one giant siesta. Again time ebbs and flows away, and a year turns into a decade, but the venture is continually put on hold through the bureaucracy of red tape and lack of funds. Still, the stubborn so-and-so manages to excite and rouse the town, get bums off seats, acquire loans, to reach the finish line. Despite the fact that nothing really happens - even the building of the tower is never described in any detail - it's the caricatures of Sicilian provincials that make the difference here, turning it into a quite enriching novel that dazzles rather than a dull one that falls asleep. I'd already read Brancati's Beautiful Antonio - also a film starring La Dolce Vita's Marcello Mastroianni, but thought this was the better of the two.
Profile Image for Nood-Lesse.
429 reviews328 followers
dismiss-ed
August 18, 2025
Buscaino si trascinò dietro Enzo De Mei: «Venite, mio caro Enzo! Accadono cose incredibili! Il commendator Raveni!… Lello nudo! Nudo, vi dico!… Ma voi non sapete! Vi dirò poi! Intanto andiamo dal duca! Che questo buon signore, almeno lui, non manchi alla parola

Ma che senso ha continuare? Mi ero imposto di arrivare al 50% dell’e-book sono al 55%, perché mi devo autoinfliggere questa pena? È una sorta di pièce teatrale dell'ante guerra ambientata in una regione che non è la mia, con trovate che invece di divertirmi mi annoiano al punto che alcune pagine le leggo come se guardassi fuori dal finestrino di un treno in mezzo ad un paesaggio brullo.

Pago aver raccolto il consiglio di Pincio dentro il suo Panorama. Il titolo di Brancati era uno di quelli che Pincio definiva importantissimi. L'ho preso ma adesso lo mollo. Racconta del tempo che scorre lento ma passa velocemente (*1) nella città di Natàca. A me il nome aveva fatto pensare a Natica, l'ultimo lembo di terra a difendere il buco del .... del mondo.

Wiki mi informa che è l’anagramma del nome greco di Catania, città in cui un gruppo di sfaccendati annoiati decide di costruire una torre panoramica. Alcuni di loro sono fuggiti da Roma e si trovano invischiati in provincia come topi nella colla. L’idea di costruire la torre la partorisce un rimpatriato dagli States, tale Buscaino. È lui che tenta di riunire sotto di essa intellettuali e imprenditori, è lui che cerca capitali e sostenitori. Riuscirà a costruirla? Wikipedia mi ha appena raccontato come andrà a finire. Posso dire di essermi evitato altre settanta pagine di strazio

E se Cassola a chi non è etrusco facesse l’effetto che mi ha fatto Brancati nato in Trinacria? Il Bell’Antonio in realtà mi fece tutt’altro effetto, è stato quel romanzo il lasciapassare per il consiglio di Pincio. Gli anni perduti purtroppo è un’opera immatura, involuta, ripetitiva e noiosa, importantissima per Pincio, trascurabile per me.

[ABBANDONATO]

(*1)
La definizione non è mia e nemmeno di Brancati, bensì di Alice Walker

Un bel commento di chi ha apprezzato e attualizzato il libro

https://laletteraturaenoi.it/2024/04/...
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